Meditazioni
Introduzione
ALLA SCUOLA DEL BUON LADRONE
Una delle esperienze umane più laceranti e insieme più
rigeneranti è quella della presa di coscienza del proprio peccato,
non solo di agire da peccatore ma di essere peccatore: e questo
coram Domino, davanti a Dio, come confessa il re Davide nel
suo Miserere: « Contro di te, contro te solo ho peccato» (Salmo
51,6).
È un'esperienza che investe di luce il proprio «io
» profondo: è la luce implacabile della verità su se stessi. E chi
ha il coraggio di lasciarsi penetrare da questa verità (cfr. 1
Giovanni 1,8: « Se diciamo che siamo senza peccato,
inganniamo noi stessi e la verità non è in noi ») si trova di
fronte a due possibili sbocchi:
quello di chiudersi in se stesso crollando nella
disperazione, oppure quello di aprirsi a Dio nel segno della
speranza.
Sì, al peccato dell'uomo Dio, amore compassionevole
e misericordioso, risponde con l'appello alla conversione e,
quando questo viene accolto, con il dono della riconciliazione,
che purifica, libera e rinnova.
Così scrive l'apostolo Paolo alla comunità cristiana
di Corinto: « E’ stato Dio a riconciliare a sé il mondo in
Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la
parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per
Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in
nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio... E poichè
siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la
grazia di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho
esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il
momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza» (2 Corinzi
5,19-20; 6,1-2).
Con queste stesse parole la Chiesa fa risuonare nel
cuore dei suoi fedeli l'appello alla conversione e alla
riconciliazione, con una forza e un'urgenza tutta singolare
specialmente all'inizio della Quaresima, il Mercoledì delle
Ceneri. Il suo è dunque un appello « quaresimale ». In realtà,
questo appello è « feriale», quotidiano, perché ogni giorno la
Chiesa è chiamata a vivere nella storia di un'umanità
peccatrice la sua preziosissima missione: essere segno e luogo
della misericordia di Dio per l'uomo peccatore. Instancabilmente
e con amore materno la Chiesa si rivolge alla coscienza degli uomini
e « supplica a nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con
Dio».
E così tutti ci sentiamo interpellati, sfidati nella
nostra libertà personale. Come non possiamo sfuggire
all'esperienza del peccato, così non possiamo sfuggire alla nostra
responsabilità: o accogliere o rifiutare l'appello alla
conversione e alla riconciliazione, aprire o chiudere il nostro
cuore alla « supplica» della Chiesa eco fedele della supplica
stessa di Dio « ricco di misericordia» (Efesini 2,4) in
Cristo per « lasciarsi riconciliare con Dio », per lasciarsi
riabbracciare come figli prodighi dall'amore e dal perdono del Padre
(cfr. Luca 15,2Oss).
Ora ci sono delle « figure evangeliche » che, nella
loro semplicità e insieme nel loro fascino, ci possono aiutare con
particolare efficacia ed incisività nel nostro cammino di distacco
dal peccato, di impegno nella conversione della mente, del cuore e
della vita e di affidamento all'amore misericordioso di Dio e
alla sua riconciliazione rigeneratrice.
Scegliamo, tra le tante, la figura del « buon ladrone
», così come ci viene tratteggiata dai Vangeli. Il fatto poi che
tale figura, forse, non è oggetto comune e abituale di meditazione
può essere un motivo in più per ricercare e approfondire spunti
significativi per il nostro cammino di conversione.
Fissiamo, dunque, lo sguardo del nostro cuore credente
sul « buon ladrone » crocifisso con Cristo.