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venerdì 11 settembre 2015

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 6,43-49 - Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?


 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

Parola del Signore
Riflessione

Quante volte ci è capitato di entrare in una casa o in un ufficio e trovare delle piante bellissime... ti avvicini... tocchi le foglie e ti accorgi che sono di plastica... che delusione!!!
Immaginiamo allora la scenetta: Gesù che da lassù guarda i Suoi amici ai quali ha donato tutto il Suo amore... e come ringraziamento che cosa ottiene?... persone che si ostinano a rimanere di plastica!!! Belle da vedere... ma alla fine non danno frutti.
A parole siamo dei fenomeni... ma se consideriamo i fatti siamo un po' scarsucci...."...Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza calore?" (Gc 2, 20).
La vera fede infatti, non si mostra solo in Chiesa... ma in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Se decidiamo di stare attaccati alla Croce veramente, i frutti saranno buoni per forza... "Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Ef 3, 17-19).
Paolo è molto chiaro: Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé (Gal 5, 22), ...quindi non abbiamo scuse. Chi ha fiducia in Dio, chi ha deciso di farsi potare dal Signore, chi ha deciso di essere di Cristo, produrrà sempre questi buoni frutti... non solo, prima o poi diventerà una roccia anche per gli altri. E se tante persone ci vedono come degli alberi rinsecchiti non lasciamoci condizionare... Quante volte infatti abbiamo visto un alberello piccoletto e storto con tanti frutti che sta di fianco a un albero enorme ma che ha solo foglie? Tante volte... e ci siamo pure stupiti... questa è l'ironia di Dio!!!
Però ci sono anche alberi belli frondosi che hanno dei frutti megagalattici, ma dentro hanno solo il verme. Queste piante sono forse quelle persone che fanno... fanno... fanno... e non finiscono mai di fartelo notare, e così le opere apparentemente buone vengono rosicchiate dal verme della vana gloria del proprio "IO". Questa non è l'ironia di Dio... ma del diavolo!!! Infatti, come dice San Paolo: "la carità non si gonfia e non si vanta".
Il rimprovero di Gesù: "Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?"... Io lo trovo terribile!!! Ma, come al solito, Lui ha ragione... Sappiamo ogni cosa ma, chissà perché, facciamo sempre il contrario!!!
Prendiamo dalle Sue parole solo quello che ci garba e quello che ci disturba lo accantoniamo, come se fosse un surplus. Invece sono proprio le parole che ci scocciano che ci devono far riflettere. E se le Parole di Dio non entrano nel nostro cuore e non ci dicono niente, significa che stiamo perdendo tempo. Insomma, siamo di plastica!!! Il frutto dimostra come è coltivato l'albero, così la parola rivela il sentimento dell'uomo” (Sir 27, 6).
Meditare la Parola di Dio, metterla in pratica, non è facile e richiede tanto tempo e sacrifici da parte nostra. Ma una volta fatto un po' di allenamento viene quasi spontaneo abbandonarsi a Lui e crederGli. Credere che Cristo vuole solo il nostro bene, credere che Lui desidera essere nostro amico, credere che solo Lui può guarirci dalle nostre sozzure... "...e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli" (Mt 16 , 19). Cosa aspettiamo allora per una vera conversione del cuore? La vita può essere breve, noi non lo sappiamo... Mi viene in mente un passo della dolcissima Teresina di Lisieux in Storia di un'anima al n° 125: «La vita è la tua nave e non la tua dimora». Già da piccolissima ritrovavo coraggio in questo verso; ancora oggi, nonostante gli anni che cancellano tante impressioni di pietà infantile, l’immagine della nave affascina l’anima mia e l’aiuta a sopportare l’esilio. Anche la Sapienza dice che: «La vita è come la nave che rompe le acque agitate e non lascia dietro sé traccia del proprio passaggio». Quando penso a queste cose, l’anima mia s’immerge nell’infinito, mi sembra già di toccare la riva eterna”.
Lasciamoci amare da Gesù e, una volta afferrati da Lui, tutto quello che succederà: tribolazioni, inconvenienti, derisioni, sofferenze anche fisiche, avranno un peso diverso e, come dice p. Livio Fanzaga in “Gesù ci insegna a vivere”: “La salvezza che Gesù ci offre non è l'esenzione delle bufere della vita, che non vengono risparmiate a nessuno, ma è la forza che Egli dà per affrontarle. Lo stolto, che respinge l'unica mano che può sorregerla, non può che piangere sulle rovine della sua esistenza”.
Chiediamo allora al buon Dio di rafforzare la nostra piccola fede... e proviamo a dimostrarGli che il sacrificio di Suo figlio non è stato inutile.
Pace e bene