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giovedì 16 maggio 2024

Il semplice Rosario: una potenza?

Dal 1884, ottobre è il mese del rosario. Fu Papa Leone XIII, che solo sul tema del rosario scrisse 12 Encicliche e molte Lettere apostoliche, a voler introdurre questa particolare devozione per questo mese. Ma perché il Papa attribuì così grande importanza ad una semplice preghiera, che in gran parte consiste solo nella ripetizione delle Ave Maria? Perché era consapevole, e lo aveva sperimentato concretamente, che la Chiesa e il mondo erano e sono gravemente minacciati dal maligno. Ed oggi, più che mai prima, ci troviamo immersi in questa lotta spirituale mondiale. Subito dopo il peccato originale, Dio ha promesso la vittoria sul serpente ad una Donna, Maria, e alla sua discendenza, Gesù; allora è chiaro che anche noi dobbiamo rivolgerci a questa Donna e ricorrere al suo aiuto, perché Dio stesso le ha dato un grande potere. È quindi facilmente comprensibile perché il rosario, nel quale, per così dire, afferriamo la mano della Madonna, abbia degli effetti così grandi. Di questo era convinta anche suor Lucia di Fatima, che nel 1958 ha affermato:

"Da quando la Vergine Maria ha dato una tale potenza al rosario, non c'è problema materiale o spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere con il rosario e l'offerta dei nostri sacrifici".

Guidano il gregge dando la mano a Maria

sabato 16 ottobre 2021

Novena meditata in onore di San Gerardo Maiella ( Il fraticello che giocava con Dio)

 

La novena a san Gerardo Maiella è molto efficace,  se si crede fermamente, per superare periodi di sofferenza, di malattia, di angoscia, di rovina morale, di problemi familiari, matrimonio in crisi, mancanza di lavoro, per essere illuminati nelle scelte più difficili da prendere, per essere guariti, consolati e per chiedere qualsiasi aiuto nelle piccole e grandi difficoltà di ogni giorno; ma anche per ringraziare delle immense grazie che continuamente riceviamo dal Signore. 


lunedì 28 giugno 2021

NOVENA ALLA MADONNA DEL CARMELO



PRIMO GIORNO

L'abitino del Carmine dono di Maria


1. - Siamo venuti a te, o Maria, perché vogliamo chiederti la grazia di accendere nel nostro cuore la fiamma del divino amore per cominciare bene questa Novena che intendiamo compiere in tuo onore, a tua gloria e per il nostro profitto spirituale.

Il dono dello Scapolare è un tuo gesto materno per guidarci nella via dell'osservanza dei grandi impegni che richiedono da tutti noi l'amore totale a Dio e al prossimo. Ave Maria.

2. - Tu, o Maria, sul Calvario hai offerto Gesù tuo Figlio, per la salvezza degli uomini, e noi, a te consacrati mediante lo Scapolare, che cosa offriremo al Padre se non sapremo imitarti nel sacrificio di un pò di noi stessi per quanti son poveri, non amano, non godono, ma piangono e gemono a causa della povertà di spirito e della nudità del corpo? Salvaci, o Madre, per amore del tuo Figlio. Ave Maria.

3. - Non ci potremmo dire tuoi figli se non consacrassimo tutta la nostra vita per il trionfo dei diritti di Dio, che è nostro Padre, e se non facessimo ogni sforzo per superare i nostri meschini sentimenti di antipatia e di ripulsa che ci impediscono, non solo di essere generosi verso gli amici, ma di sapere amare anche i nostri nemici come Cristo ha amato noi. Ave Maria.

 

SECONDO GIORNO

sabato 20 giugno 2020

GIRO QUOTIDIANO IN PURGATORIO UNITI AL SACRO CUORE DI GESÙ' del Beato Giacomo Alberione


Questa devota pratica, consigliata da S. Margherita Maria alle sue novizie, essendo stata approvata dalla competente Autorità Ecclesiastica, a tenore del rescritto della Sacra Congregazione delle indulgenze (26 Novembre 1876), gode delle seguenti indulgenze:
Indulgenza plenaria nel decorso del settenario o in uno degli otto giorni che immediatamente lo seguono, alle consuete condizioni.  


PRATICA QUOTIDIANA


ATTI PREPARATORI.

PREGHIERA. Santa Margherita Maria, eletta da Nostro Signore a manifestare al mondo tutti i tesori di amore che si racchiudono nel suo Cuore misericordioso, voi, che ascoltaste le anime purganti richiedervi questo nuovo rimedio della devozione al Sacro Cuore, sommamente efficace a lenire i loro tormenti, e con tale mezzo liberaste una moltitudine di quelle povere: prigioniere, otteneteci la grazia di compiere devotamente la pia pratica di un piccolo giro nel Purgatorio in compagnia del Sacro Cuore di Gesù.

Unione d'intenzione con i fedeli che compiono ogni giorno questo santo esercizio in Roma, al centro dell'Associazione.

CONSACRAZIONE DELLA GIORNATA. O divin Cuore di Gesù, noi, facendo in vostra compagnia questo piccolo giro nel Purgatorio, vi consacriamo tutto ciò che abbiamo fatto e faremo ancora di bene, con l'aiuto della vostra grazia, in questo giorno. Vi preghiamo di applicare i vostri meriti alle sante Anime penanti nel Purgatorio ed in particolare a... (qui si possono nominare le anime più care). E voi, Anime sante del Purgatorio, impiegate tutto il vostro potere per ottenerci la grazia di vivere e morire nell'amore e nella fedeltà al S. Cuore di Gesù, corrispondendo ai desideri che ha su di noi, senza la minima resistenza. Così sia.

OFFERTA. Eterno Padre, vi offriamo il Sangue, la Passione e morte di Gesù Cristo, i dolori di Maria SS.ma e di S. Giuseppe, in sconto dei nostri peccati, in suffragio delle Anime sante del Purgatorio, per i bisogni della Santa Madre Chiesa e per la conversione dei peccatori.

INVOCAZIONE. Amato sia dappertutto il Sacro Cuore di Gesù.
Maria, Madre di Dio e Madre di misericordia, pregate per noi e per i trapassati.
San Giuseppe, modello e patrono degli amanti del Sacro Cuore di Gesù, pregate per noi.

PRELUDIO. Discendiamo per un istante col pensiero, con l'amore del Cuore di Gesù e con l'abbondanza delle sue grazie, nelle fiamme divoratrici del Purgatorio.
Quante anime in questo momento vi entrano ed incominciano la loro dolorosa cattività! Quanta moltitudine già da lungo tempo si trova racchiusa per rimanervi lungo tempo ancora! Quale santa legione già totalmente purificata si prepara oggi stesso a volarsene in Cielo!
Come sono liete! Scampate per sempre dall'inferno, sono ora sicure di giungere alla suprema felicità... sono le amiche di Dio... sono salve!
Come sono rattristate! Cariche di mille e mille imperfezioni... debitrici ancora di pene temporali, dovute pei peccati perdonati... esiliate per qualche tempo dalla Patria celeste... condannate al fuoco espiatorio...
Contempliamole, ascoltiamone i gemiti, rivolgiamo loro un accento d'amicizia e pietà, porgiamo loro aiuto. 

DOMENICA

COLLOQUIO

sabato 11 novembre 2017

ROSARIO IN SUFFRAGIO PER LE ANIME SANTE DEL PURGATORIO - MISTERI GAUDIOSI - MISTERI DOLOROSI - MISTERI GLORIOSI



MISTERI GAUDIOSI

Nel primo Mistero si contempla l'Annunciazione di Maria Vergine e l'Incarnazione del divino Verbo

O Madre di Misericordia e Nostra Signora del Suffragio, noi vi offriamo questa decina del Rosario in onore del mistero dell'Incarnazione
Vi domandiamo per i meriti di Gesù, che si fece prigioniero per noi nel vostro purissimo seno, di liberare dal loro carcere le povere anime del Purgatorio, a Te tanto care; sono anime che Gesù ha redento col suo preziosissimo Sangue. Fa' che con le preghiere e con altri mezzi, che sono nelle nostre mani, le anime dei fedeli defunti scontino le loro colpe; e al più presto passino dal pianto al riso, dall’esilio alla patria, dalle tenebre del Purgatorio alla luce sfavillante dei cieli.
Pater, dieci Ave, Eterno riposo

Nel secondo Mistero si contempla la visita di Maria Vergine a santa Elisabetta

 O Madre di Misericordia e Nostra Signora del Suffragio, noi vi offriamo questa decina del Rosario in onore del mistero della vostra Visita a Santa Elisabetta
Vi domandiamo per la carità allora usata verso la vostra parente di visitare e soccorrere le povere anime del Purgatorio. Muoviti a pietà di quelle anime sofferenti. Sono le tue figlie, le spose del tuo Gesu, le future abitatrici del Cielo. Ebbene, consolale col tuo materno sorriso; abbrevia il tempo del loro purgatorio e fa' che presto vengano a Te in Cielo per godere con Te e cantare a Te in eterno inni di amore.
Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

venerdì 31 marzo 2017

Maria Addolorata, in latino "Mater Dolorosa", è un titolo con cui viene molte volte chiamata ed invocata dai cristiani Maria, la madre di Gesù.



MADONNA DEI SETTE DOLORI
Venerata nella cappella dell’Arciconfraternita dei Servi di Maria in Sassari
(Chiesa di Sant’Antonio Abate)
 
 Fra tanti titoli e celebrazioni mariane, il più vicino alla realtà umana è quello di “Beata Vergine Maria Addolorata”, perché evoca emozioni e sentimenti che tutti sentiamo vibrare, e perché ognuno di noi nella sua vita è stato toccato dalla sofferenza.
I Vangeli presentano la Vergine intimamente unita al destino di passione e sofferenza del Figlio. La sua vita è segnata dal dolore: vive poveramente, partorisce in una grotta, fugge in esilio, vive a Nàzaret dedita al lavoro nascosto. I Vangeli poi danno spazio a tre episodi che esplicitano il dolore di Maria: la profezia di Simeone, lo smarrimento di Gesù nel tempio, la presenza ai piedi della croce.
Maria, in questo modo, partecipa attivamente al mistero della nostra redenzione. Sul Calvario ella è accanto alla Croce: «Stava in pianto la Madre Addolorata presso la Croce, da cui pendeva il Figlio» (Stabat Mater). Per Maria è una prova terribile, più dura di quella di Abramo al sacrificio di Isacco, ma rimane in piedi.
Sul Calvario, mentre si compiva il grande sacrificio di Gesù, si potevano guardare due vittime: il Figlio, che sacrificava il corpo con la morte, e la Madre Maria, che sacrificava l'anima insieme alla passione del Figlio. Il Cuore della Vergine era il riflesso dei dolori di Gesù. D'ordinario la madre sente le sofferenze dei figli più delle proprie. Quanto dovette soffrire la Madonna a vedere morire Gesù in Croce! Dice san Bonaventura che tutte quelle piaghe ch'erano sparse sul corpo di Gesù, erano nello stesso tempo tutte unite nel Cuore di Maria. Più si ama una persona e più si soffre nel vederla soffrire. La sua fede è incrollabile, senza riserve. Adesso il “sì” dell'annunciazione diventa esplicito consenso al sacrificio del Figlio e partecipazione al suo amore redentore verso tutti gli uomini.
Ai piedi della Croce Maria coopera con il Figlio alla nostra redenzione. Ella è la nuova Eva, colei che ci guida alla vita. Ella completa nella sua persona – come scrive l'apostolo Paolo – ciò che manca alla passione del suo Figlio (Col 1,24). La maternità divina verso Cristo si dilata nella maternità universale. Maria accoglie nel suo materno amore tutti gli uomini e coopera alla loro rigenerazione e alla formazione dei figli di Dio (cfr. Lumen Gentium, 61).
Di fronte a questo mistero di amore sorge spontaneo un senso di viva e filiale gratitudine verso la Madre Addolorata. Essa è il modello della Chiesa e dei cristiani: salda nella fede, forte nella speranza, ardente nella Carità. La nostra riconoscenza verso la Madonna sia almeno questa: meditare e compatire i suoi dolori. Gesù rivelò alla beata Veronica da Binasco che molto si compiace nel vedere compatita la Madre sua, perché gli sono care le lacrime che Ella sparse sul Calvario. La stessa Vergine si dolse con Santa Brigida che sono molto pochi coloro che la compatiscono e la maggior parte dimentica i suoi dolori; onde le raccomandò tanto di aver memoria delle sue pene.
Preghiamo Maria perché ci insegni a unire le nostre sofferenze a quelle del Figlio, come ha fatto lei, come prega la sequenza dello “Stabat Mater”: « Uniscimi al tuo dolore per il Figlio tuo divino, che per me ha voluto patire. Ferisci il mio cuore con le sue ferite, stringimi alla sua croce, inebriami del Suo sangue. Santa Madre, deh voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore».
Riscopriamo il valore salvifico della Croce, soprattutto quando la sua ombra si allunga sopra le nostre giornate: con l'offerta delle nostre sofferenze noi ci uniamo alla passione di Cristo per la salvezza dell'umanità.
Chiediamo a lei che ci dia la sua stessa fede e il Suo amore solidale. Chiediamole che ci apra gli occhi, perché vediamo le sofferenze nascoste dei fratelli; che ci apra le orecchie, perché sappiamo ascoltare il grido silenzioso dei disperati, che ci apra la bocca, perché sappiano pronunciare parole d'amore; che ci guarisca le mani rattrappite, perché sappiamo compiere gesti d'amore.
O Madre, sorgente di amore, fa' ch'io viva il tuo martirio, fa' che io pianga le tue lacrime. Fa' che arda il mio cuore nell'amare il Cristo Dio, nel consolare i miei fratelli. Amen.


martedì 12 aprile 2016

Sant’Espedito - Patrono delle cause urgenti e disperate - Se hai qualche problema di difficile soluzione ed hai bisogno di aiuto Urgente, chiedelo a Santo Espedito che è il Santo delle cause che richiedono una soluzione veloce.




Sant’Espedito è chiamato il santo dell’undecima ora, come intercessore potente presso la Santissima Vergine Maria, anche nelle cause più difficili e disperate, e nei bisogni più urgenti della vita. Particolarmente invocato dagli esaminandi e per il buon esito dei processi.
Sant’Espedito nacque in Armenia al temine del II secolo. Intraprese la carriera militare dove si dimostrò giovane pieno di brio e di coraggio e divenne capo di una legione romana. Nel 304, sotto Diocleziano, per essersi rifiutato di offrire sacrifici agli idoli, fu torturato e, vista la sua fermezza nella fede, fu poi decapitato il 19 aprile di quell’anno a Melitene, in Turchia. Morire si, anche fra i più atroci tormenti, ma mai accettò di rinnegare il suo Dio!
Intorno alla figura di S. Espedito sono nate diverse leggende, tanto che alcuni credono non sia mai esistito o sia stato scambiato con un’altro martire. Ma in tanti paesi europei ed in Sicilia guai a mettere in dubbio la sua potente intercessione. La credenza più diffusa dice che quando si convertì, gli apparve il Demonio sotto forma di corvo per indurlo a rimandare la conversione  Espedito tenta di scacciare un corvo, che grida cra cra, mentre il santo mostra un orologio. In raffigurazioni più tarde l’orologio viene sostituito dalla croce, che il santo tiene in mano. Dal non rimettere a domani ciò che si deve e si può fare oggi, Espedito è divenuto il santo nemico del domani.
In un’altra leggenda, si spiega che il nome “Expeditus” deriverebbe dalla scritta ”spedito” posta su un pacco contenente le reliquie di un santo sconosciuto, ma “Expeditus significa anche “libero da impacci”. Anche da questa tradizione deriverebbe il suo essere particolarmente attivo nel rispondere alle richieste dei devoti, senza attendere appunto il domani. Proclamato protettore dei mercanti e dei navigatori nonché secondo patrono di Acireale  (Sicilia – Italia) da Papa Pio VI. Viene anche pregato dagli esaminandi e per il buon esito dei processi

Preghiera per casi urgenti

venerdì 18 dicembre 2015

SEGRETO PER VALORIZZARE LA VITA : L’UNIRSI AL SACRO CUORE DI GESU’




Queste parole sono tratte dal Messaggio che il Signore affidò a sorella Josefa Menèndez r.s.c.j. il testo si trova nel libro “ Colui che parla dal Fuoco”
“ Il mio Amore tanto può, che dal nulla può ricavare alle anime immensi tesori: quando unendosi a Me al mattino offrono tutta la loro giornata con l’ardente desiderio che il mio Cuore se ne serva per il vantaggio delle anime.. quando con amore compiono ogni loro dovere momento per momento. Quali tesori accumulano in un giorno! Non è l’azione in sé che ha valore ma l’intenzione e l’unione al mio Cuore. L’anima che vive una vita costantemente unita alla mia, mi glorifica e lavora molto al bene delle anime. Il suo lavoro è forse per sé insignificante, ma se lo immerge nel mio Sangue e lo unisce al lavoro che feci nella mia vita mortale ne trarrà gran frutto. Se l’anima si trova calma le è facile pensare a Me, ma se è oppressa dall’angoscia non tema! Mi basta uno sguardo: la capisco e quello sguardo otterrà dal mio Cuore le più tenere delicatezze. Il mio Cuore non è soltanto un abisso di Amore ma anche una abisso di Misericordia. Conosco tutte le miserie umane, di cui neppure le anime più amate vanno esenti: ho voluto che le loro azioni anche minime potessero rivestirsi per mezzo mio di un valore infinito. Poco m’importano le miserie: voglio l’amore. Poco m’importano le debolezze: ciò che voglio è la fiducia. Voglio che il mondo sia salvo, che vi regni, l’unione e la pace, che le anime non si perdano! Aiutami in quest’Opera d’amore !! Desidero che le mie parole siano conosciute, saranno Luce e Vita per un gran numero di anime, la Grazia accompagnerà le mie parole e quelli che le faranno conoscere.”
Gli insegnamenti di Nostro Signore sono mirabilmente sintetizzati nell’offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù dell’Apostolato della Preghiera.


CUORE DIVINO DI GESU’, io ti offro, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini nella Grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.
In particolare per…


Il Signore concede grazie speciali a chi offre a Dio il lavoro che fa.

NOVENA DI FIDUCIA



O GESU' , affido al tuo Cuore….
(per intercessione di Sorella Josefa o Santa Margherita Alacocque.. quell’anima… quell’intenzione… quel dolore… quell’affare)

Guarda.. e poi fa quanto il Cuore ti dirà…Lascia agire il Tuo Cuore…

Conto su di Te… di Te mi fido… a Te mi abbandono… O Gesù sono sicura di te!


C’E’ SEMPRE QUALCUNO CHE TI VUOLE AIUTARE


- Nei dubbi ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Troverai la luce.

- Nella solitudine, quando gli altri ti dimenticheranno ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Ti sentirai Gesù vicino.

- Nella lotta contro le tentazioni ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Troverai la vittoria.

- Nello scoraggiamento ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Ti sentirai sollevato.

- Nell’angoscia e nel timore ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Sarai consolato

- In ogni difficoltà che ti si presenta ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Troverai la forza per vincerla.

- Nell’ansietà per i tuoi cari ripeti:
SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Saranno protetti.

“Le anime con una fiducia illimitata in Me sono le ladre delle mie grazie”

Gesù a San Faustina Kowalska



domenica 21 settembre 2014

I misteri del Santo Rosario. "Guardate a Lui e sarete raggianti!" Sal 34,6


I misteri del S. Rosario sono un aiuto per fissare il nostro sguardo su Gesù e orientare a Lui il nostro amore, accompagnati da Maria, che per Lui ha avuto l'amore più pieno e profondo di cui creatura sia capace.
Contemplare Gesù è il primo amore del cristiano. Ognuno contempla ciò che ama: «Là dov'è il tuo tesoro sarà il tuo cuore!».
Guardare a Gesù infante, a Gesù che annuncia il Regno di Dio, a Gesù sofferente, a Gesù glorioso è la strada per lasciarsi trasformare dallo Spirito santo, lasciarsi rinnovare, convertire, diventare strumenti dell'opera di Dio nel mondo.
Le meditazioni che trovi in questo quaderno vorrebbero essere un aiuto per le tue contemplazioni. Puoi usarle nella recita del Rosario o anche al di fuori di esso. A Dio non preme un tipo di preghiera o un altro, gli preme che riceviamo tutto il suo Amore presente in Gesù.
Lo possiamo ricevere anche nella semplicità della ripetizione delle Ave Maria: lo riceviamo e lo trasmettiamo. Che tu reciti il Rosario per intero o a metà o che reciti altre preghiere o che stia in silenzio è secondario: purché tu ti lasci trasformare e possa diventare quello che è diventata Maria: umile serva del Signore, nel silenzio; madre di Gesù, nel dono di sé, discepola fedele, nell'obbedienza amorosa.
In vista di questa conversione il Rosario è strumento utilissimo, perché semplice, facile da tenere a mente, completo.
Per questo è raccomandato da Papi e Vescovi e dai messaggi dati da Maria SS. ma stessa nelle apparizioni accolte dalla Chiesa.
Anno Mariano 1988
«Vogliamo raccomandare veramente la recita del Santo Rosario in famiglia. Lei, la Madre di Cristo e della Chiesa, è infatti in maniera speciale anche la Madre delle famiglie cristiane, delle Chiese domestiche». (Giovanni Paolo II)


MISTERI DELLA GIOIA

1. Maria riceve l'annuncio dall'arcangelo Gabriele


Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Lc 1, 26-27
Maria sa che Dio c'è, e che Dio ama, e che Dio parla per amare e per chiedere amore. Ella cerca perciò di ascoltarlo. Ma quando Dio parla è sempre una sorpresa, soprattutto perché Dio chiede ciò che non si pensa di dover dare. Dio chiede a Maria tutta la vita, le chiede una disponibilità totale. Le fa un dono così grande che le costa tutta la vita. Riceve il Figlio di Dio, ma ciò le costa impegnare per lui ogni giorno tutte le proprie energie fisiche e spirituali. Maria accetta. Consapevole di donarsi senza ancora sapere come, Maria si offre a realizzare la Parola che manifesta le intenzioni di Dio.
Eccomi, si faccia di me come Tu vuoi.
Voglio imparare anch'io l'amore che Maria a per il Padre, la vera preghiera: Eccomi, per Gesù.