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venerdì 1 maggio 2015

Dagli Atti degli Apostoli - At 13,44-52 - Noi ci rivolgiamo ai pagani.


 
At 13,44-52
Il sabato seguente quasi tutta la città [di Antiòchia] si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo.
Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.
La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio.
I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Parola di Dio
Riflessione


Oggi ci troviamo ad Antiochia con Paolo e Barnaba. Una moltitudine di gente, di sabato, si riunisce intorno a loro per ascoltare il messaggio di Gesù.
Ma la gelosia dei Giudei arrivò al punto da incitare alcune donne e uomini di spicco, oggi si direbbe personaggi importanti... ad appiccare il “fuoco” ai i due missionari. I Giudei erano infatti convinti che la Parola di Dio fosse un'esclusiva loro e che le perle non si dovevano dare ai porci!!! Ma Paolo e Barnaba, vedendo che i “porci” avevano risposto con tanto entusiasmo alle parole di salvezza, sono molto incoraggiati e ricevono una carica esplosiva. Così, invece di essere scoraggiati dal rifiuto dei Giudei, vanno via pieni di gioia e di Spirito Santo, perché dai pagani avevano ottenuto un'ottima risposta.
Tutto questo è una bellissima lezione per noi oggi. Infatti, come allora, ci sono persone che ricevono la salvezza con infinita gratitudine, e altre che la respingono... c'è chi si apre alla luce e chi invece vuole continuare a vivere al buio. Come mi ha detto qualcuno... Dio viene accolto con più gioia da chi, avendo attraversato tante peripezie - per non dire tribolazioni - è molto ricettivo alla Sua Luce quando essa si presenta... non solo, ma il ringraziamento per la nuova nascita è molto più grande. Allora, non dobbiamo scoraggiarci quando il profumo di Cristo provoca “nausea” a qualcuno e, infastidito, cerca di allontanare con violenza questo buon odore. Dobbiamo invece rallegrarci e pensare alle Parole di Gesù: “Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5, 10). E poi... se non tutte le ciambelle vengono col buco, non dobbiamo demordere, ma proviamo a fare un'altra ciambella, e facciamo lo stesso con la Parola di Dio. Quando in un ambiente non è accolta, o quando qualcuno cerca di impedircelo, non dobbiamo smettere di proclamare il messaggio di salvezza. L'unica cosa da fare è imitare Paolo e Barnaba che se ne vanno scuotendo la polvere dai piedi, non certo perché si erano rassegnati o perché le loro gambe tremavano dalla paura... ma perché sapevano che Dio, che sceglie sempre i tempi e i luoghi giusti... li avrebbe mandati da un'altra parte. Dio infatti, ci ha fatti liberi ed è molto paziente... sa che per qualcuno c'è bisogno di più tempo. In ogni caso, Paolo ha molta compassione per le persone che hanno respinto la Parola di vita, anche perché lui, forse si aspettava o desiderava il contrario. Infatti, nella lettera ai Romani ( 10, 1-4) il desiderio di Paolo viene espresso in questo modo: ”Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera sale a Dio per la loro salvezza. Rendo infatti loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza; poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. Ora, il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede”.
Allora, quando annunciamo il Vangelo e siamo oggetto di insulti o provocazioni, non dobbiamo mollare... anzi, dobbiamo essere stimolati a cercare di approfondire sempre più la Parola di Dio. Infatti, a volte non abbiamo lo slancio per testimoniare con franchezza perché siamo ignoranti nella Scrittura. Molto spesso poi, l'incoerenza della nostra vita è talmente palpabile che giustamente le nostre iniziative non hanno efficacia. Se diciamo A e poi facciamo B, non siamo molto credibili.
Allora, proviamo a dare con la nostra vita una testimonianza vera, senza pensare di essere migliori di nessuno. Tutti abbiamo bisogno di essere salvati. TUTTI... Se Dio volesse punire i peccatori tagliando la lingua a chi parla troppo e male, o tagliasse la testa a chi la pensa diversamente, o la mano a chi fa il furbo, il mondo sarebbe pieno di invalidi!!!
Gesù caro... l'INPS ti ringrazia!!!!
Pace e bene