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giovedì 19 giugno 2014

Il matrimonio vocazione alla Santità



Carissima Sorella e carissimo Fratello,
Poiché chi vi parla di vocazione é una donna consacrata a Dio nella vita religiosa sembrerebbe naturale che dovessi parlarvi prima di ogni altra, della vocazione religiosa Invece no ... voglio deludervi. Scherzi a parte, volutamente, dopo l'ultimo foglio, dove parlavamo della vocazione alla santità che é per tutti indistintamente, vi parlerò della vocazione al matrimonio proprio per dirvi che anche questa é una vocazione.
E' una vocazione bella grande, importantissima voluta e benedetta da Dio fin dagli inizi della creazione. "Dio li benedisse e disse: Siate fecondi e moltiplicatevi. Riempite la terra ..." (Gen 1.28). E una vocazione santa, a patto che sia intrapresa e vissuta veramente come "vocazione" ricevuta da Dio. Ma senza voler essere pessimista il più delle volte ci si sposa perché tutti lo fanno, perché é una cosa naturale ... Occorre partire col piede giusto: La vocazione al matrimonio é una vocazione all'amore così come quella del consacrarsi a Dio. L'amore é il fondamento, la sostanza e insieme la luce e la gioia di una vita coniugale.
Ma che cos'é l'amore? In una società che spreca la parola "amore" e lo scambia con la passionalità, lo spreco di sesso, col "libero" amore, dell'amore si potrebbe dire tutto il bene e tutto il male possibile. Credo che questo indugiare di molti giovani ad accostarsi al matrimonio, stiracchiando per anni il fidanzamento che spesso si trasforma in convivenza, sia dovuto alla paura che non tutto volga a buon fine. I giovani si amano, ma non tutti hanno la forza, il coraggio di garantirsi una indiscussa e duratura fedeltà, anche perché il crescere dei divorzi e della convivenza sembra impedire di vedere quante belle coppie di sposi e quante belle famiglie ci sono e guardare a loro e da loro ricevere l'esempio. Io vi invito a non avere paura e di guardare con occhio sereno a questa vocazione, ma ciò é possibile solo se
la inquadrate in un disegno divino. L'amore infatti é una scintilla divina, accesa nel cuore dell'uomo perché Dio é amore; bisogna saper amare con l'amore di Dio il "tu" compagno della propria vita per poter accogliere e orientarsi insieme verso la nuova vita.

In giovane età si avverte una grande sete di amore, ma dove placarla questa sete? Spesso a fonti sbagliate, velenose. Per alcuni, basta bere, non importa che cosa e s'accorgono troppo tardi di aver bevuta acqua inquinata.
Quaggiù, ricordatelo, non ci sono amori che possano colmare le profondità del nostro cuore. "Signore, il nostro cuore é inquieto finché non riposa in te", scrive S. Agostino. Senza Dio in mezzo, l'IO e il TU, non troveranno mai una unita perfetta. Se Dio c'é. Lui supplisce a ciò che manca e allora é bello vivere insieme.
E` per questa grande dignità che l'amore coniugale viene addirittura trasfigurato dalla grazia dei Sacramento. S. Francesco spiega: "O sposi, non vi dico: amatevi reciprocamente di amore naturale, perché di ciò sono capaci anche le tortorelle; né vi dico: amatevi di un amore umano, perché anche i pagani hanno praticato questo amore. Ma vi dico, secondo il grande Apostolo (Paolo): mariti amate le vostre mogli come Gesù ama la Chiesa. Mogli, amate i vostri mariti, come la Chiesa ama il suo Salvatore". Amarsi cosi. significa rendere più facile il superamento degli inevitabili ostacoli, delusioni, sacrifici.
Bisogna cambiare mentalità. Parliamo della preparazione al matrimonio non come a un surrogato e tanto meno a un trabocchetto, ma come un cammino verso il Signore che guida, illumina, benedice la missione dei coniugi. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza (Gen 1,27) e gli diede poi "un aiuto simile a lui" (Gen 2,21-23). Da allora, la donna é sempre stata, nel disegno di Dio, un aiuto all'uomo, non la serva, non la schiava, non l'essere inferiore, (la storia degli uomini l'ha fatta serva e schiava) ma un aiuto simile cosi che i due diventano "complementari" l'una all'altro. E come la mettiamo sul piano della parità uomo-donna? Proprio dalla complementarietà scaturisce la "pari dignità e la differenza dei ruoli". Alla donna Dio ha dato un cuore grande, un'attitudine ad amare, a donarsi, a servire con dedizione e amore. Una capacità di educare alla vita. All'uomo, Dio ha donato la forza, la volontà, l'intelligenza che posta accanto alla ricchezza di sentimenti della donna, permette il reciproco arricchimento sul piano fisico psichico e . . . soprannaturale.
L'amore nel matrimonio é sorgente di vita, deve sboccare nella maternità e nella paternità.
Attentare maliziosamente e per egoismo a questo fine, significa tradire e profanare la propria vocazione, la propria missione all'interno della creazione. Quanta gioia, quanta fierezza si legge negli occhi di tante giovani coppie che portano a spasso i loro bambini. E un giorno quei bambini fatti grandi, diranno ai genitori che li hanno resi felici: "Grazie per la vita che ci avete dato e grazie per averci aiutati a realizzare la nostra vocazione". Ma come non pensare a chi rifiuta violentemente questa esperienza di amore che si trasforma in vita? Anche se una giovane dovesse restare incinta per uno sbaglio, per debolezza ... l'accoglienza della nuova Vita sempre deve essere accolta, per cui vale la pena accettarne i sacrifici e forse le umiliazioni. Il prezzo a volte può essere alto proprio perché la vita non ha prezzo.
La vocazione al matrimonio chiede di rendersi responsabili. Chi da giovane non sogna il principe azzurro, l'amore, una casetta, dei bambini suoi? Chi non avesse mai, neppure per un momento, sognato queste cose s'interroghi, perché forse c'e qualcosa che non funziona. Ma é vero che dopo bisogna lasciare il sogno e scendere alla realtà perché altrimenti si rischia di avere del matrimonio una visione irreale, magari dolciastra. Altri purtroppo possono avere una visione piatta e grigia guardando al matrimonio come a una sistemazione di vita, una specie di affare, specialmente se uno dei due ha molti soldi ... Altri ancora possono avere una viione materiale e grossolana come di un appagamento dell'istinto, del godimento di un piacere senza freni. Sono tutte strade che mettono in pericolo la fedeltà all' amore. Rendersi responsabili significa imparare a conoscersi, ma attenzione, per conoscersi bene non é necessaria la convivenza ... questa distrugge la gioia delle vere nozze. Chi anticipa il dono, lo ruba e impoverisce la festa. Ma allora, conoscere che cosa? Prima di tutto se stessi. le proprie attitudini, la propria personalità i propri talenti ma anche le proprie lacune, le proprie debolezze. Tutto questo bagaglio va conosciuto proprio per mettersi in relazione con l' altro/a e con la nuova vita. Poi conoscere il proprio fidanzato o fidanzata, ma di una conoscenza che deve andare oltre il volto, un timbro di voce. una bellezza solo esteriore. Occorre scendere in profondità per scoprire le affinità di anima, la capacità di giudizio, la rettitudine, il modo di comprendere e vivere l'amore, le convinzioni religiose. Occorre conoscere se l'altro/a sa comprendere e compatire i lati deboli, ma anche esigere chiarezza e armonia sui punti fondamentali, come: Amarsi con tutto il cuore - Essere fedeli l'uno all`altro per sempre - Accettazione delle gioie della vita a due ma anche dei dolori e dei sacrifici - Aiutarsi nelle necessità, consolarsi nelle pene e accettare di pregare insieme - Volere dei figli ed educarli cristianamente.
Occorre educarsi: Il cambiamento di vita per chi si sposa é notevole. Chi ha detto che c'e più cambiamento di vita entrando in convento che nel matrimonio? Bisogna sapere come si vuole impostare il matrimonio! In ogni caso é la fine della spensieratezza. E' il passaggio dall'egocentrismo all'accettazione nel proprio mondo interiore di un altro essere con i suoi problemi i suoi desideri e le sue idee, magari una personalità opposta ... E' la rinuncia a certi modi di divertirsi ed é un pungolo che richiede di uscire dalla propria pigrizia. Occorre formarsi al saper tacere, come al saper parlare, alla dolcezza, alla pazienza, alla capacità di perdonarsi.
Occorre avere anche un buon equilibrio affettivo e quindi sessuale, per vivere armonicamente questo aspetto importante della vita coniugale e che richiede molto rispetto per l'altro, molta delicatezza e capacità di dono, perché l'atto del dono non si trasformi in un atto di violenza, in un atto puramente istintivo o all'opposto, subìto.
Dunque, la vita al matrimonio non é una cosa scontata. E' una vocazione. E' una vita impegnativa ma altrettanto colma di gioia e di soddisfazioni che sono il più delle volte frutto del saper rinunciare a se stessi per vivere a due.
Consiglio ai giovani: siete così belli pieni di vita, con tutta la vita davanti sposatevi bene, sposatevi fra giovani! Il mio non vuole essere assolutamente un giudizio, ma non accontentatevi di un amore "usato", di "seconda mano". Non consumate tutto e subito col primo o la prima che incontrate ... cercate quello/a che condivide con voi i principi fondamentali dell'amore. Non ci si sposa per non restare scapolo o zitella. Ci si sposa se Dio chiama a questa vocazione e quando si incontra l'altro "tu" che garantisce una vita coniugale seria e fedele.
Maria, Madre delle vocazioni, ti benedica