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venerdì 20 dicembre 2013

C’è un grande Amico.....



 
Se vi chiedessi che cosa vi dà gioia, forse la risposta sarebbe: i giochi, lo sport, gli amici, i genitori, che vivono per voi e vi vogliono bene. Sono tanti che vi rendono felici, ma c’è un grande Amico che è l’autore della gioia di tutti e con il quale il nostro cuore si riempie di una gioia che sorpassa tutte le altre e che dura per tutta la vita: è Gesù. Ricordate, cari amici: quanto più imparerete a conoscerlo e a dialogare con Lui, tanto più sentirete nel cuore di essere contenti e sarete capaci di vincere le piccole tristezze che ci sono a volte nell’animo.
Benedetto XVI - discorso 20 12.2012

Nascita del Redentore




L’albero di Natale arricchisce il valore simbolico del presepe, che è un messaggio di fraternità e di amicizia; un invito all’unità e alla pace; un invito a far posto, nella nostra vita e nella società, a Dio, il quale ci offre il suo amore onnipotente attraverso la fragile figura di un Bimbo, perché vuole che al suo amore rispondiamo liberamente con il nostro amore. Il presepe e l’albero portano quindi un messaggio di speranza e di amore, e aiutano a creare il clima propizio per vivere nella giusta dimensione spirituale e religiosa il mistero della Nascita del Redentore.



Benedetto XVI - Discorso 17 Dicembre 2010

martedì 3 dicembre 2013

Gesù è il nostro migliore amico...



Il discepolo di Gesù non risponde al male con il male, bensì è sempre strumento del bene, araldo del perdono, portatore di allegria, servitore dell’unità. Gesù vuole scrivere in ognuna delle vostre vite una storia di amicizia. Abbiatelo, allora, come il migliore dei vostri amici. Egli non si stancherà di dirvi di amare sempre tutti e di fare il bene. Voi lo ascolterete, se avrete sempre un rapporto assiduo con Lui, che vi aiuterà anche nelle situazioni più difficili.

Benedetto XVI - Discorso ai bambini 24 marzo 2012

sabato 30 novembre 2013

Essere Padre....

Per chi ha fatto esperienza di un padre troppo autoritario ed inflessibile, o indifferente e poco affettuoso, o addirittura assente, non è facile pensare con serenità a Dio come Padre e abbandonarsi a Lui con fiducia. Ma la rivelazione biblica aiuta a superare queste difficoltà parlandoci di un Dio che ci mostra che cosa significhi veramente essere “padre”

Benedetto XVI -Udienza Generale 30 gennaio 2013

giovedì 21 novembre 2013

Le lacrime....


Le lacrime sono
 lo sciogliersi del 
ghiaccio dell'anima. 
E a chi piange, tutti gli 
angeli sono vicini.
Hermann Hesse

martedì 12 novembre 2013

....allo stesso disegno

Quando Tobia sentì le parole di Raffaele e seppe che Sara era sua consanguinea della stirpe della famiglia di suo padre, l'amò al punto da non saper più distogliere il cuore da lei (6,19).
Per noi questa notizia suona un po' curiosa, quasi straordinaria. Come si può amare una persona, che non si è neanche conosciuta? E certamente un amore che non ha niente a che fare con la definizione corrente. Infatti, l'amore di Tobia per Sara si definisce come obbedienza ad una medesima vocazione: questo amore è in grado di riconoscere la sposa, in quanto sa cogliere la realtà di un unico disegno, a cui si appartiene in due. "È tua consanguinea", dice l'angelo; o, meglio: "È tua sorella", ossia fa parte della tua stessa vocazione, entra nel tuo stesso disegno, è donata a te da Dio. Pensata nella sua sapienza e chiamata da lui, che è l'origine di ogni vocazione, è stata collocata dinanzi a te e accanto a te in virtù della sua provvidenziale iniziativa d'amore. Nell'obbedienza al dono che viene da tale iniziativa di Dio, Tobia ama Sara, così da "non poter più distogliere il cuore da lei". Non l'ha ancora incontrata, non l'ha ancora vista, non la conosce, eppure l'ama, sentendosi già legato a lei da un vincolo indissolubile: è il vincolo che congiunge due creature nella stessa obbedienza alla stessa Parola, allo stesso disegno, alla stessa vocazione.

Pino Stancari S.J.

Vuoi onorare il corpo di Cristo ?

"Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità.. . Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, dice il Signore, non l'avete fatto neppure a me(cfr Mt25,45)
S. Giovanni Crisostomo Vescovo

lunedì 11 novembre 2013

Ama di più....

Quando pensi di aver fatto abbastanza nell'esercizio della carità, spingiti più avanti: ama di più. Quando sei tentato di arrestarti di fronte alle difficoltà con gli altri, sforzati di superare gli ostacoli: ama di più.
San Pio da Pietrelcina

giovedì 7 novembre 2013

CONOSCERE.....

Io conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me”. “Conoscere”, nel significato della Sacra Scrittura, non è mai soltanto un sapere esteriore così come si conosce il numero telefonico di una persona. “Conoscere” significa essere interiormente vicino all’altro. Volergli bene. Noi dovremmo cercare di “conoscere” gli uomini da parte di Dio e in vista di Dio; dovremmo cercare di camminare con loro sulla via dell’amicizia di Dio.

Benedetto XVI - Omelia 11 giugno 2010

mercoledì 6 novembre 2013

Fino alla rinuncia a me stesso....

Attraverso l’amore, l’uomo e la donna sperimentano in modo nuovo, l’uno grazie all’altro, la grandezza e la bellezza della vita e del reale. Se ciò che sperimento non è una semplice illusione, se davvero voglio il bene dell’altro come via anche al mio bene, allora devo essere disposto a de-centrarmi, a mettermi al suo servizio, fino alla rinuncia a me stesso.

Benedetto XVI - Udienza Generale 7 Novembre 2012

giovedì 31 ottobre 2013

LA GIOIA......

LA GIOIA......

Ora, qualcuno potrebbe dire: ma sarà lecito essere tanto felici, quando il mondo è così pieno di sofferenza, quando esiste tanta oscurità e tanto male? È lecito essere così spavaldi e gioiosi? La risposta può essere soltanto: «sì»! Perché dicendo «no» alla gioia non rendiamo servizio ad alcuno, rendiamo il mondo solamente più oscuro. E chi non ama se stesso non può dare nulla al prossimo, non può aiutarlo, non può essere messaggero di pace.
Benedetto XVI - discorso 3 agosto 2012

La gioia è amore, la conseguenza logica di un cuore ardente d'amore. La gioia è una necessità e una forza fisica. la nostra lampada arderà dei sacrifici fatti con amore se siamo pieni di gioia.
Madre Teresa di Calcutta

La gioia nasce dalla gratuità di un incontro! E’ il sentirsi dire: “Tu sei importante per me”, non necessariamente a parole. Questo è bello… Ed è proprio questo che Dio ci fa capire. Nel chiamarvi Dio vi dice: “Tu sei importante per me, ti voglio bene, conto su di te”. Gesù, a ciascuno di noi, dice questo! Di là nasce la gioia! La gioia del momento in cui Gesù mi ha guardato. Capire e sentire questo è il segreto della nostra gioia. Sentirsi amati da Dio, sentire che per Lui noi siamo non numeri, ma persone; e sentire che è Lui che ci chiama.
Papa Francesco, discorso 6 luglio 2013

Non date luogo nell'anima vostra alla tristezza, poichè essa impedisce la libera operazione allo Spirito Santo. e se pur vogliamo rattristarci, rattristiamoci pure, ma facciamo sì che la nostra tristezza sia santa, ed il tutto in vedere il male che si va sempre più dilagando in mezzo all'odierna società. (Epist. II, p. 246)
San Pio da Pietrelcina - (Epist. II, p. 246)

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
Papa Giovanni XXIII

venerdì 27 settembre 2013

ASCOLTARE.....



Il primo servizio che si deve al prossimo è quello di ascoltarlo. Come l’amore di Dio incomincia con l’ascoltare la sua Parola, cosi l’inizio dell’amore per il fratello sta nell’imparare ad ascoltarlo. È per amore che Dio non solo ci da la sua Parola, ma ci porge pure il suo orecchio. Altrettanto è opera di Dio se siamo capaci di ascoltare il fratello.
Chi non sa ascoltare il fratello ben presto non saprà più ascoltare Dio; anche di fronte a Dio sarà sempre lui a parlare. Qui ha inizio la morte della vita spirituale, ed infine non restano altro che le chiacchiere spirituali, …. Chi non sa ascoltare a lungo e con pazienza parlerà senza toccare veramente l’altro ed infine non se ne accorgerà nemmeno lui. Chi crede che il suo tempo è troppo prezioso per essere perso ad ascoltare il prossimo, non avrà mai veramente tempo per Dio e per il fratello, ma sempre e solo per se stesso, per le proprie parole e i propri progetti.”



DIETRICH BONHOEFFER


Lo specchio....

 

Non devo considerare i poveri dal loro aspetto o dalla loro apparente mentalità: molto spesso non hanno quasi la fisionomia, né l’intelligenza delle persone ragionevoli, talmente sono rozzi e materiali. Ma girate la medaglia e vedrete con la luce della fede che il Figlio di Dio, il quale ha voluto essere povero, c’è in essi raffigurato»

San Vincenzo de' Paoli