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venerdì 29 gennaio 2016

“TU MI SCRUTI E MI CONOSCI... TU SAI” (SL 138) – Tratto da “Abbandonarsi a Dio: il segreto della pace del cuore” di padre Pierluigi Chiodaroli (Padre del Foyer de Charité Salera - EMARESE -AO )



Padre mio,
io mi abbandono a Te
fa’ di me ciò che ti piace;
qualunque cosa tu faccia di me,
ti ringrazio.
Sono pronto a tutto,
accetto tutto,
purché la tua volontà
si compia in me
ed in tutte le tue creature;
non desidero niente altro, mio Dio.
Rimetto la mia anima nelle tue mani,
te la dono, mio Dio,
con tutto l'amore del mio cuore,
perché ti amo.
Ed è per me una esigenza d'amore
il donarmi,
il rimettermi nelle tue mani,
senza misura,
con una confidenza infinita,
perché tu sei il Padre mio
(Dalle Preghiere di Charles de Foucauld).


Io non temo più Dio, lo amo. Perché l'amore scaccia il timore (1Gv 4, 18)”. Queste parole appartengono alla collezione dei detti di Sant'Antonio del deserto .
Queste parole di Antonio il Grande mettono di nuovo davanti ai nostri occhi l'icona del bimbo svezzato in braccio a sua madre del Sl 130. Quando sei in braccio alla mamma ti senti protetto e difeso: sei in pace, perché vivi la consapevolezza della gratuità di ciò che ti viene dato e ogni possibile sospetto svanisce, ogni paura viene meno.
Per questo che è necessario diventare come bambini . È una condizione indispensabile per avere la pace e viverla. Di qui nasce spontanea una domanda, che assomiglia a quella che Nicodemo faceva a Gesù pur senza esprimerla esplicitamente: che cosa devo fare? Si tratta di una domanda legittima, ma prima, secondo me, occorre farsene un'altra: ho il desiderio di lasciarmi mettere in discussione, di lasciarmi ribaltare la vita? Voglio costruire una torre O soltanto una capanna ? 

sabato 19 settembre 2015

UN ESEMPIO D’ABBANDONO E DI PACE DEL NOSTRO TEMPO: MARTHE ROBIN (1) – Tratto dal libro “ Abbandonarsi a Dio: il segreto della pace del cuore” di padre Pierluigi Chiodaroli.



(2) Dio Eterno, Amore Infinito! O Padre miO! Tu hai chiesto tutto alla tua piccola vittima; prendi dunque tutto e ricevi tutto... In questo giorno io mi dono e mi consacro a Te, totalmente e irreversibilmente. O Diletto della mia anima, mio dolce Gesù, Te solo io voglio, e per Tuo Amore, io rinuncio a tutto!
Mio Dio, prendi la mia memoria e tutti i miei ricordi, prendi il mio cuore e tutti i suoi affetti, prendi la mia intelligenza e tutte le sue facoltà. Fa' che essa serva solo alla Tua più grande gloria. Prendi la mia volontà tutta intera, è da sempre che l'ho annientata nella tua. Non più ciò che io voglio, mio dolcissimo Gesù, ma sempre tutto ciò che tu vuoi! Prendimi, ricedimi, dirigimi, guidami. A te mi consegno e mi abbandono. Mi consegno a te come una piccola Ostia d'amore, di lode e di azione di grazie, per la gloria del tuo Santo Nome, per la gioia piena del tuo Amore, il trionfo del tuo Sacro Cuore, e per il perfetto compimento di tutti i tuoi disegni in me e attorno a me.
O mio Dio, tutto il mio povero io è tuo! Fanne, te ne supplico, una piccola aggiunta alla tua umanità, tutta tua... tua proprietà... tutta per te... il tuo cielo d'Amore sulla terra. Che io non abbia più pensieri, voleri, desideri, interessi, gioie e sofferenze se non le tue.
Distruggi in me tutto ciò che può resisterti, infastidirti, dispiacerti; consuma tutto nel tuo immenso Amore, riduci tutto alla tua amabile Sovranità! Più nulla di me... più nulla di mio... più niente... Tu solo, o mio Gesù... nient'altro che tu solo sempre! Sii veramente la mia Vita, il mio Amore, il mio Tutto! Che io possa dire in tutta verità: Il mio io è Gesù, la sua Volontà, il suo Spirito, l'Amore Infinito, il Dio Buono, il Dio Santo che vive in me e si esprime attraverso tutte le mie opere.
Che ogni mia gioia quaggiù sia di farti conoscere buono come Tu sei Buono, di amarti, di imitarti, di offriti nel nome di e per tutte le creature. Che la mia vita sia la riproduzione perfetta ed incessante della tua Vita, la manifestazione del tuo Amore e la continuazione di quella di Maria Vergine e Martire. Che tutto in me esprima il mio amore per te e che io sia sempre pronta al sacrificio.
O Salvatore Adorabile! Tu sei l'unico Possessore della mia anima e di tutto il mio essere! Ricevi l'immolazione che ogni giorno e in ogni istante io ti offro in silenzio. Degnati di gradirla e di farla servire al bene spirituale e divino di tanti milioni di cuori che non ti amano, alla conversione dei peccatori, al ritorno degli smarriti e degli infedeli, alla santificazione di tutti i tuoi diletti preti, e in favore di tutte le Creature.
O Gesù, prendi il mio cuore, tutto il mio cuore, esso non domanda e sospira che di non appartenere mai che a te solo! Conservalo sempre accanto al tuo; conservalo tutto intero nel tuo, conservalo per sempre per il tuo, perché esso non si consegni e non si espanda in nessuna creatura. O Gesù! che il mio cuore sia veramente l'altare del tuo Amore e che la mia lingua faccia conoscere per sempre le tue Misericordie! Degnati, te ne supplico, di santificare tutte le mie parole, tutte le mie azioni, tutte le mie intenzioni, tutti i miei desideri! Sii veramente, o mia anima, il suo Tesoro e il suo Tutto! A Te io la dono e l'abbandono.

giovedì 3 settembre 2015

LA VERA COMUNITA' - (Da una parabola di Jacques Loew raccontata da Padre Pierluigi Chiodaroli - padre del FOYER DE CHARITE’ - EMARESE (AO)




Per poter riflettere su che cos'è la comunità prendiamo l'immagine di un grande albero pieno di frutti.

L'unità in questa immagine è data dall'albero stesso, ma sull'albero i frutti non hanno alcuna relazione fra loro: ciascuno per sé, il sole per tutti.
Non è questa l’immagine giusta della vera comunità!

Prendiamo allora i singoli frutti, li cogliamo uno ad uno e li mettiamo in un unico canestro: è la comunità-contenitore, comunità- scompartimento del treno, stiamo insieme perché viaggiamo sullo stesso scompartimento, siamo nella stessa casa, ma siamo dei perfetti estranei.


Neanche questa è l’immagine della vera comunità!

Proviamo allora a immaginare di prendere i nostri frutti, sbucciarli e metterli nel frullatore per farne un beverone. Stesso sapore, stesso colore, stessa consistenza tutti uguali. Annullate le differenze.

Non è nemmeno questa la vera comunità!

L'immagine che più rispecchia la vera comunità è questa: La Macedonia


Per arrivare ad avere la macedonia devo necessariamente compiere alcuni passaggi non sempre indolori per ogni singolo frutto: - Prendo la frutta, e come prima cosa la lavo, oppure tolgo la buccia che la rende dura: – Poi la taglio a cubetti e mescolo tutto; – Infine, aggiungendo lo zucchero faccio la macedonia. Nella macedonia posso ancora gustare ogni singolo pezzo da solo se voglio, oppure posso mangiare i pezzettini di più frutti insieme con un cucchiaino. Ognuno mantiene il suo gusto. Ognuno ha perso la sua durezza perché viene tolta la buccia, si viene spezzati (vuol dire morire, morire a se stessi). Unendoci però prendiamo più gusto!
E” questa la comunità – macedonia
Ti metti in comune, ti giochi. Per perdere la durezza bisogna essere fatti a fettine. E... nella comunità-macedonia, quali sono i frutti che vengono spezzati di meno? Sono i più piccoli: il ribes, i frutti di bosco. Nella macedonia più sei piccolo e meno ti devi spezzare, più sei grande più devi essere fatto a fette per essere gustato.
E' questa anche l'immagine più appropriata della vita della comunità cristiana, della parrocchia. Non è pensare tutti nella stessa maniera, bensì vivere la propria identità, la propria originalità, la propria diversità ma in vista di un bene più grande, di un bene comune. Nella comunità-macedonia dall'unione di diversa tipi di frutta viene fuori un sapore straordinario e buono; siamo frutti differenti, ma unendoci, prendiamo più gusto e ci arricchiamo a vicenda. Come la macedonia, nello stare insieme e nel rispetto delle diversità, creiamo l’unità.



Solo allora Gesù potrà aggiungere lo zucchero dello Spirito Santo e trasformarci in cibo prelibato!