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domenica 24 febbraio 2019

Dalla lettera di san Giacomo apostolo - Giac 3, 13-18 - Se avete nel vostro cuore spirito di contesa, non vantatevi.




 
Fratelli miei, chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità.
Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera.
Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.

Parola di Dio

Riflessione personale

Un proverbio russo dice che la persona saggia è colei che ha le orecchie lunghe, occhi grandi e lingua corta! Oggi si direbbe: un extraterrestre! Ebbene si... trovare una persona veramente saggia è come vincere al superenalotto!
Molti pensano che essere saggi significhi avere buon senso e riuscire a cavarsela in qualsiasi situazione... ma questa non è sapienza divina, è sapienza terrena. Essere saggi significa guardare e sentire le cose attraverso gli occhi e le orecchie di Dio... Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo “ (1Cor 2, 9). Quando hai davanti a te una persona saggia te ne accorgi subito, perché quando l'ascolti il tuo cuore si riempie di pace. Le parole che escono dalla sua bocca infatti provengono da Dio.
Mi vengono in mente a questo punto i gesti che il sacerdote compie durante il battesimo e le parole che pronuncia; egli tocca col pollice l'orecchio destro, poi quello sinistro, poi la bocca del bimbo e dice: “Effatà - apriti”... Benedetto XVI spiega bene questa parola e dice che essa “...riassume in sé tutta la missione di Cristo. Egli si è fatto uomo perché l’uomo, reso interiormente sordo e muto dal peccato, diventi capace di ascoltare la voce di Dio, la voce dell’Amore che parla al suo cuore, e così impari a parlare a sua volta il linguaggio dell’amore, a comunicare con Dio e con gli altri”.
Giacomo ci parla poi del pericolo di considerarsi saggi ai propri occhi. Quando ci fidiamo troppo del nostro pensiero e imprudentemente pensiamo di vedere le cose in modo giusto e veritiero, allora non siamo saggi, ma stolti!... “Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti” (Is 5, 21).
Il Vangelo non è roba per intellettuali, ma per i semplici e i puri di cuore... “In quel tempo Gesù disse: Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11, 25). Attenzione però, Gesù non propone l'imbecillità al posto dell'intelligenza... ma in qualche modo mette in guardia chi si reputa intelligente e saggio ai propri occhi. Spesso i "sapienti e gli intelligenti" hanno atteggiamenti di autosufficienza, di sicurezza, di prepotenza, di aggressività... Ma per Gesù i veri sapienti sono i piccoli, che non hanno nessuna sicurezza, non confidano in loro stessi e sono disposti a lasciarsi portare da Dio. Il Siracide osserva: “Meglio uno di scarsa intelligenza ma timorato, che uno molto intelligente ma trasgressore della legge” (Sir 19, 21).

sabato 10 dicembre 2016

Dalla lettera di san Giacomo apostolo - Gc 5, 7-10 - Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.



 Gc 5, 7-10

Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

Parola di Dio

Riflessione personale

Oggi San Giacomo ci sprona alla costanza, ne abbiamo bisogno perché facilmente ci scoraggiamo e ci abbattiamo: anche per dei piccoli imprevisti. In particolare l’apostolo ci chiama a mantenere viva l’attesa di Gesù, a non lasciarci demoralizzare dalle avversità, a non lamentarci e a non diffidare delle promesse del Signore. Dio tutto vede e ci renderà giustizia, se non in questa vita sicuramente in quella futura.
E’ anche vero che è molto arduo mantenere la pace e non scoraggiarsi quando quotidianamente subiamo delle ingiustizie. Di solito in questi momenti guardiamo prima di tutto la nostra sofferenza… così le ingiustizie e le difficoltà diventano più pesanti e più dure da digerire. L'insegnamento dell’apostolo è molto chiaro: dobbiamo avere molta pazienza, dobbiamo aspettare che Gesù ritorni a posare gli occhi su di noi. Pazientare e gemere... Fino a quando, Signore, starai a guardare? Libera la mia vita dalla loro violenza, dalle zanne dei leoni l'unico mio bene” (Sal 35, 17).
Per incoraggiarci ad avere pazienza San Giacomo ci propone un esempio da imitare… ci parla di un agricoltore che semina; come sappiamo prima di vedere i frutti l'agricoltore deve attendere a lungo, poi deve aspettare ancora per la loro maturazione, a volte ci sono anche delle condizioni climatiche molto sfavorevoli, ma prima o poi, se avrà seminato e curato bene bene il suo campo, farà un buon raccolto.
Anche noi dunque siamo chiamati a coltivare la Parola di Dio, a custodirla e ad aspettare che produca frutti; teniamo però sempre gli occhi fissi su Gesù, Lui arriverà, Lui, a differenza degli uomini, non mente!
Diceva bene San Francesco di Sales: Bisogna avere un cuore capace di pazientare; i grandi disegni si realizzano solo con molta pazienza e con molto tempo”. Ricordiamoci che i tormenti e i problemi non durano per sempre! Nel frattempo, noi che amiamo il Signore, dobbiamo essere pazienti come l’agricoltore e fortificare i nostri cuori perché la venuta di Gesù è dietro l’angolo. Ma come fare a fortificare i nostri poveri cuori? Penso che la preghiera e l’incoraggiamento dei fratelli siano come la “prima pioggia”, aiutano il nostro cuore indurito dalle prove a non disperare, lo rendono più docile e più morbido. Forse sarebbe meglio parlare solo della preghiera… perché l'amore fraterno a volte scarseggia!!! Ma anche questo fa parte delle prove che dobbiamo attraversare. Non si trovano infatti molti fratelli che ti stanno vicino nei momenti duri… generalmente in questi momenti se la danno a gambe! Nei momenti belli poi diventano quasi invidiosi e così ti mollano ugualmente.

mercoledì 26 febbraio 2014

Lettera di san Giacomo 4,13-17.


Lettera di san Giacomo 4,13-17.

Eccomi ora a voi, che dite: "Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni",
mentre non sapete cosa sarà domani! Ma che è mai la vostra vita? Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare.
Dovreste dire invece: Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello.
Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo.
Chi dunque sa fare il bene e non lo compie, commette peccato.


Riflessione ( Dio mi perdoni!!!!!)

Ogni volta che ho fatto dei progetti per il futuro, ogni volta che ho cercato di fare qualcosa che desideravo...è stato sempre un fallimento....

Allora....cosa insegna la lettura di oggi? ….che è molto ma molto imprudente fare calcoli per il domani e come giustamente stà scritto: “ molti sono i progetti nel cuore dell'uomo, ma solo i disegni del Signore si compiono” ( Prov.19,21).

Un futuro progettato da noi nei minimi dettagli, senza domandarci minimamente se ciò che abbiamo pensato di fare, è un disegno di Dio oppure no, è destinato ad andare in fumo....come il vapore che appare in un istante e poi scompare.

La nostra vita è veramente breve, sappiamo molto bene che siamo di passaggio...e Gesù non dice che non dobbiamo fare progetti, non dice che non dobbiamo divertirci, ma ci fa capire che tutto ciò che noi pianifichiamo, diventa realtà solo se Lui lo vorrà.

Quindi dobbiamo accettare che dipendiamo completamente da Lui e riconoscere insomma che non sapremo mai come sarà il nostro futuro..... E dobbiamo metterci l'anima in pace quando una porta si chiude....evidentemente il Signore ha deciso che quella porta si doveva chiudere....sappiamo molto bene , che poi si aprirà un portone molto più grande e più bello.