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mercoledì 9 marzo 2016

Dal libro dell’Èsodo - Es 32,7-14 - Desisti dall’ardore della tua ira


Es 32,7-14

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostràti dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”».
Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervìce. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».
Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: “Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra”? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre”».
Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

Parola di Dio

Riflessione

Come si dice: “Quando il gatto non c'è... i topi ballano”. 
E' bastato che Mosè si allontanasse dall'accampamento per parlare con Dio che il popolo, datolo per “spacciato”, si è dato ai festeggiamenti. Diciamo che non sono stati capaci di resistere a questa attesa. Questo Dio è troppo complicato... è troppo gravoso seguirlo... per non parlare del Suo orologio, che non è sincronizzato con il nostro!!! La cosa più grave poi, è che non si fermano “al cambio di rotta”, ma danno i meriti di tutto quello che hanno ricevuto finora ad altri. Quindi, oltre che traditori, anche ingrati!
Oggi le cose non vanno diversamente da allora... e spesso il pensiero di un Dio troppo esigente, balena nella nostra mente (dura cervice, come la chiama giustamente il Signore). Quella di costruirci un Dio come lo vogliamo noi, più comprensibile, più caruccio, che corrisponda insomma ai nostri schemi, è una tentazione forte nel cammino di fede. Ma Dio non è una scatola di costruzioni!!!
Infatti, appena le cose non vanno come vogliamo o iniziano a sorgere delle difficoltà, ecco che subito vorremmo prendere in mano le redini della nostra vita, convinti che da soli riusciremmo a farcela. Siamo d'avvero convinti che da soli riusciremo a spaccare il mondo. Una cosa però la spacchiamo, è vero... ma non è il mondo... è la nostra testa. Quindi siamo dei presuntuosi, illusi, che, prima o poi, ci ritroveremo con la testa fracassata! Continuo a pensare che siamo veramente dei fenomeni!!! 
E' anche vero che seguire Gesù è un po' faticoso, specialmente nel contesto in cui viviamo, dove i problemi di ogni genere ci accerchiano, e non sempre riusciamo a essere pazienti, miti e misericordiosi come ci vuole Lui. Dobbiamo però convincerci che Gesù è sempre al nostro fianco, e nei momenti di tribolazione dovremmo affidarci a Lui, parlare con Lui di cosa ci affligge, di quello che proviamo, anche se a volte non sono cose belle, ma Lui, è tutto questo che vuole... la nostra miseria e la nostra consapevolezza. Gesù poi, vede la nostra buona volontà, vede che ci sforziamo a camminare anche a tentoni, e gli basta. Quindi questo Dio non è così esigente. Non solo... è anche misericordioso. Infatti, grazie alla preghiera di Mosè, il Signore avrà misericordia di questo popolo. Una preghiera fiduciosa, detta non per sé, ma per gli altri e forse per questo viene accolta. Quante volte noi invece, nel momento della nostra preghiera, pensiamo forse un po' troppo a noi e meno, o molto poco, agli altri, meravigliandoci poi che il buon Dio non ci “fili di striscio”? E' bello allora recitare un versetto del libro dei proverbi, Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a Lui ed Egli appianerà i tuoi sentieri (Pr. 3, 5-6). Figlio mio, non disprezzare l’istruzione del Signore e non aver a noia la sua esortazione, perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto (Pr. 3, 11-12)”. 
Pace e bene



domenica 19 luglio 2015

Dal libro dell’Èsodo - Es 14, 5-18 - Sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone



 
 Es 14, 5-18

In quei giorni, quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?». Attaccò allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi.
Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata. Gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero, mentre essi stavano accampati presso il mare; tutti i cavalli e i carri del faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito erano presso Pi Achiròt, davanti a Baal Sefòn.
Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani marciavano dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al Signore. E dissero a Mosè: «È forse perché non c’erano sepolcri in Egitto che ci hai portati a morire nel deserto? Che cosa ci hai fatto, portandoci fuori dall’Egitto? Non ti dicevamo in Egitto: “Lasciaci stare e serviremo gli Egiziani, perché è meglio per noi servire l’Egitto che morire nel deserto”?». Mosè rispose: «Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza del Signore, il quale oggi agirà per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli».
Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».

Parola di Dio

Riflessione

Gli Egiziani che inseguono Israele è la storia di ognuno di noi. Se da una parte il testo di oggi ci mostra la potenza di Dio, dall'altra, dimostra il nostro nulla. Senza di Lui siamo spacciati!!!
Dobbiamo metterci l'animo in pace... Dio interviene sempre quando ci troviamo a un piede dalla fossa!!! "Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell'abbandono confidente sta la vostra forza" (Is 30, 15).
Ma perché Dio rende il cuore del Faraone così duro?... Se vuole salvare il suo popolo, come poi farà, perché farlo arrivare a provare paura, angoscia, tormenti?... E' il solito discorso: per dimostrare che non siamo noi a vincere, ma Lui. E' Dio che fa tutto e, se aspetta fino alla fine, è per farci rendere conto della nostra impotenza, dei nostri limiti, di quanto grave è per l'uomo abbandonare il suo Dio, per non farci insuperbire, per demolire ogni rimasuglio di orgoglio, per tastare la nostra fede, per darci una bella ricompensa...
Il cuore duro del faraone è una figura dell'ostinazione del demonio che non accetta di essere vinto, non sopporta di essere preso in giro, non vuole che da schiavi diventiamo liberi e allora cerca in tutti i modi di recuperare l'anima che gli sta scappando di mano. La nostra anima è in una lotta continua fra il bene e il male, il che non è molto riposante!!!...
Quando un cristiano diventa un vero amico del Signore, il proprietario del piano di sotto trema... e così scatena una lotta su tutti i fronti e con tutti i mezzi. Minacce esterne, minacce interne, tribolazioni morali, spirituali, fisiche, economiche, incomprensioni, solitudini, abbandono da parte degli amici... le parole poi non riescono a rendere bene la realtà!!! In questi momenti se non si prega molto si rischia di venire sopraffatti, si rischia il naufragio...  "Quando lo spirito immondo esce dall'uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell'uomo diventa peggiore della prima" (Lc 11, 24-26).
In questi momenti si ha l'impressione di essere soli e di essere abbandonati anche da Dio; la fede viene messa a dura prova e la paura diventa una alleata potente del faraone. Questo è un momento critico... come sappiamo la paura gioca brutta scherzi, e il demonio con la paura cerca di mettere in discussione tutto il nostro credo, tutta la nostra esperienza di fede, non ci fidiamo più di nessuno, pensiamo che l'amore sia solo un'illusione, tutti gli uomini deludono... E' in questi momenti che il nemico vorrebbe offrirci lui una via di salvezza, sorge allora il pensiero che forse sarebbe meglio tornare in Egitto... Ma il Signore ci dice: "Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio" (Lc 9, 62).
Dobbiamo allora credere che il buon Dio combatte con noi al nostro fianco... che è Lui ad avere tutto sotto controllo. Così "tutto sotto controllo" che può permettersi il lusso di dormire mentre la barca affonda... Se accettiamo di aspettare i tempi di Dio senza farci prendere dai nostri ragionamenti umani, ci uniformeremo ai Suoi pensieri e verremmo tratti in salvo. Come Mosè, ogni cristiano è tratto in salvo dalle acque del Nilo e tratto in salvo dalle acque del mar Rosso. Con il battesimo Dio ci ha resi suoi figli... passano gli anni ed è come se percorressimo il deserto: momenti sereni, momenti di fatica, momenti gioiosi, momenti di dolore, momenti di ribellione, momenti di ceffoni, momenti di carezze... ma se perseveriamo, se vogliamo aver fede, se continueremo a mettere Dio al primo posto, Lui ci libererà e ci darà la vita proprio come a Mosè.
Spesso vorremmo che ci fosse risparmiata un pochetto di angoscia... ma chi ha deciso di seguire Dio deve sapere che non è esonerato dalla fatica; se Lui ci lascia con il fiato sospeso fino alla fine rallegriamoci... vorrà dire che ha deciso di  rendere forti i nostri polmoni!!!
Personalmente la storia dell'Esodo mi ha sempre affascinata... E' la mia storia. Se penso al popolo eletto (meno male che era eletto!!!) quarant'anni a girovagare a vuoto nel deserto... e pensare che la terra promessa si sarebbe potuta raggiungere in pochi mesi... invece Dio fa percorrere al "suo popolo" un lungo cammino, con mille fatiche, disagi, fame, pericoli e chi più ne ha più ne metta... mi viene quasi da sorridere: l'Esodo è la storia del nostro viaggio ed è la storia di un'attesa... il deserto non è la nostra patria, la nostra destinazione è un'altra. E' la storia di un fidanzamento... un pochetto tormentato da tensioni, da fatiche, da disagi, ma anche da tanti sogni, desideri, speranze... si cammina insieme, si barcolla insieme, si cade insieme... ma con un fine: "Il matrimonio!!!"...
Ma nel cammino verso la conoscenza di Dio, come di solito accade, ci sono anche momenti di ribellione... quasi tutti poi prendiamo il virus della mormorazione... brontoliamo per ogni cosa... non ci va mai bene niente... io desidero questo, perché fai così?... perché mi fai soffrire inutilmente?... non mi piace come cucini... non mi piace come ti vesti... non mi ascolti mai... ti dimentichi dell'anniversario... non mi compri mai dei fiori... non mi porti mai a fare un viaggio... pensi solo a te... Che incubo!!!... Quando si tira troppo, alla fine l'elastico si rompe... è la fine di un fidanzamento... Noi vogliamo che il nostro futuro sposo si adegui a noi!!!... Nel mondo di oggi qualche volta succede anche... ma con Dio le cose vanno diversamente. Quando infatti iniziamo a rompere le scatole commettiamo un peccato... perché è come se non ci fidassimo di Lui... perché vogliamo vivere come piace a noi e non come piace a Lui... insomma, ci viene il mal d'Egitto e iniziamo a tirare la corda... Allora Dio che fa?... Ci fa vagare, vagare, vagare... prima o poi ci stancheremo e, come si dice: “torneremo a bordo a mangiare gallette!!!”...
Chiediamo al buon Dio di aumentare la nostra fede in modo da porre saldamente in Lui la nostra forza e speranza della nostra salvezza. Quando poi dovremo affrontare difficoltà e tribolazioni, chiediamogli di darci la lucidità per continuare a cercare in Lui la luce, il conforto e la pace; chiediamogli inoltre di togliere dal nostro cuore il rimpianto per il passato e la paura per il futuro...
Però Gesù mio... scusa se ardisco... ma metti caso... se io mi innamoro di una persona e inizio a frequentarla... e in questo periodo in cui inizio a conoscerla questa mi massacra di botte... capisci che avrei qualche problemino a desiderare un futuro in sua compagnia? Quindi... se Tu, magari, fossi un pochetto più soave... forse avresti qualche amico in più, non credi?... Pensaci un pochetto... e poi ne parliamo!... Ti ricordi? Lo hai detto Tu per bocca del profeta Isaia: "Su, venite e discutiamo" (Is 1, 18)… e come sempre io ti prendo in parola!!!
Pace e bene