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martedì 2 febbraio 2016

UN BAMBINO LI GUIDERÀ – Capitolo 5 – Tratto da “Il Bambino nascosto di Medjugorje di suor Emmanuel


Marcel Van, martire in Vietnam -Hanoi, Vietnam, 15 marzo 1928 - 10 luglio 1959 - Giocava con Gesù Bambino e gli faceva domande.

Cari figli, aprite i vostri cuori e lasciate che Gesù vi guidi. Per molte persone questo sembra difficile, ma è talmente facile. Non avete bisogno di avere paura,perché sapete che Gesù non vi abbandonerà mai e sapete che vi conduce alla salvezza”.


Quando Gesù era bambino, a che cosa giocava? Certi mistici raccontano che quando erano piccoli, il Bambino Gesù veniva a giocare con loro ed essi credevano che anche tutti gli altri lo vedessero. È il caso di Georgette Faniel , che fin dall'età di cinque anni passava ore in sua presenza. L’evangelizzazione dei bambini ad opera dei bambini è la cosa più spettacolare sul piano mistico. Essi, infatti, hanno delle intuizioni degne dei Padri della Chiesa per la profondità, ma più facili da capire.
Non posso fare a meno di citare qualche brandello delle conversazioni fra il Bambino Gesù e il piccolo Van del Vietnam (quattordici anni).

Van: «A proposito, Gesù, quando eri sulla terra, hai mangiato del pesce? Hai mangiato piatti simili a quelli che mangio io?».
Gesù: «Ovviamente ho mangiato piatti simili a quelli che mangi tu. Mangiavo a volte carne, a volte pesce, a volte verdura, ma Maria presentava questi piatti in modo molto appetitoso».
Van: «Quando dovrò fare da mangiare, dirai a Maria di insegnarmi a preparare molti ottimi piatti, vero? E tu, Gesù, sai cucinare?».
Gesù: «Sì, so cucinare. Quando ero piccolo, stavo accanto a mia madre che amavo molto; e il mio intento, restando accanto a lei, era farle capire meglio le cose divine. Maria mi amava molto, e di solito tutto ciò che faceva sapevo farlo anch’io».
Van: «Piccolo Gesù, è da molto tempo che voglio farti una domanda: vorrai rispondermi, vero? La gente dice che durante la tua infanzia non hai mai riso né pianto, che eri tranquillo anche quando avevi fame, accettando che la Madonna facesse di te ciò che voleva. È vero?».
Gesù: «Innanzitutto, piccolo Van, devi capire che secondo la mia natura divina io sono la seconda persona della Santa Trinità, e di conseguenza sono una cosa sola con il Padre e con lo Spirito Santo. Tuttavia in quanto uomo, avevo in me le debolezze dell’infanzia... Con quest’unica differenza, che io non avevo difetti come ne hai tu. Non ero né goloso, né turbolento come te. Mi è capitato di piangere, ma quando Maria mi consolava, capivo immediatamente. Inoltre, se un bambino non ridesse mai, farebbe perdere la gioia alla sua famiglia. In quell’epoca io agivo in tutto come gli altri bambini. Quando i genitori in visita mi davano dei dolci, li accettavo con gioia e li mangiavo semplicemente. Dio Padre non ha mai permesso che la mia famiglia dovesse soffrire di fame o di sete, neanche per un solo pasto. Inoltre Maria sapeva prevedere e soprattutto aveva fiducia nel suo vero Padre del cielo. Verso di me si comportava come una madre, ma con Dio Padre si comportava con tutto il candore di una bambina. Se le mancava qualcosa, sapeva solo alzare gli occhi al cielo e chiedere a Dio Padre in tutta semplicità e sincerità. E dato che questa fiducia e questa semplicità erano veramente gradite a Dio, Maria otteneva tutto ciò che chiedeva, come ti ho detto prima. Per esempio, quando le mancava la farina per fare il pane, si limitava a dire al suo vero Padre: “Oh, Padre, oggi il ‘tuo bimbo o e i tuoi figli sono nel bisogno!”. Poi entrava nei dettagli: non hanno più farina, più sale, ecc. Dopodiché restava in pace come al solito. Il vero Padre del cielo era molto sollecito nell’esaudire le sue preghiere, ma lo faceva in modo molto naturale, senza ricorrere a miracoli strepitosi».
Van: «Piccolo Gesù, un tempo portavi i sandali?».
Gesù: «Sì, ma quei sandali non somigliavano a quelli di oggi. Erano quasi simili a quelli che portano i contadini del Vietnam. Non avevo dei bei sandali, ma sandali del tutto comuni. Era lo stesso per quanto riguarda i vestiti».
Van: «Oh, Gesù, degnati di bruciare tutti i miei difetti e le mie cattive abitudini nel fuoco del tuo amore. Mio beneamato Gesù, degnati di bruciare nel tuo amore tutti i miei peccati, anche quelli che non ho ancora commesso».
Gesù: «Fratellino, accetta per prima cosa tutti i disagi che ti invio; in questo modo, mi farai più piacere che se digiunassi un secolo intero. E anche se tu subissi come me la morte su una croce, non sarebbe migliore della mortificazione che voglio insegnarti qui, cioè l’obbedienza. La migliore mortificazione è l'obbedienza. Amo Solo la mortificazione dell’obbedienza. È grazie a Maria che le anime possono unirsi al mio amore, in modo intimo e durevole. Mio piccolo amico, non lo dimenticare mai: devi amare mia Madre come io stesso la amo. Le anime che mi amano devono essere considerate altrettante atmosfere sane che permettono al mio amore di respirare e di Vivere nel mondo. Se non ci fossero queste atmosfere salubri nel mondo, il mio amore vi morirebbe asfissiato».
Il piccolo Gesù, accompagnato da sua Madre, va verso Van, passo dopo passo.
Van: «Oh, Madre, se lo portassi in braccio, non sarebbe più rapido?».
Marie: «È vero, ma il piccolo Gesù non vuole risparmiarsi la fatica di uno o due passi per amore verso di te».
Van: «Ma Gesù, la diffusione del regno del tuo amore è già iniziata nel mondo?».
Gesù: «Sì, è già iniziata, e il punto di partenza di questa diffusione è la Francia stessa. E tua sorella Teresa in persona è l’apostolo universale degli altri apostoli del mio amore. Sì, da lì è partita la diffusione del mio amore che si prolunga attualmente. E tu, Van, scrivendo le mie parole, partecipi a quest’opera, come ti ho detto prima. Ci sono ancora molti altri apostoli che non conosci. Anch’essi lavorano in grande segreto e si succedono continuamente per diffondere nel mondo il regno del mio amore. Van, ascoltami bene. Ti amo molto, ho una predilezione speciale per i bambini; sono molto contento di essere loro amico. Se vogliono cercarmi, è molto facile; devono solo osservare il loro modo di agire e mi troveranno immediatamente in sé. Ho già promesso ai bambini il regno dei cieli, e questa promessa non li obbliga assolutamente a niente. Se li avessi obbligati a digiunare, a imporsi la disciplina, a mortificarsi, ecc...., come potrebbero andare in cielo i neonati che muoiono immediatamente dopo il Battesimo? Van, l’amore misericordioso ha riservato ai bambini una parte magnifica. Non hanno nient’altro da fare che accoglierlo... Il mondo uccide l’anima dei bambini sotto i miei occhi, e io, che cosa posso fare? Van hai sentito bene? Bisogna strappare i bambini alle tenebre del mondo... Oh, mondo, guai a te! Se tu non avessi i bambini per dare asilo alla bontà divina, saresti annientato dalla giustizia di Dio... Van, mi piace tutto nei bambini: una parola, un sorriso, perfino una lacrima versata in un momento di tristezza, tutto questo mi fa piacere. Ma purtroppo, Van, sembra che ora, con il loro modo di agire, i bambini vogliano rivaleggiare con i grandi».
Van: «Gesù, sei troppo chiacchierone, la tua lingua non si ferma; quante volte hai già mancato di fare silenzio, non lasciandomi neanche pregare in pace. E poi osi ancora enumerare le mie mancanze? Benissimo, ti accuserò presso Maria e le dirò che non smetti di parlare, in qualunque luogo, senza...».
Gesù: «Che cosa dici, Van? Hai dimenticato dunque il periodo recente in cui ho mantenuto il silenzio un po’ più di due mesi, e tu avevi gli occhi tutti arrossati per questo, e ti lamentavi ora con Maria, ora con tua sorella Teresa... Van, mi ami? Ieri sera, perché hai riso meditando sulle lacrime che ho versato nella mangiatoia? Alla mia nascita, mi sono ritrovato proprio nella stessa situazione degli altri bimbi; ho sofferto allora per il freddo e la tristezza. Se in quel momento tu fossi stato presente per conversare con me, è probabile che non avrei pianto. Se avessi sentito, come ora, parole d’amore, forse avrei dimenticato completamente il freddo».
Ecco il nostro Leader!
Poche persone hanno notato il regalo che la Gospa ci riservava all’alba del terzo millennio. Certo, tutti gli amici di Medjugorje aspettavano da lei una parola chiave, un motto di luce che ci indicasse come vivere al meglio questa nuova pagina della storia. Sapevamo che ci avrebbe equipaggiati solidamente per questo salto nell’ignoto. Non ci ha delusi! Il giorno stesso in cui Giovanni Paolo II ha inaugurato il Grande Giubileo e ha aperto la Porta di Bronzo a San Pietro a Roma, la Gospa appariva a Medjugorje tutta vestita d’oro e, secondo la testimonianza dei veggenti, irradiava una gioia indescrivibile. Portava il Bambino Gesù in braccio e ci chiedeva di metterlo al primo posto nella nostra vita. Ma non è tutto. Ce lo indicava come il nostro Leader, come colui che ci guiderà sulla via della salvezza. Un Bambino, il nostro Leader ? Un Bambino, colui che camminerà davanti a noi per guidarci attraverso strade sicure, proteggerci e fornirci il cibo? Un Bimbo, colui che si batterà per noi?! Si, è così: nostra Madre ha voluto dirci proprio questo, non si è sbagliata e non c’è alcun errore nel suo messaggio. Secondo le profezie che hanno annunciato la nascita e l'identità del Messia, Isaia lo ha visto in anticipo: Un fanciullo li guiderà, scrive. Nel testo ebraico, si tratta precisamente di un “ragazzino” (na 'r qaton)". Più avanti, Isaia offre l’immagine del lattante (in ebraico Yonek) che si trastulla sulla buca dell’aspide e sul covo di serpenti velenosi . Ecco il Pastore, ecco il Leader che la Gospa ci indica per il terzo millennio! Può darsi che non abbiamo ancora preso sul serio questa parola di Gesù: A chi è come loro (i bambini) appartiene il regno di Dio". Quale tratto dell’infanzia può far “cedere” Dio fino a questo punto? Ciascuno potrà trovare la sua risposta a questa domanda. Da parte mia, credo che sia l’innocenza. Davanti all’innocenza di un bambino, Dio è sconvolto fin nel profondo delle viscere e consegna ciecamente tutto ciò che ha, tutto ciò che è.
Che genio materno da parte della Gospa! Questo lattante che ci porge con una tale effusione di gioia sulla soglia del terzo millennio, questo innocente per eccellenza, è proprio il Leader che ci occorre, perché il male si annienta di fronte all’innocenza. Egli si fa già beffe delle nostre aspidi e dei nostri serpenti! Alla nostra generazione che ha paura di accogliere la vita, alla nostra società che uccide i bambini a milioni, occorreva un Bambino per guarire! Il Bambino Gesù si assume questo incarico. Ricevendo il Bambino Gesù dalle mani di Maria, accogliamo il nostro terapeuta. E così piccolo! Solo lui può infilarsi e discendere in queste zone profonde, vertiginose, angoscianti, del nostro mondo senza Dio, per sradicare da esse il rifiuto della vita e deporvi la sua gioia incondizionata.
Ho visto questi miracoli con i miei occhi! Fin dall’uscita di questo messaggio di Natale, quando ne ho capito la posta in gioco e l’impatto per la nostra vita, ho deciso di dedicare tutte le mie conferenze del 2000 al Bambino Gesù. E stupefacente vedere i miracoli che il Bambino Gesù opera, le guarigioni e le liberazioni, quando è accolto e preso fra le braccia! Questo Bambino è dinamite!