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giovedì 25 febbraio 2016

L'Amicizia


Poi un giovane disse: Parlaci dell'Amicizia.
Ed egli rispose, dicendo:
Il vostro amico è i vostri bisogni che hanno trovato risposta.
È il vostro campo, che seminate con amore e che mietete con gratitudine.
Egli è la vostra mensa e l'angolino accanto al fuoco.
Perché vi recate da lui con la fame, e lo cercate per avere pace.
Se il vostro amico vi apre la mente, non temete il "no" nella vostra, né trattenete il vostro "sì".
E se lo vedrete silenzioso, il vostro cuore non cessi d'ascoltare il suo cuore;
Perché senza parlare, nell'amicizia, tutti i pensieri, tutti i desideri, tutte le aspettative, nascono e sono condivisi con una gioia priva di clamori.
Non vi attristate, quando vi dividete dall'amico;
Perché le cose che amate di più in lui saranno più evidenti durante l'assenza, come la montagna a chi sale, che è più nitida dal piano.
E non vi sia altro scopo nell'amicizia che l'approfondimento dello spirito.
Perché l'amore che non cerca unicamente lo schiudersi del proprio mistero, non è amore, ma una rete che pesca soltanto cose inutili.
La parte migliore di voi sia per l'amico.
Se egli deve conoscere il deflusso della vostra marea, fate in modo che ne conosca anche il flusso.
Perché cos'è il vostro amico, se andate in cerca di lui per uccidere il tempo?
Cercatelo invece avendo tempo da vivere.
Perché egli è lì per servire al vostro bisogno, non per riempire il vostro vuoto.
E nella soavità dell'amicizia fate che abbondino risa, e piaceri condivisi.
Perché è nella rugiada delle piccole cose che il cuore trova il suo mattino e si ristora.


Tratto da “ Il Profeta “di Gibran Khalil Gibran


mercoledì 25 febbraio 2015

L’amore (Agape)



Ogni giorno chiedete a Dio che vi faccia la grazia del dono di amare. Custodite con tutta la vigilanza necessaria la qualità delle vostre relazioni con gli altri e testimoniategli il vostro rispetto perché sono “immagini” di Dio. Non lasciatevi affascinare dal solo spettacolo della bellezza del corpo: quando il cuore non è riscaldato da pura preghiera, l’amore si contenta solo del carnale, con la conseguenza di rendere i pensieri confusi e di ridurre il cuore in cenere. Chi è attento a custodire il dono dell’amore nella sua purezza, costui non cadrà nella trappola del Maligno, che consiste a trasformare poco a poco e senza rumore l’amore predicato dall’evangelo in amore puramente sentimentale.


Tratto da “La via della felicità “ di San Nettario di Egina

lunedì 14 aprile 2014

LA SPERANZA......



" L’uomo, nella sua vita, è in costante attesa: quando è bambino vuole crescere, da adulto tende alla realizzazione e al successo, avanzando nell’età, aspira al meritato riposo. Ma arriva il tempo in cui egli scopre di aver sperato troppo poco se, al di là della professione o della posizione sociale, non gli rimane nient’altro da sperare. La speranza segna il cammino dell’umanità, ma per i cristiani essa è animata da una certezza: il Signore è presente nello scorrere della nostra vita, ci accompagna e un giorno asciugherà anche le nostre lacrime. Un giorno, non lontano, tutto troverà il suo compimento nel Regno di Dio, Regno di giustizia e di pace.”

Benedetto XVI , 28 novembre 2009

mercoledì 9 aprile 2014

Dio non ci costringe, ci lascia liberi, fa parte del suo progetto, che amore ci sarebbe senza libertà?




Con lo sguardo dell'artista, Michelangelo vedeva già nella pietra che gli stava davanti l'immagine-guida che nascostamente attendeva di venir liberata e messa in luce. Il compito dell'artista – secondo lui – era solo quello di toglier via ciò che ancora ricopriva l'immagine. Michelangelo concepiva l'autentica azione artistica come un riportare alla luce, un rimettere in libertà, non come un fare. La stessa idea applicata però all'ambito antropologico, si trovava già in san Bonaventura, il quale spiega il cammino attraverso cui l'uomo diviene autenticamente se stesso, prendendo lo spunto dal paragone con l'intagliatore di immagini, cioè con lo scultore. Lo scultore non fa qualcosa, dice il grande teologo francescano. La sua opera è invece una ablatio: essa consiste nell'eliminare, nel togliere via ciò che è inautentico. In questa maniera, attraverso la ablatio, emerge la nobilis forma, cioè la figura preziosa. Così anche l'uomo, affinché risplenda in lui l'immagine di Dio, deve soprattutto e prima di tutto accogliere quella purificazione, attraverso la quale lo scultore, cioè Dio, lo libera da tutte quelle scorie che oscurano l'aspetto autentico del suo essere, facendolo apparire solo come un blocco di pietra grossolano, mentre invece inabita in lui la forma divina.

Citazioni di papa Benedetto XVI


San Josemarìa


giovedì 3 aprile 2014

Gli angeli




Gli angeli sono, per così dire, i pensieri di Dio rivolti a noi, che, in quanto pensieri divini, non sono solo idee, ma realtà, persone. L'angelo incarna e concretizza la sollecitudine di Dio per ogni uomo. Il mio angelo custode non è nient'altro che espressione del fatto ch'io sono conosciuto, amato e seguito in maniera del tutto personale da Dio, è il pensiero d'amore che Dio nutre per me, che mi circonda e mi guida in ogni istante.
   
Benedetto XVI

martedì 1 aprile 2014

Affidarsi a Gesù, per imparare a vedere nella Croce il Suo amore


«Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l’uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l’unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore» (Enc. Spe salvi, 37).

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Un atteggiamento apparentemente debole, fatto di pazienza, di mitezza e di amore, dimostra che questo è il vero modo di essere potente! Questa è la potenza di Dio! E questa potenza vincerà!

Benedetto XVI

mercoledì 19 marzo 2014

La Chiesa


Donando a noi Cristo Gesù, rendendolo vivo e presente in mezzo a noi, rigenerandolo continuamente nella fede e nella preghiera degli uomini, la Chiesa dà all'umanità una luce, un sostegno ed un conforto tali, che senza di essi il mondo non sarebbe più concepibile. Chi desidera la presenza di Cristo in mezzo all'umanità, la può trovare soltanto nella Chiesa, mai contro di essa. 
(Benedetto XVI)

sabato 15 marzo 2014

IL “SI” CRISTIANO....E' UN GRANDE “SI” ALLA VITA.




E se adesso riflettiamo, possiamo dire che anche nel nostro tempo è necessario dire un «no» alla cultura ampiamente dominante della morte. Un’«anticultura» che si manifesta, per esempio, nella droga, nella fuga dal reale verso l’illusorio, verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro, della solidarietà, della responsabilità per i poveri e per i sofferenti; che si esprime in una sessualità che diventa puro  divertimento senza responsabilità, che diventa una «cosificazione» - per così dire - dell’uomo, che non è più considerato persona, degno di un amore personale che esige fedeltà, ma  diventa merce, un mero oggetto. A questa promessa di apparente felicità, a questa «pompa» di una vita apparente che in realtà è solo strumento di morte, a questa «anticultura» diciamo «no», per coltivare la cultura della vita. Per questo il «sì» cristiano, dai tempi antichi fino ad oggi, è un grande «sì» alla vita. Questo è il nostro «sì» a Cristo, il «sì» al vincitore della morte e il «sì» alla vita nel tempo e nell’eternità.

Benedetto XVI - 8 Gennaio 2006

lunedì 10 marzo 2014

" Tutto è possibile a chi crede "......

Tutto è possibile a chi crede “ ….Affidarsi a Dio sempre....anche quando le cose apparentemente dicono il contrario.


 LA FEDE

La tentazione dello scoraggiamento, della rassegnazione, viene a chi è debole nella fede, a chi confonde il male con il bene, a chi pensa che davanti al male, spesso profondo, non ci sia nulla da fare. Invece, chi è saldamente fondato sulla fede, chi ha piena fiducia in Dio e vive nella Chiesa, è capace di portare la forza dirompente del Vangelo.


La fede vi dona la forza di Dio per essere sempre fiduciosi e coraggiosi, per andare avanti con nuova decisione, per prendere le iniziative necessarie a dare un volto sempre più bello alla vostra terra. E quando incontrate l’opposizione del mondo, sentite le parole dell’Apostolo: «Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro» .

Benedetto XVI - Palermo, Omelia, 3 ottobre 2010


giovedì 27 febbraio 2014

Il Signore ci da' ogni giorno la possibilita' di vivere l' amicizia con lui , e allora perchè non approfittarne?



Dio ci propone la sua amicizia. Possiamo dirgli di si e possiamo dirgli di no. L'inferno non è che la conseguenza estrema del rispetto che Dio ha per la nostra libertà: rispetto eterno di fronte ad un rifiuto eterno

Padre Marie Dominique Moliniè O.P.

UMILTA'.....


lunedì 10 febbraio 2014

ALFABETO DEL BUON CRISTIANO




don Giuseppe Tomaselli

A - Ama Iddio; ma per amarlo sinceramente, de­vi pure amare il prossimo tuo come te stesso.
B - Benedici il Nome del Signore. Non bestem­miare e non dare ad altri motivo di bestem­miare.
C - Cerca di fare opere buone. Morendo, lasce­rai denari, piaceri e tutto; porterai con te soltanto le opere buone.
D - Due sono le strade dell'eternità: una condu­ce al Paradiso e l'altra all'inferno ... Per qua­le di esse sei incamminato? ... Pensaci seria­mente!
E - Evita i compagni cattivi. Senza neanche ac­corgertene, frequentandoli diventerai cattivo pure tu. Ti pentirai un giorno ma forse trop­po tardi.
F - Fuggi i cinema e i teatri immorali. Fuggi i balli scandalosi e la moda indecente. Cine­ma, balli e moda, hanno sepolto prima nel vizio e poi nell'inferno tante anime.
G - Guai a chi dà scandalo - dice Gesù Cristo. Sei stato ad altri motivo di scandalo con di­scorsi o azioni? Piangi a lacrime di sangue e ripara il male prima di presentarti al tre­mendo giudizio di Dio!
H - Hai libri cattivi. Distruggili presto! Un li­bro cattivo in casa è come un serpente ve­lenoso nel letto.
I - Imita i buoni. No tralasciare di fare il be­ne per paura della critica altrui.
L - Le cure del tuo corpo sono tante, eppure esso andrà a marcire in una fossa. Perché non hai almeno la stessa cura dell’anima tua?
M - Metti ogni diligenza per santificare la festa. Fa’ riposare il corpo dal lavoro e ricrea la tua anima con pratiche religiose.
N - Non chi dice: Signore, vi amo! – Andrà in Paradiso, ma chi fa la volontà di Dio, praticando i suoi comandamenti.
O - Ogni anno, almeno nella Pasqua, confessati e fa’ la Santa Comunione. Se tralasci questo, non meriti il nome di cristiano.
P - Prima di coricarti, pensa: se morissi questa notte, come si troverebbe l’anima mia?
Q - Quando una grave malattia ti cogliesse, non ritardare a chiamare il medico dell’anima che è il Sacerdote, come non ritardi a chiamare il medico del corpo.
R - Ricordati che subito dopo questa vita comparirai davanti a Gesù Cristo per essere giudicato e rendergli conto di tutto, anche delle parole oziose.
S - Se il demonio ti tenta a peccare, pensa che sei alta presenza di Dio e non fare niente che sia disdicevole al divino cospetto.
T - Tieni questa norma: degli altri parla sem­pre bene; se c'è da parlar male, taci.
U - Uno dei vizi più comuni e più detestabili è il parlare disonesto o vergognoso; con es­so si fa male all'anima propria e a quella degli altri.
V - Vuoi salvarti?... Fuggi le occasioni di pec­cato, cioè le persone ed i luoghi, che ti spin­gono fortemente al male.
Z - Zela il bene dell'anima tua; ma fa' pure qualche cosa per salvare le anime altrui. Se avrai salvato un'anima, avrai predestinato la tua.
O anima pia, se hai possibilità, trascrivi questo alfabeto e diffondilo tra i conoscenti.