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mercoledì 23 settembre 2015

Dal libro del profeta Aggèo - Ag 1, 1-8 - Ricostruite la mia casa, in essa mi compiacerò.



 Ag 1, 1-8
L’anno secondo del re Dario, il primo giorno del sesto mese, questa parola del Signore fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo a Zorobabele, figlio di Sealtièl, governatore della Giudea, e a Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote.
«Così parla il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: “Non è ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore!”».
Allora fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo questa parola del Signore: «Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina? Ora, così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene sul vostro comportamento! Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino a inebriarvi; vi siete vestiti, ma non vi siete riscaldati; l’operaio ha avuto il salario, ma per metterlo in un sacchetto forato. Così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene sul vostro comportamento! Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria, dice il Signore».

Parola di Dio



Riflessione

Oggi Dio, tramite il profeta Aggeo, ci chiama a riflettere sul nostro comportamento. Poniamoci una semplice domanda: "La Gloria di Dio, è la nostra priorità?... Mettiamo Dio al primo posto o invece lo trascuriamo per occuparci di tante cose che consideriamo più importanti?".
Per ben due volte Dio dice: “Riflettete bene sul vostro comportamento!... Perché?... Non bastava una volta?... Evidentemente no. Siamo così duri di comprendonio!!!... Non solo, siamo anche poco furbi... Come possiamo vedere Dio fa notare ai Giudei, e a noi, che la loro e la nostra condizione spirituale non è “tanto per la quale”...
Ci mette in guardia dalla nostra tiepidezza e dalle nostre infedeltà affinché cambiamo rotta, affinché cambiamo i nostri comportamenti, il nostro stile di vita... affinché apriamo il nostro cuore senza trovare le solite scuse, perché non dire SI al buon Dio giustificandoci equivale a dirGli di no...
Non sempre ci sono ragioni valide per il nostro “rifiuto momentaneo”... anzi... non ce ne sono mai!!!
Qualcuno potrebbe obiettare, adducendo come scusa il lavoro stressante, i problemi della famiglia, la salute precaria e tormenti di ogni genere...: "In tutti questi tormenti e prove, come trovare il tempo per pensare a Dio? Con tutti i pensieri che ho? Non ho tempo neanche per andare in “bagno”? Sempre di corsa... la preghiera è per i disoccupati!!!"...
Stolti!!! E' proprio in questi momenti che Dio ci offre l'occasione di crescere in santità, di fidarci di Lui e così sperimentare meglio la sua potenza. Quindi, quando abbiamo momenti di sconforto per le tante prove, cerchiamo di non avere un atteggiamento disfattista... fidiamoci di Gesù, cerchiamo di costruire un'amicizia con Lui, cerchiamo di vedere la nostra vita non come una cosa privata, dove Gesù può entrare, ma senza esagerare, può entrare, ma senza chiedere troppo... può entrare, ma per stare seduto in un angolino, così che possiamo ricorrere a Lui solo quando abbiamo tempo e voglia... Gesù sì, ma è meglio tenerlo a una certa distanza. Abbiamo paura, insomma, che Lui voglia entrare nella nostra vita per rubarci qualcosa... come se tutto non appartenesse già a Lui!!!... Tu ami tutte le cose esistenti, e nulla disprezzi di quanto hai creato; se tu avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte sono tue, Signore, amante della vita (Sap 11, 24-26). Il messaggio di oggi non è indirizzato ai pagani... Dio non si sta lamentando perché seguiamo gli idoli, ma perché trascuriamo il nostro dovere di cristiani mettendo al primo posto tutto... tranne Lui. Facciamo tanto, mangiamo fino a scoppiare e beviamo fino ad ubriacarci, ci vestiamo alla moda, abbiamo soldi, ma alla fine senza la benedizione di Dio tutto va in malora... Tutto quello che abbiamo non è né merito nostro, né fortuna... ma ogni cosa che abbiamo è Dio che ce l'ha data. Dobbiamo ringraziare ogni giorno se ci svegliamo, se respiriamo, se parliamo, se andiamo al lavoro, se possiamo fare gli “splendidi” davanti a tutti sfoggiando la nostra bella macchina, la nostra casa, i nostri vestiti... Non è scontato niente... E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? (Mt 6, 27).
In ogni momento della giornata quindi, in ogni cosa che facciamo o che ci accade, Dio deve essere al centro dei nostri pensieri, dobbiamo vederlo in ogni cosa, in ogni persona in ogni evento, bello o brutto... perché nonostante le difficoltà, le strade chiuse, le porte chiuse, le situazioni umanamente impossibili... il progetto di Dio prima o poi si realizzerà, con una precisione, un tempismo, una genialità che nemmeno immaginiamo...
Non dobbiamo cercare Dio solo quando tutto va in rovina per pregarlo di farci continuare, senza troppi problemi, senza troppi scossoni, la nostra vita di cristiani “piccolo-borghesi”... Gesù si... ma a dosi omeopatiche... così non ci facciamo male!!! Che disastro che siamo!!! Gesù va bene se ci fa capitare cose belle... ma diceva bene san Tommaso Moro alla figlia prima del martirio:Non accade nulla che Dio non voglia, e io sono sicuro che qualunque cosa avvenga, per quanto cattiva appaia, sarà in realtà sempre per il meglio.
Così, dopo che Dio ci ha fatto una bella lavata di testa... ci dice cosa dobbiamo fare... ci dice che dobbiamo agire... Salite sul monte, portate legname...”. Ma agire non basta... bisogna cambiare... ...ricostruite la mia casa”...
E' inutile infatti salire sul monte se poi ci si siede tutto il giorno a guardare il panorama... va bene cinque minuti, ma poi devi fare qualcosa. E' come quando ci accostiamo al Sacramento della Riconciliazione... il primo moto è “andare”, ma poi, se vogliamo rimanere in grazia di Dio, dobbiamo cambiare la nostra condotta, perché se l'incontro con Gesù non apre il nostro cuore al cambiamento, allora è come se non lo avessimo mai incontrato. Pensiamo quando si ricostruisce una casa mezzo demolita... che si fa?... Per prima cosa si eliminano le macerie vecchie per far posto poi alla nuova costruzione... e a dire il vero, si fatica di più a ricostruire che a costruire da zero... il vecchio va demolito... va portato alla discarica... ma alla fine il risultato sarà perfetto... Dio infatti non dice costruite i tempio... ma ricostruite... Dove?... su delle fondamenta gia esistenti. Gesù, non abbandona l’opera delle Sue mani, non abbandona l’opera che ha già cominciato. Forza e coraggio... ce la possiamo fare!!! Dio è con noi... In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito”(Ef 2, 21-22). Un cuore rinnovato e puro, colmo di amore di Dio, può cambiare il mondo... Ricostruiamo allora il nostro tempio affinché sia reso idoneo per essere abitato dal Signore nostro Dio... O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?” (1 Cor 6, 19).
Chiediamo al buon Dio di aumentare la nostra piccola fede, in modo da avere sempre più il desiderio di conoscerlo e di avere una comunione sempre più intima con Lui. Solo così potremmo spiccare il volo come degli uccellini e non farci travolgere dalle maree che si alzano continuamente nella nostra vita, perché, se stiamo troppo ancorati a terra, prima o poi qualche tsunami ci travolgerà.
Fidiamoci allora di Gesù e delle sue parole perché il nostro vero bene è stare con Lui e quando pensiamo che non ci sia più niente da fare, ricordiamoci queste parole: Per l'oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, io sorgerò, dice il Signore, metterò in salvo chi è disprezzato” (Sal 12, 6).
Pace e bene