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venerdì 17 aprile 2015

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo - 1Gv 2,1-5 - Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.



Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.

Parola di Dio
Riflessione
 
Che bella lettura questa di oggi! E' una esortazione forte, ma carica di speranza. Forte, perché tutti noi, anche se spesso non vogliamo ammetterlo, pecchiamo... e anche quando facciamo i nostri bei propositi, alla fine ci caschiamo. Siamo così abituati a peccare che, in fondo, i nostri peccati non sembrano neanche così gravi. Non solo... molto spesso siamo convinti delle nostre pie pratiche... le consideriamo perfette... e ci stupiamo se Gesù non ascolta le nostre preghiere. Diciamo pure che non riflettiamo abbastanza sulle nostre miserie e di quanto possano dispiacere al nostro Gesù. Siamo più preoccupati di piacere agli uomini che a Lui.
Oggi però San Giovanni ci da una grande speranza. Questa speranza si chiama Gesù... che con il suo sacrificio ci ha perdonato ogni cosa. Tutto questo ci deve far gioire, ci deve ammorbidire il cuore. Gesù infatti è il rimedio alle nostre sofferenze... è la via che ci conduce alla salvezza eterna. Non è meraviglioso sapere che Gesù si presenta a Suo Padre come nostro avvocato e intercede per noi? E' come se gli dicesse: “Caro babbino... caro giudice... ecco i segni della Croce sul mio corpo... Come vedi, ho pagato il riscatto per tutti gli uomini... adesso puoi liberarli e dare loro il tuo sorriso, la tua pace e la tua gioia... Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore”  (Eb 7, 25).
Però... un bell'avvocato con i fiocchi!!!
Approfittiamo allora di questo dono, che ci permette di essere tutti figli Suoi e di essere in comunione con Lui. Andiamo spesso da Lui e ravvediamoci veramente, perché i problemi della vita, anche se tanti, sono nulla in confronto ai problemi che dovremmo affrontare nel “piano di sotto”...
Se stiamo in comunione con Lui, se viviamo con Lui e per Lui, avremo la forza e il coraggio di affrontare ogni cosa. Diffidiamo delle nostre convinzioni "molto teoriche", perché spesso siamo troppo sicuri di noi stessi e diamo per scontato di conoscere il Cristo solo perché andiamo in Chiesa e conosciamo a memoria alcuni brani delle scritture. Non basta conoscere il Vangelo per dire di conoscere Gesù... bisogna viverlo!!! Mi viene in mente a questo punto una frase che ho sentito in un ritiro spirituale... p. Pierluigi diceva: “conoscere a memoria le ricette di cucina e non mangiare, vuol dire morire di fame... oppure: conoscere tutto su cosa Gesù dice del matrimonio e della fedeltà, e fare poi una vita dissoluta non serve a niente... E' un grande insulto all'intelligenza!!!”.
Naturalmente, dobbiamo conoscere Gesù e le scritture, ma poi dobbiamo metterle in pratica se vogliamo avere in noi l'amore di Dio.
Non è facile seguire sempre il Signore, specialmente in questa società, ma dobbiamo provarci. E se Gesù è misericordioso, sempre ci aspetta e ci perdona... non siamo autorizzati a vivere come ci pare e piace commettendo ogni sorta di stupidaggine, tanto poi il buon Dio perdona.
Quindi... un piccolo sforbicino da parte nostra, poi Gesù ci sosterrà lungo il cammino, perché vedendo la nostra buona volontà... vedendo il nostro desiderio di diventare santi, ci aspetterà, ci darà la Sua mano e non ci lascerà mancare nulla di quanto ci è veramente necessario. Diceva bene Jean-Pierre De Caussade in Abbandono alla divina Provvidenza: Quando Dio vive nell'anima, questa deve abbandonarsi totalmente alla sua provvidenza; quando l'anima vive in Dio, essa si munisce con cura e con regolarità di tutti i mezzi che ritiene in grado di condurla a questa unione” e ancora... Non c'è che da adempiere fedelmente gli elementari doveri cristiani e quelli del proprio stato; accogliere con rassegnazione le croci che li accompagnano e sottomettersi all'ordine della Provvidenza in tutto quello che si presenta da fare e da soffrire, senza andarne alla ricerca”.
Allora chiediamo al buon Dio di rafforzare la nostra fede, e quando ci troviamo a dover passare per sconfitte, disfatte che ci fanno cadere le braccia, non spaventiamoci... perché Gesù si trova proprio al centro delle nostre tribolazioni... è lì che Lui ci attende; è lì che Lo incontrimo, è lì che instaura con noi un rapporto di vera amicizia e di vero amore. Mi piace concludere questa mia povera riflessione con un passo tratto dal Discorso 1 sulla risurrezione del Signore del Beato Guerrico d'Igny: Ora, fratelli, quale testimonianza rende la gioia del vostro cuore al vostro amore per Cristo?... Oggi nella Chiesa tanti messaggeri proclamano la risurrezione e il vostro cuore esulta e grida: “Gesù, mio Dio, è vivo, me l'hanno annunciato! A questa notizia, il mio spirito scoraggiato, tiepido e assopito dal dolore, ha ripreso vita. La voce che proclama la buona notizia risveglia dalla morte persino i più colpevoli...” Fratello, l'indizio da cui riconoscerai che il tuo spirito ha ripreso vita in Cristo è questo: Se dice: “Se Gesù è vivo, mi basta!” Parola di fede e ben degna degli amici di Gesù!... “Se Gesù è vivo, mi basta!”
Così sia anche per ognuno di noi.
Pace e bene