Germana Cousin
morì nel 1601, a solo 22 anni. Da quando perse la madre, che non ha
mai conosciuto, visse in continua sofferenza.
Figlia di un
povero contadino di Pibrac, villaggio che si trovava vicino a
Tolosa, nacque nel 1579, in un epoca di tristi guerre religiose.
Sottile, malnutrita, scrofolosa, aveva la mano destra deforme.
Il padre non
l'amava, e mai le diede nemmeno un abbraccio. E, quando si sposò
per la seconda volta, mai si preoccupò della persecuzione che la
matrigna sistematicamente faceva a sua figlia.
Così, nella
casa del padre, Germana mai trovò quel riposo e quella pace che
tutti noi incontriamo, un posto sicuro dove siamo nelle peggiori
tempeste.
Uno dei suoi
biografi scrisse:
La matrigna,
sempre arrabbiata, la rimproverava continuamente, e gli diede stalla
come camera da letto, e rami rigidi come il letto. Ancora non
soddisfatta da quella durezza, la matrigna, da un capriccio del
malumore, non permetteva a Germana di avvicinarsi agli altri bambini
della famiglia, ai fratelli e alle sorelle che lei amava con grande
tenerezza, cercando proprio ogni opportunità di servirli senza
manifestare la gelosia di eventuali preferenze odiose dalle quali
fossero oggetti, e lei la vittima.
