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domenica 11 dicembre 2016

O Madre aiutaci!



Preghiera pronunciata il 23 gennaio 1999 da Giovanni Paolo II
nell'omelia della Santa Messa per la conclusione del Sinodo dei Vescovi per l'America. Con questa preghiera egli affida e offre il futuro del Continente a Maria Santissima, Madre di cristo e della Chiesa.

O Madre! Tu conosci le vie che seguirono i primi evangelizzatori del Nuovo Mondo, dalle isole Guanahani e La Española alle foreste dell'Amazzonia e alle vette andine, giungendo fino alla terra del Fuoco nel Sud e ai grandi laghi e alle montagne del Nord. Accompagna la Chiesa che svolge la sua opera nelle nazioni americane affinché sia sempre evangelizzatrice e rinnovi il suo spirito missionario. Incoraggia tutti coloro che dedicano la propria vita alla causa di Gesù e alla diffusione del suo Regno.
O dolce Signora del Tepeyac, Madre di Guadalupe! Ti presentiamo questa moltitudine incalcolabile di fedeli che pregano Dio in America. Tu che sei entrata nel loro cuore, visita e conforta i focolari domestici, le parrocchie e le Diocesi di tutto il Continente. Fa' sì che le famiglie cristiane educhino in modo esemplare i propri figli nella fede della Chiesa e nell'amore del Vangelo, affinché siano un vivaio di vocazioni apostoliche. Volgi oggi il tuo sguardo verso i giovani e incoraggiali a camminare con Gesù Cristo.

venerdì 11 dicembre 2015

Beata Maria Vergine di Guadalupe - 12 dicembre - Maria.. Nostra Signora di Guadalupe, raduna i tuoi figli sotto il tuo manto di stelle



Il racconto più antico delle apparizioni della Santissima Vergine all’indio Juan Diego sul picco di Tepeyac, viene chiamato “Nican Mopohua”, composto in lingua Náhuatl, nella metà del secolo XVI. L’autore, contemporaneo ai fatti, riproduce i giri di parole e le maniere colloquiali tipiche, ripetitive e ingenue che la Madonna adopera con Juan. È una conversazione piena d’amore e di fiducia di un uomo semplice con sua Madre.

La storia inizia nel dicembre del 1531. Allora, racconta il Nican Mopohua, dieci anni dopo la conquista della città del Messico, terminata la guerra e con la pace nel paese, cominciò a germogliare la fede e la conoscenza del vero Dio che dà la vita. L’evangelizzazione avanzava a grandi passi. Sembravano lontani quei riti brutali a cui dovevano sottostare i nativi per accontentare i loro idoli assetati di sangue.
La liberazione dal male e dall’errore grazie ai Sacramenti e alla dottrina cristiana piovve come un balsamo sul cuore del popolo e la grazia operò il meraviglioso miracolo della conversione. A soli dieci anni dall’arrivo della fede nell’antico regno azteco, il Signore volle mostrare che metteva l’evangelizzazione del nuovo continente sotto il manto della sua Santissima Madre, Mediatrice di tutte le grazie. 
Successe,  si legge nel Nican Mopohua, che un indio, di nome Juan, un povero uomo del popolo, e nativo di Cuauhtidlan, un sabato si mise in cammino di buon’ora verso Città del Messico per andare a imparare la dottrina cristiana. Nell’attraversare il piccolo valico di Tepeyac, sul picco sentì un canto meraviglioso di moltissimi uccelli. Pieno di meraviglia, a quell’uomo sembrò di essere in Paradiso. E quando di colpo il canto cessò, e ci fu silenzio, si sentì chiamare da dietro il masso: “Juanito, Juanito Diego”. Pieno di gioia si diresse dove proveniva la voce e vide una bella Signora in piedi che gli diceva di avvicinarsi. Arrivatole davanti si accorse della sua soprannaturale statura: i suoi vestiti splendevano come il sole; e dalla roccia su cui Lei stava provenivano raggi luminosi.

martedì 9 dicembre 2014

JUAN DIEGO CUAUHTLATOATZIN - (1474 – 1548) - IL MESSAGGERO DI NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE - Canonizzazione: 31 luglio 2002 - Festa: 9 dicembre



San JUAN DIEGO CUAUHTLATTOATZIN, dell'etnia indigena dei chichimecas, nacque verso il 1474 a Cuauhtitlán, venti chilometri a nord di Tenochtitlán (Città del Messico), oggi da questa assorbita. Il suo nome di nascita era Cuauh­tlatoatzin, che può essere tradotto con « Colui che parla come un'aquila », poiché l'aquila è simbolo dell'evangelista san Giovanni. Ciò dimostra come i missionari spagnoli tendessero a « inculturare » il cristianesimo, dando anche – quando era possibile – agli indios convertiti nomi cristiani di significato simbo­lico analogo a quello dei loro nomi originari. Secondo il più importante docu­mento biografico del Beato, il « Nican Motecpana », scritto dallo storico Fer­nando de Alva Ixtlilxochtl, Juan Diego era un « macehual », o « povero indio », un uomo del popolo, piccolo coltivatore diretto in un modesto villaggio: poco più di niente, nella società azteca, complessa e fortemente gerarchizzata. Ciò equivale a dire che apparteneva alla numerosa massa della classe inferiore del­l'Impero Azteco, ma non alla classe degli schiavi.

Nel 1524, tre anni dopo la conquista del Messico, giunsero i primi missio­nari francescani. Tra questi vi era fra Pietro da Gand, dal quale, secondo le testimonianze, Diego ricevette le prime nozioni della dottrina cristiana. All'età di cinquant'anni, nel 1524, ricevette il battesimo col nome cristiano di Juan Diego, insieme alla sua moglie Malintzin, che prese a sua volta il nome di Maria Lucia. Secondo le « Informaciones Guadalupanas » del 1666, basate sulle prime ricerche ecclesiastiche riguardanti gli avvenimenti di Guadalupe, sembra che Juan Diego già prima della sua conversione fosse un uomo religioso, molto riservato e meditativo. Egli percorreva a piedi i venti chilometri dalla sua casa a Tenochtitlán per ricevervi una formazione religiosa.