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mercoledì 23 settembre 2015

Pietre dell'eterno edificio - Dalle lettere di san Pio da Pietrelcina, sacerdote - (Edizione 1994: II, 87-90, n. 8).



    Con ripetuti colpi di salutare scalpello e con diligente ripulitura l'Artista divino vuole preparare le pietre con le quali costruire l'edificio eterno. Così canta la nostra tenerissima madre, la santa Chiesa Cattolica, nell'inno dell'ufficio della dedicazione della chiesa. E così è veramente.
    Molto giustamente si può affermare che ogni anima destinata alla gloria eterna è costituita per innalzare l'edificio eterno. Un muratore che vuole edificare una casa innanzi tutto deve ben ripulire le pietre che vuole usare per la costruzione. Cosa che ottiene a colpi di martello e scalpello. Allo stesso modo si comporta il Padre celeste con le anime elette, che la somma sapienza e provvidenza fin dall'eternità ha destinate ad innalzare l'edificio eterno.
    Dunque, l'anima destinata a regnare con Gesù Cristo nella gloria eterna deve essere ripulita a colpi di martello e di scalpello, di cui l'Artista divino si serve per preparare le pietre, cioè le anime elette. Ma quali sono questi colpi di martello e di scalpello? Sorella mia, sono le ombre, i timori, le tentazioni, le afflizioni di spirito e i tremori spirituali con qualche aroma di desolazione e anche il malessere fisico.
    Ringraziate, quindi, l'infinita pietà dell'eterno Padre che tratta così la vostra anima perché destinata alla salvezza. Perché non gloriarsi di questo trattamento amoroso del più buono di tutti i padri? Aprite il cuore a questo celeste medico delle anime e abbandonatevi con piena fiducia tra le sue santissime braccia. Egli vi tratta come gli eletti, affinché seguiate Gesù da vicino sull'erta del Calvario. Io vedo con gioia e con vivissima commozione dell'animo come la grazia ha operato in voi.
    Siate certi che tutto quello che ha sperimentato la vostra anima è stato disposto dal Signore. Non abbiate perciò timore di incorrere nel male e nell'offesa di Dio. Vi basti sapere che in tutto questo mai avete offeso il Signore, anzi che lui ne è rimasto ancor più glorificato.
    Se questo tenerissimo Sposo si nasconde alla vostra anima non è perché, come pensate, voglia vendicarsi della vostra infedeltà, ma perché mette sempre più alla prova la vostra fedeltà e costanza e inoltre vi purifica da alcuni difetti, che non appaiono tali agli occhi carnali, cioè quei difetti e quelle colpe, dai quali neppure il giusto è esente. Nelle sacre pagine è infatti scritto: «Il giusto cade sette volte» (Pr 24, 16).
    E credetemi che se non vi sapessi così afflitti, sarei meno contento, perché vedrei che il Signore vi dona meno gemme preziose... Scacciate come tentazioni i dubbi contrari... Scacciate anche i dubbi che riguardano il modo di essere della vostra vita, cioè che non ascoltate le ispirazioni divine e che resistete ai dolci inviti dello Sposo. Tutto questo non proviene da spirito buono, ma da spirito cattivo. Si tratta di arti diaboliche, che cercano di allontanarvi dalla perfezione o almeno di ritardare il vostro cammino verso di essa. Non vi perdete di coraggio!
    Se Gesù si manifesta, ringraziatelo; se si nasconde, ringraziatelo ancora: sono scherzi di amore. Mi auguro che arriviate a spirare con Gesù sulla croce ed esclamare con Gesù: «Consummatum est» (Gv 19, 30).

martedì 22 settembre 2015

San Pio da Pietrelcina - Dichiarato venerabile nel 1997 e beatificato nel 1999, è canonizzato nel 2002 - Tema: Stimmate - Sacramenti penitenza ed eucaristia - Sofferenza



Uno dei rari laici ammessi a partecipare al concilio Vaticano II, Jean Guitton, diceva, nell'ottobre del 1968: «Emettere un giudizio su Padre Pio sarà una cosa lunga, complessa. Ma migliaia di testimoni si alzeranno per dire che egli ha accresciuto la loro convinzione della presenza divina e della verità del Vangelo». Infatti, in un secolo fortemente caratterizzato dall'ateismo teorico e pratico, Dio ha degnato di dare un segno manifesto della sua presenza: questo Frate cappuccino, nel quale Gesù Cristo ha voluto rinnovare il mistero della sua Passione per mezzo secolo, è un testimonio eccezionale. Beatificato da Papa Giovanni Paolo II, il 2 maggio 1999, Padre Pio ricorda ai cristiani ed a tutta l'umanità che Gesù Cristo è l'unico Salvatore del mondo.
Francesco Forgione è nato nel 1887 a Pietralcina, borgata dell'Italia meridionale. Fin dalla più tenera età, riceve la grazia di frequenti visioni della Santissima Vergine. Gli si presenta anche il diavolo, spesso di notte, sotto sembianze terrificanti. A partire dai nove anni, inizia, per così dire, un ciclo di malattie gravi, che prenderà fine solo con la sua morte. Tuttavia, a sedici anni, entra nel convento dei Cappuccini, dove pronuncia i voti con il nome di fra Pio. Ma la salute del giovane monaco non migliora: il polmone sinistro è gravemente leso; i suoi accessi di febbre fanno scoppiare i termometri! Nella speranza che un clima più propizio favorirà la guarigione di tale inspiegabile malattia, gli si fa cambiare convento a parecchie riprese, poi, dal 1910 al 1916, torna a Pietralcina, presso la sua famiglia. Il 10 agosto 1910, viene, malgrado tutto, ordinato sacerdote: «Come ero felice quel giorno, dirà. Il mio cuore ardeva d'amore per Gesù...ho cominciato ad assaporare il Paradiso». Nel luglio del 1916, riesce finalmente a stabilirsi nel convento di San Giovanni Rotondo, vicino a Foggia, nelle Puglie.
Miracoli nel ventesimo secolo
Il 20 settembre 1918, a 31 anni, riceve la grazia delle stimmate, piaghe sanguinolente nelle mani, i piedi ed il costato, che riproducono quelle di Gesù crocifisso. Perderà ormai l'equivalente di un bicchiere di sangue al giorno, per cinquant'anni. «Su di lui, testimonia un confratello, non sono soltanto macchie, ma vere piaghe che gli forano le mani ed i piedi. Ho potuto osservare quella del costato: una vera lacerazione che versa continuamente sangue». Tali piaghe gli causeranno una debolezza usuale che, per quanto sia dolce, non è tuttavia meno dolorosa. Davanti ad una simile grazia, Padre Pio sente vivamente la sua indegnità, ma è felice di essere la configurazione di Cristo.
I superiori fanno appello a medici famosi per esaminare le stimmate. Questi specialisti constatano la realtà delle ferite. Certi le attribuiscono ad una forza magnetica, altri ad autosuggestione, altri ancora a «rapporti psicofisiopatologici» (sic); ma parecchi riconoscono che la causa delle piaghe esula dalla scienza medica. «Le stimmate, scrive il Cardinale Journet, hanno per scopo quello di ricordarci in modo sconvolgente le sofferenze di Dio martirizzato per noi e la necessità in cui si trova tutta la Chiesa di soffrire e di morire prima di entrare nella gloria... Le stimmate sono una predicazione cruenta, insieme tragica e splendida. Non ci permettono di dimenticare quali siano i veri segni della sincerità dell'amore».

martedì 27 maggio 2014

I Profumi di Padre Pio



L'osmogenesi è un carisma posseduto da alcuni Santi. Tale carisma, in talune circostanze consentiva ai medesimi di far percepire a distanza o a chi gli stava vicino, profumi particolari.
Tali profumi vengono definiti odori di santità. Padre Pio era in possesso di tale carisma e tali fenomeni erano così frequenti per lui, che la gente comune era abituata a definirli come i
Profumi di Padre Pio.
Spesso il profumo emanava dalla sua persona, dagli oggetti che toccava, dai suoi indumenti. Altre volte il profumo era percepibile nei luoghi in cui passava.


Un giorno un noto Medico aveva tolto dalla piaga del costato di Padre Pio una benda che era servita a tamponare il sangue e l'aveva chiusa in un astuccio per portarla nel suo laboratorio di Roma, per analizzarla. Durante il viaggio, un Ufficiale e altre persone che erano con lui dissero di sentire il profumo che di solito emanava Padre Pio. Nessuna di quelle persone sapeva che il dottore aveva nella borsa la benda intrisa del sangue del Padre. Il medico conservò quel panno nel suo studio, e lo strano profumo impregnò per lungo tempo l'ambiente, tanto che i pazienti che andavano per le visite chiedevano spiegazioni.
 ***
 Fra Modestino raccontava: "Una volta mi trovavo in vacanza a San Giovanni Rotondo. Al mattino mi presentai in sacrestia per servire la Messa a Padre Pio, ma già c'erano altri che si disputavano questo privilegio. Padre Pio interruppe quel sommesso vociare dicendo - la Messa la serve solo lui - e indicò me. Nessuno parlò più, accompagnai il Padre all'altare di San Francesco e, chiuso il cancelletto iniziai a servire la Santa Messa in assoluto raccoglimento. Al "Sanctus" ebbi un improvviso desiderio di risentire quell'indescrivibile profumo che già tante volte avevo percepito nel baciare la mano di Padre Pio. Il desiderio fu subito esaudito. Un'ondata di tanto profumo mi avvolse. Aumentò sempre di più' fino a togliermi il respiro. Mi ressi con la mano alla balaustra per non cadere. Stavo per svenire e chiesi mentalmente a Padre Pio di evitarmi una brutta figura dinanzi alla gente. In quel preciso istante il profumo sparì. A sera, mentre l'accompagnavo alla cella, chiesi a Padre Pio spiegazioni sul fenomeno. Mi rispose: "Figlio mio, non sono io. È il signore che agisce. Lo fa sentire quando vuole e a chi vuole. Tutto avviene se e come piace a Lui."
***

lunedì 11 novembre 2013

Ama di più....

Quando pensi di aver fatto abbastanza nell'esercizio della carità, spingiti più avanti: ama di più. Quando sei tentato di arrestarti di fronte alle difficoltà con gli altri, sforzati di superare gli ostacoli: ama di più.
San Pio da Pietrelcina