venerdì 26 febbraio 2016

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 1Cor 10, 1-6. 10-12 - La vita del popolo con Mosè nel deserto è stata scritta per nostro ammonimento




Non voglio che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma la maggior parte di loro non fu gradita a Dio e perciò furono sterminati nel deserto.
Ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono.
Non mormorate, come mormorarono alcuni di loro, e caddero vittime dello sterminatore. Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per nostro ammonimento, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.

Parola di Dio
Riflessione

Chi legge la storia del popolo di Israele con attenzione, non può non vedere la storia del proprio rapporto con Dio. Anni trascorsi a inseguire sogni, anni trascorsi alla ricerca della felicità, anni trascorsi alla ricerca dei piaceri di questo mondo, e poi, scopri che non ti hanno reso felice; ti rendi conto allora che tanti anni sono fuggiti come il vento e tu non hai concluso un bel niente; ti rendi conto che la tua lontananza da Dio, la tua infedeltà verso il Salvatore, ti ha reso il cuore duro come un macigno.
Eppure, se ci pensiamo bene, il buon Dio era sempre accanto a noi, ci guidava come il popolo di Israele... percorreva con noi la strada, tutti i giorni cercava il nostro amore e noi, imperterriti, cercavamo altro. Ci siamo trovati tante volte ad affrontare tempeste e naufragi, ma se siamo riusciti in qualche modo a venirne fuori, non è stato certo per la nostra bravura, per la nostra capacità di sopravvivenza, ma grazie al sostegno spirituale e materiale di Cristo... Non andate fuori strada, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall'alto e discende dal Padre della luce, nel quale non c'è variazione né ombra di cambiamento” (Gc 1, 16-17). La storia del popolo prediletto, la nostra storia, è un susseguirsi di avvicinamenti e allontanamenti dal Signore, di amore e di odio, di fedeltà e di infedeltà... E' la storia di un Padre paziente che ci aspetta, che ci perdona, che ci punisce, che si commuove... “Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò di vero cuore, poiché la mia ira si è allontanata da loro” (Os 14, 5). E' la storia di tanti figli ingrati, duri di cervice, cechi, sordi e presuntuosi...
Quando ci va tutto bene, quando le cose procedono come abbiamo programmato, siamo convinti che sia un premio per i nostri meriti, ci insuperbiamo e vediamo le disgrazie altrui come un castigo di Dio - agli amici di Giobbe noi, molte volte, gli facciamo un baffo! -. Elifaz il Temanita infatti, giusto per consolare Giobbe, gli disse: ...quale innocente è mai perito e quando mai furon distrutti gli uomini retti? (Gb 4, 7). Ha ragione il salmista...L'insulto ha spezzato il mio cuore e vengo meno. Ho atteso compassione, ma invano, consolatori, ma non ne ho trovati (Sal 69, 21).
E' facile essere amabili, sereni, allegri con tutti, quando va tutto a gonfie vele... In questi bei momenti poi, ci dimentichiamo di fare una cosa importante, ossia di ringraziare il buon Dio che ci dona giorni sereni per la Sua grande Misericordia, e non certo perché siamo brillanti!... Il bello è invece essere amabili e sorridenti con tutti nel momento della prova, è rimanere calmi e fiduciosi anche quando ci vediamo con l'acqua alla gola, il bello è fidarsi di Cristo e dirgli con tutto il cuore: "Gesù, pensaci Tu!".
Lo sapete? Lui ci penserà... Lui non ci abbandonerà mai, Lui camminerà con noi, Lui sarà il nostro Cireneo, Lui ci consolerà, Lui ci aiuterà a superare le prove. "Venite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarirà. Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà” (Os 6, 1).
In questi momenti duri dobbiamo ricordarci dei nostri padri, che nei giorni della prova si ribellarono, mormorarono, avanzarono pretese e, nonostante i tanti miracoli compiuti da Dio in loro favore, non risposero con generosità e riconoscenza a tutti i Suoi doni. Se ci ostiniamo a seguire questo comportamento, se nei momenti di disagio e di grande sofferenza mormoriamo contro Dio rinfacciandogli che: prima ci ha chiamato a Sé e poi ci ha tartassato di prove; prima ci ha fatto la corte e poi ci ha bastonato... la nostra fine sarà uguale alla loro, non entreremo nella terra promessa... Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza” (Rm 15, 4).
Quando dunque, le cose che otteniamo da Dio non sono quelle da noi richieste, e se quanto chiediamo tarda ad arrivare o non arriva affatto, evitiamo di mormorare, evitiamo di dubitare di Gesù, perché la delusione che ci colpisce farà sorgere il sospetto che Dio non ci ami veramente, e questo dubbio è come un veleno che uccide l'anima, come uno smarrimento che allontana dalla terra promessa...Non mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e caddero vittime dei serpenti” (1Cor 10, 9).
Chiediamo al buon Dio di aumentare la nostra fede, in modo da avere lo sguardo fisso verso il Cielo, in modo da dire il nostro “Sì” sempre, in ogni occasione, in ogni situazione, perché senza un'adesione interiore alla volontà del Signore, fatta di tanta fede, nessun atto da noi compiuto, anche il più eclatante, ci potrà salvare... fissare troppo lo sguardo sulle cose di questo mondo è molto pericoloso... il rischio di cadere è grande... Invece sarà ”Beato l'uomo che sopporta la tentazione, perché una volta superata la prova riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a quelli che lo amano” (Gc 1, 12).
Che Dio abbia misericordia di noi!!! Ricordiamoci sempre che Davanti agli uomini stanno la vita e la morte; a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà(Sir 15, 17).

Gesù mio, anche se in questo momento tutto mi appare buio, sono sicura che manterrai la Tua Parola... che dopo le lacrime arriverà il sorriso... Ti chiedo solo la forza necessaria per continuare a camminare dietro a Te con docilità e gioia.
Pace e bene

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