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giovedì 21 aprile 2016

Dal Vangelo secondo Giovanni -Gv 14, 1-6- Io sono la via, la verità e la vita



Gv 14, 1-6

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Parola del Signore

Riflessione

Certo che per i discepoli quest'ultima cena è stata veramente pesante! E' successo di tutto... Il tradimento di Giuda, la lavanda dei piedi, l'istituzione dell'Eucaristia, l'annuncio della Sua “partenza”, l'annuncio del rinnegamento di Pietro... Quali saranno stati i sentimenti dei poveri discepoli e di Gesù?
Proviamo ad immaginare la scena... Ci troviamo a una cena con dei cari amici e, all'improvviso, colui che ha organizzato tutto dice che una persona seduta a tavola con loro lo tradirà, che ha pochi giorni di vita e che un'altro amico, sempre fra gli invitati, avrebbe fatto finta di non conoscerlo quando, di li a poco, sarebbe stato arrestato, poi si mette un grembiule e inizia a lavare i piedi a tutti facendo un discorso sull'amore... Come avremmo reagito noi? Che sentimenti avremmo avuto nel cuore?
Penso che saremmo rimasti di stucco, paralizzati e soprattutto molto turbati. Ma Gesù che conosce il cuore degli uomini meglio di noi, dice a tutti una parola di conforto... “Non sia turbato il vostro cuore”. Saranno bastate queste parole a consolare il cuore dei discepoli? A noi sarebbero bastate? Facciamo attenzione a dire precipitosamente di si... Certo, quando Dio ci dice di non temere, se crediamo veramente in Lui, non dobbiamo avere timore, questo è vero... ma dal dire al fare c'è di mezzo il mare! A dire, infatti, siamo molto pronti, non ci batte nessuno... ma è nel fare che siamo piuttosto scarsi. Soprattutto quando le situazioni si complicano.
Noi, avremmo fatto meglio di Tommaso e di Filippo? Entrambi hanno capito poco di quello che Gesù aveva detto e fatto durante la cena. Il primo infatti vuole sapere che strada prendere per seguire Gesù e il secondo gli domanda di mostrare loro il Padre. Insomma, un quadro piuttosto sconfortante! Ma evitiamo di sdegnarci, perché i discepoli scelti dal Signore sono il prototipo dei discepoli di tutti i tempi, quindi anche di noi oggi... duri di comprendonio, traditori, poco inclini a farci coinvolgere in situazioni più grandi di noi, preferiamo il conforto del nostro piccolo orticello, preferiamo farci i fatti nostri... io non conosco nessuno... io non so... io non ho visto... meglio non lasciarci coinvolgere troppo...
Ma nonostante tutte queste miserie Gesù ci ama... Gesù si preoccupa per noi... Gesù ci consola: “Non sia turbato il vostro cuore”...
Gesù, con il cuore triste per tutto quello che avrebbe subito a breve, pensa a consolare i suoi amici. Il Signore confidandosi a suor Josefa Menendez dice: “Se il bacio di Giuda mi cagionò tanto dolore, fù precisamente perché egli era uno dei miei Dodici e da lui come dagli altri attendevo più amore, più consolazione, più tenerezza”. Ma nonostante la tristezza per la tiepidezza dei suoi amici Lui non pensa a Sè, ma a loro. Che cuore mio Gesù!
Grazie o mio Signore, perché anche se ogni giorno vieni trafitto al cuore dai tuoi amici, dai tuoi consacrati, dai tanti nemici, Tu continui ad amarci e continui a dirci di non avere paura; non solo, ma ci assicuri che: “Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore... Vado a prepararvi un posto”. Questo sì che è vero amore! Pensare all'altro anche quando si sta male e si soffre, pensare a consolare anche chi ti tradisce... Quando si ama, l'altro è sempre primo nel tuo cuore, viene prima anche di te stesso.
Che bello o mio Gesù!... Ma quanto mi ami Tu!!! E quanto non ti amo io!!! Perdonaci Gesù perché noi, a differenza di Te, siamo sempre curvi su noi stessi e quando abbiamo delle noie, dei problemi, dei dolori, diventiamo insopportabili a noi e agli altri. Altro che pensare a confortare un fratello! Al limite lo aiutiamo ad affondare con le nostre urla e con il nostro veleno, come se quello che ci succede fosse colpa degli altri! Alla faccia dell'amore! Che il Signore abbia pietà di noi.
E adesso proviamo a pensare alle sconcertanti affermazioni che Gesù attribuisce a Sé: “Io sono la via, la verità e la vita”. E' come se dicesse: "Volete trovare pronta una dimora in Cielo? Se si, allora Io sono la via per cui dovete passare. La Croce è l'unica via che conduce a questa dimora. Uniformarsi alla mia volontà è l'unica via per avere accesso a questa dimora. Riconoscere queste Verità è possedere le chiavi della porta della vita Eterna".
Se una persona pensa di arrivare in Paradiso senza passare per la porta stretta e senza portare la Croce, sbaglia di grosso... “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Nessuno dunque può salvarsi se non è unito a Cristo, nessuno può andare in Paradiso se non pratica i Suoi insegnamenti e lo segue sempre e comunque, magari zoppicando... ma lo segue! Diceva bene Sant'Agostino: “E' preferibile camminare zoppicando sulla via ad un incedere energico fuori strada”. Ricordiamoci che la via della Croce è la via dell'Amore... Se vogliamo il Tutto, dobbiamo soffrire di tutto.
Ringrazio il buon Dio perché il Vangelo di oggi è molto bello e carico di insegnamenti, anche se io non riesco a mettere per iscritto tutto ciò che vorrei dire. Dico solo di lasciarci fare da Gesù, di affidarci a Lui per ogni cosa, non temiamo e non induriamo il nostro cuore e, se sbagliamo, se continuiamo a zoppicare, se continuiamo a cadere, non sconfortiamoci, ma perseveriamo e Lui ci sosterrà. Diceva Gesù sempre a suor Josefa Menendez: “Vieni! Sono colui che ti ama, colui che ha sparso il Suo sangue per te! Ho compassione della tua debolezza e ti aspetto ansiosamente per riceverti nelle Mie braccia!”
Allora, quando come Giuda lo tradiamo per trenta denari, quando facciamo di testa nostra perché siamo impazienti e vogliamo tutto subito, quando in certi momenti non capiamo nulla, lo sgridiamo per quello che ci sta capitando e gli chiediamo continuamente un segno come Tommaso e Filippo, quando ci vergogniamo di Lui e ci adeguiamo al mondo per non essere isolati come Pietro... non ci disperiamo, Gesù ci aspetta sempre a braccia aperte. Guardiamo il Crocifisso, le Sue braccia non sono mai state così operose... Andiamo da Lui e diciamogli: "Gesù, grazie perché mi ami nonostante le mie continue cadute, ma, come vedi, sono dinanzi a Te, dal profondo della mia miseria supplico la Tua misericordia. Aumenta la mia fede perché diventi una stella che brilla nella notte in questa terra, una stella che brillerà ancora di più in Cielo accanto a Te".
Pace e bene