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giovedì 6 agosto 2015

Le ultime stazioni della Via Crucis: “ Dare la vita per i fratelli” - Tratto da “ L'innamorato di Maria – di San Massimiliano Maria Kolbe



(Pawiak-Auschwitz, febbraio-15 agosto 1941)
Polacco in vita e in morte!
Massimiliano Sa di essere nel mirino della Gestapo, prevede lucidamente la sua fine: in molti gli avevano fatto presente che si stava tramando alle sue spalle, per il suo arresto, chiedendogli di essere prudente. Padre Massimiliano, anche durante l’occupazione tedesca, rivela dunque talento e capacità non comuni, tanto da riuscire ad attirare su di sé l’attenzione e l’affetto di ogni genere di persona. Anche la polizia tedesca intuisce queste doti capaci d’influire, specie attraverso la Stampa, Sul popolo polacco. La Gestapo, infatti, al fine di catturarne il potere mediatico, arriverà addirittura a offrirgli di assumere la cittadinanza tedesca, equivocando sul fatto che il suo cognome, Kolbe, sia un cognome assai diffuso in Germania.
Fiero delle sue origini polacche, onesto fino al martirio, egli rifiuta la proposta, affermando di essere stato e di Voler rimanere polacco, peggiorando così la sua situazione, già pesantemente condizionata dalla sua appartenenza al popolo polacco e dallo stato di religioso cattolico. Per questo ai polacchi è doppiamente caro: perché santo e perché volle morire da polacco!
«Addio cari figli, non sopravvivrò a questa guerra»
La sera del 16 febbraio, Massimiliano sembra inquieto e più affettuoso che mai con i suoi figlioli, tanto che questi, ripercorrendo in seguito col pensiero quelle ultime ore con il padre, comprenderanno solo dopo le sue parole e il perché di quel suo inconsueto, accorato trasporto.
Tra mezzanotte e le due del mattino, padre Kolbe telefona a fra Pelagio, svegliandolo, per riprendere la conversazione spirituale che avevano avuto durante il giorno, sprona il confratello alla fedeltà verso il Signore e alla devozione all’Immacolata. Dopo un po', i due recitano insieme la seguente preghiera: «Immacolata Concezione, Immacolata Concezione, Immacolata di Dio, Immacolata di Dio, mia Immacolata, mia Immacolata, Immacolata nostra, Immacolata nostra». Padre Massimiliano torna poi nella sua stanza. Siamo alle prime ore del 17 febbraio: il frate, allo stremo della fatica, non volendo però rinunciare all’urgenza di lasciare sulla carta le sue meditazioni, chiede a fra Arnaldo di scrivere sotto dettatura quelle che saranno le ultime appassionate parole che illumineranno il mistero dell’Immacolata, consegnandoci pagine di altissima mistica sulla Santissima Trinità e sulla figura dell’Immacolata Concezione in seno a essa.
«Fratelli, non dimenticate l’amore!».

lunedì 8 dicembre 2014

L’Immacolata : ecco il nostro ideale. Avvicinarci a Lei per renderci simili a Lei. (SK 1210) di San Massimiliano Maria Kolbe




Il vertice dell’amore della creazione che torna a Dio è l’Immacolata, l’essere senza macchia di peccato, tutta bella, tutta di Dio. Neppure per un istante la Sua volontà si è allontanata dalla volontà di Dio. Ella è appartenuta sempre ed liberamente a Dio. E in lei avviene il miracolo dell’unione di Dio con la creazione. A Lei, come alla propria sposa il Padre affida il Figlio, il Figlio discende nel Suo grembo verginale, divenendo Figlio di Lei, mentre lo Spirito Santo forma in Lei in modo prodigioso il corpo di Gesù e prende dimora nella Sua anima, la compenetra in modo così ineffabile che la definizione di “Sposa dello Spirito Santo” è una somiglianza assai lontana della vita dello Spirito Santo in lei e attraverso di Lei. In Gesù vi sono due nature (la divina e l’umana) e un’unica persona (quella divina), mentre qui vi sono due nature e due sono pure le persone, lo Spirito Santo e l’Immacolata, tuttavia l’unione della divinità con l’umanità supera qualsiasi comprensione. (SK 1310) ...Maria, per il fatto di essere la madre di Gesù Salvatore, è divenuta la corredentrice del genere umano, mentre per il fatto di essere la Sposa dello Spirito Santo, prende parte alla distribuzione di tutte le grazie. (SK 1229) ... non abbiano affatto paura di amare troppo l’Immacolata, dato che (...) non l’ameremo mai nel modo come l’ha amata Gesù. Ebbene tutta la nostra santità consiste nell’imitare Gesù. Chi si avvicina a Lei per ciò stesso si avvicina a Dio, solo che lo fa percorrendo una strada più breve, più sicura , più facile. (SK 542)