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domenica 11 settembre 2016

Quella Croce è la tua Croce: quella d'ogni giorno



Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
(Lettera di San Paolo ai Filippesi, 2,6-11)

Intorno al 320 d. C, l'imperatrice Elena di Costantinopoli trovò la Vera Croce, la croce su cui morì Nostro Signore Gesù Cristo. Molti anni dopo, nel 614, il re Cosroe II di Persia invase e conquistò Gerusalemme e portò via la Croce. Ma nel 628 l'imperatore Eraclio la recuperò e la portò di nuovo a Gerusalemme, il 14 settembre di quello stesso anno. La Croce fu portata attraverso la città dall'imperatore in persona. Da allora questo giorno è incluso nel calendario liturgico come festa dell'Esaltazione della Croce.

Nel celebrare la festa dell'Esaltazione della Santa Croce, supplicasti il Signore, con tutte le fibre dell'anima, di concederti la sua grazia per “esaltare” la Croce Santa nelle tue facoltà e nei tuoi sensi... Una vita nuova! Un sigillo: per dare solidità all'autenticità del tuo messaggio..., tutto il tuo essere sulla Croce!
Vedremo, vedremo.
(Forgia, 517)

Segno di vittoria
Nell'ambiente c'è una specie di paura della Croce, della Croce del Signore. Il fatto è che hanno incominciato a chiamare croci tutte le cose sgradevoli che accadono nella vita, e non sanno sopportarle con senso di figli di Dio, con visione soprannaturale. Tolgono persino le croci piantate dai nostri avi lungo le strade!
Nella Passione, la Croce ha cessato di essere simbolo di castigo, per divenire segno di vittoria. La Croce è l'emblema del Redentore: in quo est salus, vita et resurrectio nostra: lì è la nostra salvezza, la nostra vita, la nostra risurrezione.
(Via Crucis, II stazione, 5)