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domenica 18 settembre 2016

La Salette - Darreberg - Tema: Nostra Signora della Salette - Peccato - Secondo e terzo comandamento - Rosario


È piovuto per tutta la notte su un campo di prigionieri di guerra vicino a Stoccarda, e, la mattina del 2 ottobre 1940, goccioline rimangono sospese qua e là sui fili spinati. «Che strano rosario, signor cappellano! Sono le nostre sofferenze che pendono immobili, un po' stupide e tutte grige... un raggio di sole, e le vedrà scoppiare nella luce. – È ben devoto, oggi, complimenti». Il cappellano guarda stupito il tenente Darreberg, che aggiunge, facendo una giravolta: «È soltanto poesia e letteratura... un modo elegante per darle il buongiorno».
Il cappellano conosce bene il tenente Darreberg. Ha già sparpagliato ai quattro venti la sua prima educazione cristiana, e ne è molto fiero. Quando dichiara: «Non ho nessuna voglia di diventare un Santo, assolutamente no, ma proprio il contrario», si è colpiti dalla sua strana sincerità. Nel campo, si è assunto l'incarico di distrarre i compagni di prigionia, sua vocazione personale, dice. Infatti, con lui non ci si annoia.
Una frottola pietosa?
Ma quella mattina, Darreberg non ha l'aria abituale. «C'è qualcosa che non va?» gli chiede il cappellano. Alla domanda reiterata, il tenente risponde, come a malincuore: «Ecco: all'inizio della prigionia, lei ci ha raccontato la storia di La Salette. Evidentemente, si tratta di una frottola pietosa, però ha commosso parecchi uomini nel campo. È molto bello immaginare storie del genere per far passare i giorni meno stupidamente. – Non è una «frottola pietosa», protesta il cappellano. – Voglio andare a rendermi conto sul posto della leggenda. Per salire sulla sua montagna misteriosa, cosa devo fare esattamente?... – Bisognerà aspettare giorni migliori, siamo rinchiusi per mesi... – Ebbene io, padre, mi libero oggi! – Cosa dice? – Evado stasera». Infatti, quella sera, il tenente Darreberg riacquista la libertà, abilmente nascosto sotto il telone di un camion che ha portato il pane. Il cappellano gli dà una rapida benedizione: «Nostra Signora di La Salette, Vergine che porti catene, simbolo delle nostre anime schiave della potenza del peccato, accompagna nel suo viaggio il tuo audace pellegrino!» In tutte le camerate, una volta caduta la notte, si discute in merito alla folle impresa. «Se Nostra Signora di La Salette lo aspetta sulla montagna, pensa il cappellano, Essa non avrà bisogno di carte stradali, di rifornimenti, di bussole, nè di metodi razionali. Sarebbe piuttosto il contrario».

giovedì 18 settembre 2014

La Salette - di Padre Serafino Tognetti - N° 4 Meditazioni

L’APPARIZIONE DE LA SALETTE - (Sabato 19 settembre 1846) - Don Enzo Boninsegna - Melania Calvat - L'APPARIZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE SULLA MONTAGNA DE LA SALETTE



(Sabato 19 settembre 1846)
"Vedrò con molto piacere la piena diffusione del 'Segreto'; più lo si diffonderà, più susciterà timori salutari e numerosi ritorni a Dio. Maria benedirà coloro che si adopereranno per la sua diffusione, poiché Essa vuole formalmente che lo si faccia conoscere a tutto il suo popolo. Siamo puniti perché abbiamo trascurato un ordine così assoluto della Madre di Dio" (Da una lettera di Melania sul Segreto)
 
pro-manuscripto
 
PRESENTAZIONE
Se una madre non può dimenticare i suoi figli, meno che mai ci può di­menticare la migliore delle madri, la Madre di Dio e nostra Maria SS.ma. Venerarla in Cielo, assunta in anima e corpo, non significa considerarla lontana, perché il Cielo non è lontano da noi. Proclamarla in Cielo significa semplicemente credere che Maria è ormai completamente immersa in Dio, trapassata dalla sua luce e dal suo amore infinito. Sì, Maria, proprio perché è in Cielo, immersa in Dio, ama col Cuore di Dio e come il Padre non è lontano dai suoi figli, così Lei, la Madre, non è lontana da noi.
Maria, "piena di grazia" e immersa nella gloria del paradiso, ama uno per uno tutti i suoi figli che sono ancora in questa "valle di lacrime", non ancora nella gloria e spesso, purtroppo, anche privi della grazia.
È alla luce di questa certezza di fede che vanno viste le sue apparizioni. La Chiesa, autorevole interprete di tutto ciò che è soprannaturale, ha rico­nosciuto, tra le altre, tre grandi apparizioni di Maria SS. ma: a La Salette, in Francia, nel 1846, a Lourdes, ancora in Francia, nel 1858 e a Fatima, in Portogallo, nel 1917
Ma a un cristiano non basta forse il Vangelo? Non è sufficiente la parola di Gesù? Con le parole e le opere di suo Figlio il Padre non ci ha detto tutto ciò che aveva da dirci? Certo, nelle sue varie apparizioni la Vergine SS.ma non fa concorrenza a suo Figlio e non viene a dirci nulla di nuovo. Viene semplicemente a ricordarci ciò che Gesù ci ha insegnato e che noi uomini non abbiamo ancora accettato o che abbiamo troppo in fretta e con troppa incoscienza dimenticato.
Quanto più il mondo si allontana da Dio, quanto più cresce la corruzio­ne nel cuore degli uomini e nella società, tanto più Maria ha pietà di noi e viene a ricordarci la nostra dignità, i nostri doveri e i rischi che corriamo se perseveriamo su strade che non sono quelle di Dio.