Lc 2, 41-50
Quando Dio trasgredisce la legge
Normalmente, quando si recita il rosario, non ci si rende conto delle
stranezze o dei misteri contenuti nell'episodio richiamato dalle parole:
"Gesù ritrovato nel tempio". Ma a ben vedere abbiamo qui il racconto di
un'enormità che, se non ce la lasciamo sfuggire, può diventare
un'occasione per comprendere meglio l'agire di Dio. Il fatto
sconcertante della vicenda è che la più elementare legge dell'amore: Non fare a nessuno ciò che non piace a te
(Tb 4, 15), viene clamorosamente trasgredita da Dio stesso. A nessuno
infatti piace lo stato di ansietà e di angoscia, quindi si dovrebbe
evitare di procurare ad altri ansietà e angoscia. Ora, se Gesù voleva
rimanere a Gerusalemme per intrattenersi con i dottori del tempio, la
più elementare buona educazione esigeva che avvertisse Maria e Giuseppe
delle sue intenzioni.
Il "peccato di omissione" commesso da Gesù è tanto più grave quanto più è
intenso e puro l'amore di Maria e Giuseppe nei suoi confronti. Se uno
non avvisa gli amici che non può venire ad una cena, è grave, ma se non
avvisa la moglie che si trattiene a cena con gli amici, la gravità è
molto maggiore a causa dell'amore più grande con cui è legato a sua
moglie. Gesù dunque si assume la responsabilità di procurare apprensione
e angoscia a coloro che gli sono particolarmente cari. E questo è un
fatto molto misterioso.
Il guaio è che anche con l'età adulta le cose non migliorano. Quando
Marta e Maria mandano a dire a Gesù che il suo amico Lazzaro è molto
malato, Egli, invece di rispondere prontamente alle sorelle che sono nel
dolore e nell'apprensione, Si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava
(Gv 11, 6); Lazzaro muore e a Marta e Maria, oltre al dolore per la
morte del fratello, se ne aggiunge un altro non meno profondo per
l'incomprensibile comportamento di Gesù. In entrambi i casi, proprio
coloro che sono uniti a Gesù da particolare affetto vengono feriti e
turbati nel loro amore verso di Lui.

















