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lunedì 25 agosto 2014

LA STORIA DEL MIO CROCIFISSO...




Diversi anni fa avevo deciso di comprare un Crocifisso da mettere nella mia stanza, ma lo volevo di resina e che assomigliasse a quello della mia Parrocchia. Ho iniziato le ricerche in internet... In tantissimi siti si vendevano Crocifissi di ogni genere e prezzo, ma quello che piaceva a me costava caro e in quel momento non potevo permettermelo. E così, a voce alta e con gli occhi rivolti verso il cielo, ho esclamato: “Oh Gesù caro... ma quanto costi?!” Io lo volevo in resina, perché quelli in ferro color argento o oro, che costavano pochi euro, mi davano un senso di tristezza. Una persona per questa mia affermazione aveva osservato: “Scusa Paola... ma un Crocifisso non deve mica farti ridere...!!!”. E' vero, ma a me Gesù in Croce non mi dava e non mi da un senso di angoscia, al contrario... a me da tanta gioia. E così non mi sono rassegnata... dopo diversi giorni finalmente trovo un negozio online con sede in Sicilia, vedo che vendono il “mio Crocifisso”. Era quello che stavo cercando... Stupendo!!! Guardo il prezzo... insomma!!!... si avvicinava ai cinquanta euro. “Però” - mi son detta - “Non sei davvero a buon mercato!!!, ma ti compro ugualmente!!!”. E così ho fatto l'ordine. Per il pagamento ho scelto di ricaricare la “Poste-Pay” del titolare della ditta. Era domenica, non trovando un tabacchino aperto per fare l'operazione, ho dovuto aspettare l'indomani. Difronte all'ufficio dove lavoravo c'era un bar tabaccheria, ma ahimè... non facevano le ricariche. Così ho pensato: “Oh Signore... mi sa che questo acquisto non sa da fare!!!”. Ma durante la pausa ho deciso di andare da un'altra parte. Non lontano dall'ufficio si trova un altro tabacchino difronte a una Chiesa, mi faccio il segno della Croce e dico: “Gesù... sto andando a ordinarti!!!”. Entro e do gli estremi per l'acquisto, pago e ricevo tre euro di resto. Invece di mettere le monete nel portafoglio chiedo un gratta e vinci dello stesso importo. Gratto davanti al titolare e, con grande stupore, vedo che ho vinto centocinquanta euro!!!. Oh Signore!!! In quel momento mi son sentita morire... Il titolare mi guarda e vedendo la mia faccia non molto contenta mi domanda: “Scusi... ma non è felice di aver vinto?”. Io accenno un sorriso, non potevo dirgli che mi sentivo molto in colpa... Era come se il buon Dio mi avesse mollato un ceffone e detto: “Brutta taccagna che non sei altro!!! Ti sei messa a brontolare per cinquanta euro... tiè!!!”. E così, tra la gioia di aver ricevuto questo regalo e il dolore per il ceffone, sono rientrata al lavoro. Aspettavo con ansia il pacco e ogni volta che pensavo a quello che era successo ridevo da sola. Finalmente arriva il corriere con una scatola grandissima, la scarto subito e, appena vedo il Crocifisso mi viene una grande commozione, gli dico: “Ma quanto sei bello!!!”. Prendo subito chiodo e martello e vado in camera, guardo un un po' le pareti per scegliere il posto più adatto per appenderlo. Penso in un primo tempo di metterlo sopra il capezzale del letto, ma scarto subito questa ipotesi e dico: “Se ti metto sopra la mia testa, poi, come faccio a vederti?”. Decido allora di appenderlo alla mia destra, sopra il termosifone. Perfetto... come si dice: “Due piccioni con una fava!!!”... Io lo posso adorare difronte e Lui, in inverno, sta al calduccio...
La notte non riesco a distogliere lo sguardo da Lui... Ma ahimè, c'era qualcosa che non mi quadrava. Lo guardavo e riguardavo... non capivo cosa non quadrava. La sera vado in Chiesa e, prima della Santa Messa, mi siedo come ogni giorno difronte al Crocifisso, lo guardo e i miei occhi cadono sui Suoi piedi. Oh Signore!!!! I piedi, il chiodo!!! Ecco cosa non quadrava!!! Il Gesù della mia Parrocchia aveva il piede destro sopra quello sinistro... il mio invece aveva il piede sinistro su quello destro. Tra me ho pensato: “Ma guarda un po'... mi hanno rifilato un bidone!!!”. Siccome sono un po' testarda ho voluto fare delle ricerche e così ho scoperto questo su un sito che parla della Sindone:

Le ferite ai piedi: osservando la parte posteriore, risulta che, sulla croce, i due piedi erano incrociati; il piede sinistro era collocato davanti al destro che poggiava direttamente sul palo della croce e, dalla ferita, si nota chiaramente il punto in cui era stato infisso il chiodo.

Povero Gesù mio...” - mi son detta - “Ti hanno sbagliato anche il piede!!!” Quando ho fatto notare questo particolare alle persone della Parrocchia... apriti cielo!!! Loro non avevano mai fatto caso alla posizione dei piedi, e guardandomi con aria di sufficienza mi hanno detto: “Scusa, ma che fai?... ti metti a guardare i piedi di Gesù?”... - “Certo!” - Rispondo io, “Una persona che ama qualcuno è attenta a ogni particolare!!!”... Da quel giorno penso che mi abbiano “odiata”... Aih! Aih! Aih!...
Il mio Crocifisso è sempre al suo posto, mi fa tanta compagnia e mi da tanto coraggio. Spero che Lui sia contento di stare a casa mia, non gli faccio mai mancare le mie coccole. Ecco la storia del mio Crocifisso.

The end