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giovedì 29 ottobre 2015

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 14,1-6 - Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?


Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

Parola del Signore



Riflessione

Come possiamo vedere Gesù non disdegna l'invito di nessuno, nonostante sappia molto bene che è un invito-tranello... Si trova a pranzare infatti con persone che non fanno altro che spiarlo, sempre in agguato, lo osservano con molta attenzione per vedere se trasgredisce la legge del sabato. Stanno in silenzio... non hanno il coraggio di parlare. Quindi, oltre a essere ipocriti, sono anche codardi. Ma Gesù conosce i pensieri del cuore di ognuno e sapeva che, anche se stavano in silenzio, il loro cuore mormorava . La cosa buffa è che Gesù, invece di comportarsi come un ospite, si comporta come il padrone di casa. Mi sa che in quel momento a qualcuno gli sia venuta l'idropisìa... le vene del collo gli saranno gonfiate come un pallone... non di liquido, ma di rabbia!!!
Molto spesso Gesù guariva di sabato. Allora mi sono domandata: scusa Gesù... ma con tutti i giorni a disposizione, dovevi proprio guarire la gente in quel giorno? Ma pensandoci bene proprio il sabato è il giorno del Signore e guarire una persona di sabato è un modo per santificare il buon Dio.
Gesù oggi ci vuole far capire che è giusto osservare una legge, ma la sua osservanza non deve andare a scapito dell'amore.
Veniamo ora ai nostri giorni...
Il giorno del Signore, diventato oggi la domenica, non è un giorno in cui si deve stare in “panciolle”, come alcuni credono... ma è un giorno particolare in cui la famiglia di Dio dedica a Lui un giorno intero. Diciamo pure che lo si dovrebbe fare ogni santo giorno... ma Dio ci chiede di avere un appuntamento con Lui almeno un giorno su sette. Dobbiamo insomma chiudere la “serranda” e metterci in silenzio: per riflettere, per meditare, per pregare, per dialogare con Lui... La domenica è un giorno speciale per ricordarci che tutto esiste grazie a Dio, e che tutto abbiamo, sempre grazie Lui. Ma nella società di oggi, purtroppo, la domenica non viene più santificata... non solo... gli facciamo certi “bidoni”!!! E così saltiamo l'appuntamento perché secondo noi è molto meglio andare a fare shopping ai grandi magazzini, che sono stracolmi di persone molto, molto, chiassose... Ma attenzione, i centri commerciali non sono solo pieni di “pagani”... i "cristiani" che scorrazzano nelle corsie sono tantissimi. E così, invece di dare un buon esempio, alimentano questa moda pestifera unendosi a tutti gli altri. Altro che luce e sale!!! Per carità...
Proviamo almeno noi cristiani, con il nostro comportamento, a santificare questo giorno andando contro corrente. Se proviamo a non farci coinvolgere dalla moda del “Week End” senza Dio, stando nelle nostre famiglie o con i fratelli di fede, il nostro buon esempio potrebbe estendersi...
Questo è santificare il giorno del Signore... si lavora, ma per Dio... Si prega insieme nelle nostre case, nelle nostre comunità, con i nostri fratelli, si aiuta una persona bisognosa, si dà una parola di conforto a qualcuno. Insomma, lavoriamo non per noi ma per il Signore. E' proprio in questi giorni di riposo dello spirito che possiamo spargere a piene mani il profumo di Cristo, e potrà anche capitarci di guarire qualcuno senza violare la domenica. Come dice Gesù: “Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?”
Il Vangelo di oggi è un incontro di salvezza tra Gesù e noi... e se non vogliamo fare la fine del bue in fondo al pozzo, è meglio che evitiamo di fare “gli splendidi”!!!
Siamo un po' tutti affetti dal morbo dell'idropisia, non fisica, ma spirituale... Infatti ci gonfiamo, non per i ristagni di liquidi, ma per i ristagni di orgoglio, i ristagni di presunzione... siamo sempre convinti di essere migliori degli altri, siamo convinti di essere giusti e ci costruiamo così un mondo tutto bello e organizzato secondo i nostri schemi, e da lì, non usciamo, anzi, difendiamo a spada tratta la nostra fortezza. Insomma, abbiamo una fede un pochetto annacquata, affogata nell'eccesso dei nostri liquidi... Quindi, quando ci gonfiamo a causa del lievito dei farisei, guardando le miserie degli altri  anziché le nostre, prima o poi finiremo dentro un pozzo profondo... e la situazione non sarà molto piacevole: al buio, circondati da acqua torbida, maleodorante, in compagnia di animali morti... Panico, inquietudine, ansia e disperazione saranno i compagni con cui dividere le ore e le giornate... Questi stati d'animo sono tipici di chi sta o vuole stare lontano da Dio. La vita sarà una continua tenebra, i comportamenti con il prossimo non saranno mai e poi mai limpidi e distesi... ogni volta che dovremo affrontare situazioni nuove, ogni volta che ci troveremo in qualche situazione di disagio o di sofferenza, il panico, l'ansia e la disperazione saranno il nostro pane quotidiano... Questi sentimenti sono il risultato per chi sceglie il “mondo” anziché  Dio.
Chi sceglie Dio veramente, non si crea schemi, non organizza la sua vita secondo i propri desideri, ma si lascia guidare da Gesù... Dobbiamo allora imparare a scrutare i segni, le sue direttive, i suoi sguardi... e questo lo potremo fare facendo silenzio dentro di noi, ascoltando e mettendo in pratica la Sua Parola, pregando, meditando, ma sopratutto dobbiamo fare un esercizio quotidiano molto duro, ossia l'esercizio dell'abbandono... Non è facile, siamo sempre portati a prendere in mano le redini della nostra vita... ci è difficile consegnare ad un'Altro la nostra volontà... Ma se vogliamo che Gesù ci salvi, che ci tolga dal buco nero in cui siamo precipitati, sarà bene fare come l'uomo affetto da idropisia... ossia stare davanti a Gesù senza dire niente e aspettare... perché è Lui che decide i tempi, i ritmi, i modi, i percorsi, gli incontri, le soluzioni...
Oh mio Gesù, ti chiedo di fare di me la Tua casa e di darmi la Tua forza ogni santo giorno... sette giorni su sette. E quando qualche volta sono un pochetto giù, permettimi di tenerti sotto braccio e di portarti con me nelle attività quotidiane. In questo modo posso prendere “due piccioni con una fava”... Io evito di cadere nel pozzo e, grazie alla Tua presenza, posso spargere il Tuo profumo. Grazie... sono sicura che questa idea ti garba molto!
Pace e bene