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mercoledì 25 giugno 2014

IL BUON LADRONE - Dionigi Tettamanzi



Meditazioni

Introduzione
ALLA SCUOLA DEL BUON LADRONE
 
Una delle esperienze umane più laceranti e insieme più rigeneranti è quella della presa di coscienza del proprio peccato, non solo di agire da peccatore ma di essere peccatore: e questo coram Domino, davanti a Dio, come confessa il re Davide nel suo Miserere: « Contro di te, contro te solo ho peccato» (Salmo 51,6).

È un'esperienza che investe di luce il pro­prio «io » profondo: è la luce implacabile della verità su se stessi. E chi ha il coraggio di la­sciarsi penetrare da questa verità (cfr. 1 Gio­vanni 1,8: « Se diciamo che siamo senza pecca­to, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi ») si trova di fronte a due possibili sbocchi:
quello di chiudersi in se stesso crollando nella disperazione, oppure quello di aprirsi a Dio nel segno della speranza.

Sì, al peccato dell'uomo Dio, amore com­passionevole e misericordioso, risponde con l'appello alla conversione e, quando questo viene accolto, con il dono della riconciliazione, che purifica, libera e rinnova.

Così scrive l'apostolo Paolo alla comunità cristiana di Corinto: « E’ stato Dio a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio... E poi­chè siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza» (2 Corinzi 5,19-20; 6,1-2).

Con queste stesse parole la Chiesa fa risuo­nare nel cuore dei suoi fedeli l'appello alla con­versione e alla riconciliazione, con una forza e un'urgenza tutta singolare specialmente all'ini­zio della Quaresima, il Mercoledì delle Ceneri. Il suo è dunque un appello « quaresimale ». In realtà, questo appello è « feriale», quotidiano, perché ogni giorno la Chiesa è chiamata a vi­vere nella storia di un'umanità peccatrice la sua preziosissima missione: essere segno e luo­go della misericordia di Dio per l'uomo pecca­tore. Instancabilmente e con amore materno la Chiesa si rivolge alla coscienza degli uomini e « supplica a nome di Cristo: lasciatevi riconci­liare con Dio».

E così tutti ci sentiamo interpellati, sfidati nella nostra libertà personale. Come non pos­siamo sfuggire all'esperienza del peccato, così non possiamo sfuggire alla nostra responsabili­tà: o accogliere o rifiutare l'appello alla conver­sione e alla riconciliazione, aprire o chiudere il nostro cuore alla « supplica» della Chiesa eco fedele della supplica stessa di Dio « ricco di misericordia» (Efesini 2,4) in Cristo per « lasciarsi riconciliare con Dio », per lasciarsi riabbracciare come figli prodighi dall'amore e dal perdono del Padre (cfr. Luca 15,2Oss).

Ora ci sono delle « figure evangeliche » che, nella loro semplicità e insieme nel loro fascino, ci possono aiutare con particolare efficacia ed incisività nel nostro cammino di distacco dal peccato, di impegno nella conversione della mente, del cuore e della vita e di affidamen­to all'amore misericordioso di Dio e alla sua riconciliazione rigeneratrice.

Scegliamo, tra le tante, la figura del « buon ladrone », così come ci viene tratteggiata dai Vangeli. Il fatto poi che tale figura, forse, non è oggetto comune e abituale di meditazione può essere un motivo in più per ricercare e approfondire spunti significativi per il nostro cammino di conversione.
Fissiamo, dunque, lo sguardo del nostro cuore credente sul « buon ladrone » crocifisso con Cristo.