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mercoledì 6 agosto 2025

BASTA CON LE BUGIE!

Prima della sua conversione, il trentacinquenne canonico agostiniano Dirk-Henning Egger, del monastero di Paring, nei pressi di Ratisbona, era un giovane immerso nell'oscurità del mondo; grazie ad una decisione ispirata, sostenuto dalla Sacra Scrittura e attirato dall'amorevole esempio di una famiglia cattolica, ha conosciuto l'amicizia di Dio. Ecco il suo racconto.

Sono cresciuto in Baviera, a Mindelstetten, un piccolo luogo di pellegrinaggio dove è vissuta santa Anna Schffer. Quando ero bambino, nella mia famiglia prendevamo in giro le persone che andavano ogni giorno in chiesa, perché, anche se eravamo evangelici, praticamente noi vivevamo da atei. Io non sapevo nulla di Dio e di Gesù e tutto quello che era cattolico era strano per me. Poi abbiamo cambiato casa diverse volte e nell'adolescenza è stato difficile farmi degli amici. Rosso di capelli, timido e introverso, a scuola ero vittima di bullismo. Così mi sono sempre più rinchiuso, incapsulato in me stesso e avevo una sola via d'uscita: la musica. 

domenica 28 gennaio 2024

Un incontro molto proficuo...

Durante le riprese di un film, il famoso attore britannico sir Alec Guinness (1914-2000) poté sperimentare quanto la fiducia spontanea e innocente di un bambino possa confortare e trasformare qualcuno nell'intimo. La guarigione miracolosa di suo figlio condusse poi l'attore nella Chiesa Cattolica. 


Alec Guinness è stato uno degli attori più geniali e versatili del XX secolo. Nel 1959, per i suoi meriti artistici, la regina Elisabetta II lo insignì del titolo nobiliare, tuttavia il semplice e riservato gentleman, nato a Londra, era di umili origini e non aveva mai potuto conoscere suo padre. Per tutta la vita Alec si portò dietro questa ferita aperta e profonda.

mercoledì 10 maggio 2023

Da poliziotto a Sacerdote...


"Sono sacerdote per dire agli uomini che Dio esiste e si fa trovare", ha testimoniato ad un Congresso online di Medjugorje Marco Leonhart, un tedesco che oggi ha 48 anni. È stato poliziotto per vent'anni e come guardia del corpo ha accompagnato importanti personalità della vita pubblica. Oggi è cappellano a Illertissen (D). Lui stesso ci racconta come tutto è accaduto.

Il 28 giugno 2020, insieme ad altri tre diaconi della diocesi di Ratisbona, sono stato ordinato sacerdote dal vescovo Mons. Bertram Meier in una solenne Messa pontificale nel duomo della città, rispettando tutte le norme sul coronavirus. Il vescovo ha iniziato l'omelia con un detto di antica saggezza: "Scegli una professione che ami e non dovrai lavorare neanche un giorno della tua vita" . È davvero così, anche se il lavoro di sacerdote non è propriamente il mio "lavoro", ma un servizio che riempie tutta la mia vita, nella consapevolezza che tutto ciò che faccio per amore del Signore va a beneficio delle anime che Lui mi ha affidato. Questa è una differenza grande, sostanziale rispetto a quello che ho sperimentato nei miei primi vent'anni di vita professionale nel mondo. 

mercoledì 3 maggio 2023

IL MIO CUORE APPARTIENE ALL' AFRICA...

Per mezzo secolo p. Heinrich Oesterle ha svolto un lavoro da pioniere missionario in Congo. Sebbene il 4 settembre 2022 abbia compiuto 92 anni, il gentile sacerdote tedesco, con la sua aria serena, continua a sprizzare gioia di vivere. Il nostro p. Lorenzo, anch'egli missionario da quasi 30 anni tra i Rom, ha detto spontaneamente e con riverenza del suo anziano amico sacerdote: "È affascinante che, nonostante tutte le difficoltà vissute da p. Oesterle, non ci sia in lui nulla di amaro. Se a 90 anni sarò ancora un sacerdote e un missionario come lui, potrò solo esserne grato". Volentieri "père Henri", come è chiamato ancora oggi dai fedeli della sua missione in Congo, ci ha scritto qualcosa della sua vita estremamente movimentata, così ricca di avvenimenti che nessun libro, per quanto voluminoso, potrebbe contenere.

domenica 16 aprile 2023

LA BELLEZZA LO HA AFFASCINATO...


Il francese Thierry Félix, baritono di fama mondiale, ha lavorato con i più grandi direttori d'orchestra del nostro tempo. Il 23 giugno 2019 è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Vannes in Bretagna. Non era ancora battezzato quando ha percepito la grazia del Signore e ha lasciato che agisse in lui. Questo musicista di grande talento è arrivato al sacerdozio in un modo molto inconsueto.

Oggi Thierry Félix racconta che credeva in Dio fin da bambino, nonostante suo padre fosse ateo e la mamma non praticasse la sua fede cattolica. Gli piaceva leggere il libro di preghiere della madre, pregava in camera e talvolta andava anche in chiesa per accendere una candela davanti ad una immagine della Madonna. Thierry non era stato battezzato perché il padre aveva voluto che il figlio potesse decidere liberamente, da adulto, se appartenere ad una religione o meno. Per questo egli partecipò per la prima volta ad una Santa Messa quando aveva 37 anni. Ma prima di arrivare a quel momento erano successe molte cose.

giovedì 22 dicembre 2022

LA MIA NOTTE SANTA A CALCUTTA


Marie Mauritz di Vienna, cresciuta nella parrocchia di San Rocco, ha perso la fede da ragazza, quando era un'adolescente assetata di vita e amante delle feste. Oggi, però, a conforto di molti genitori preoccupati, può dire: "Il Natale ha cambiato completamente la mia vita. Sono la prova vivente che anche oggi Dio può spostare le montagne". Diventata suora di Madre Teresa, ci racconta il suo cambiamento interiore. 

Sono stata battezzata, cresimata e solo per tradizione ho portato a termine "l'intero percorso catechistico". Poi ho deciso: "Dalla cresima al matrimonio, ci sono cose più importanti di Dio. Lui lassù, io quaggiù". Non avendo un carattere triste, volevo semplicemente vivere la vita al massimo, partecipare ad ogni festa, sorridendo sempre, mostrarmi super. Ma presto ho sentito un vuoto crescente dentro di me, un "buco" che voleva essere riempito, un ricercare qualcosa di più "ovunque e da nessuna parte", senza sapere cosa fosse questo "di più". Così ho dondolato da un estremo all'altro e sono scivolata sempre più in basso. Dopo il diploma, a 18 anni, ho iniziato a viaggiare molto: Africa, Sud America ... e alla fine il Guatemala è stato il culmine assoluto: vita di feste, sole, amici, tanto alcol - e Santiago, l'uomo della mia vita... no, lo è stato solo per tre anni. Ero così infelice che annegavo il mio estremo mal d'amore in molte lacrime e spesso nell'alcol! In qualche modo a 22 anni sono comunque riuscita a portare a termine la mia formazione come infermiera. Ma mentre tenevo il diploma tra le mani, nel settembre del 2005, ero così piena di autocommiserazione che volevo solo andarmene lontano. Ho pianificato una pausa di sei mesi dalla professione e un viaggio intorno al mondo, come per chiudere un capitolo, ma in realtà era solo una fuga da me stessa. "Un'idea strampalata", l'ha definita mio fratello Emmanuel, che mi conosceva bene e mi ha consigliato: "Sei un'infermiera, forse dovresti occuparti delle sofferenze degli altri per poter superare la tua. Perché non vai in India dalle Suore di Madre Teresa? Aiuta chi sta peggio di te!". 

venerdì 24 settembre 2021

Serva di Dio Anne-Gabrielle Caron  - Tolone, Francia, 29 gennaio 2002 – Marsiglia, Francia, 23 luglio 2010

 


Nella parrocchia di lingua francese di Den Haag/Wassenaar nei Paesi Bassi, i bambini della Prima Comunione si preparano intensamente al loro grande incontro con una giornata di ritiro spirituale. La nostra sr.Alessandrina, che da 25 anni lavora nella Cappella della Signora di tutti i Popoli,ha potuto parlare più volte ai bambini:

All’inizio del 2019 avevo ricevuto in regalo un libro francese su Anne-Gabrielle Caron. Raramente una biografia mi ha commosso tanto e così, per i piccoli comunicandi di Den Hag, ho tenuto un incontro parlando loro di questa bambina di otto anni,morta proprio nell’anno in cui era nata la maggior parte di loro. 

Anne-Gabrielle era francese come loro e, come molti di loro, era stata anche scout. Ma i miei 25 attenti ascoltatori sono stati toccati dalla grazia soprattutto quando hanno saputo con quale grande desiderio e quale amore Anne-Gabrielle aveva ricevuto Gesù il giorno della sua Prima Comunione, tanto che quasi tutti, pur avendo fatto già la prima confessione,hanno chiesto di confessarsi di nuovo.Felicissimo,il loro padre confessore, p.Mathew, dopo ha ripetuto più volte: «I bambini si sono confessati così bene!».

lunedì 10 maggio 2021

Padre Mario Ruggeri, O.Carm. - " Mite agnello immolato dai tedeschi"...


Chi era padre Mario Ruggeri?

Ruggeri Mario nacque a San Benedetto Val di Sambro (Bologna) il 28 febbraio del 1913 e all’età di tredici anni entrò in convento, nel Marianato carmelitano di Vittorio Veneto. Per gli studi teologici nel 1933 fu inviato a Firenze e tre anni più tardi, nel 1936, fu ordinato sacerdote venendo di seguito trasferito a Ravenna, presso il convento di San Giovanni Battista, per svolgere il suo ministero. Negli anni del suo apostolato, cominciò a soffrire di ulcera allo stomaco. Nel 1942 fu operato senza avere miglioramenti, piuttosto peggiorando, soffrendo un collasso ed il deperimento continuo della sua salute, accompagnato da terribili dolori all’addome a motivo di un tumore benigno allo stomaco. Nella speranza di una convalescenza che desse dei possibili miglioramenti, i superiori lo inviarono, il 22 settembre del 1944, a casa del fratello a Scopeto di Sasso Marconi in Bologna.

giovedì 25 marzo 2021

Il fumatore di Bibbia...




"Nella nostra vita Gesù deve stare in alto sul candelabro", ha esclamato a gran voce, nel dicembre del 2019, il 65enne Wilhelm Buntz, soprannominato Willi, agli abitanti di un comune protestante della Svizzera, che lo ascoltavano incantati mentre raccontava loro della sua precedente carriera di pericoloso criminale”. 

Veramente  il passato di Willi si ascolta come un giallo avvincente, troppo violento per essere vero, se non ci fossero però 148 tatuaggi su tutto il suo corpo, uno per ogni delitto commesso. 
Sono testimoni muti della sua lotta per essere riconosciuto e sono soprattutto l'unico grido per ottenere l'amore del padre terreno - ed anche l'amore del suo Padre Celeste. Ma quest'ultima cosa l'ex-carcerato l'ha capita solo molto tempo dopo la sua conversione! Wilhelm Buntz è nato a Ulm (Germania) nel 1954. Sua madre, che non voleva questo terzo figlio, abbandonò il suo piccolo in aperta campagna, dove il neonato venne ritrovato finendo poi in ospedale per sei mesi. Dopo di che quel bambino traumatizzato, che non aveva mai conosciuto l'amore, divenne un problema irrisolvibile sia in casa per suo padre che per psicologi ed educatori. Ricordando il suo passato Willi dice: "Picchiavo i miei fratelli, tagliavo le trecce alle ragazze e rubavo già all'asilo. E poiché picchiavo alla cieca, finché non scorreva il sangue, mi diedero presto il nome di “Willi bagno-di-sangue”. Tutti mi odiavano e avevano paura di me". 

giovedì 9 luglio 2020

Pierre de Keriolet


NELLA notte tra il 25 e il 26 luglio 1624, una bella signora appare a Yvon Nicolazic, un contadino laborioso, retto e assennato che vive nella frazione di Keranna, nei pressi di Auray, nel sud della Bretagna (Francia). 
Yvon, che ha circa trent'anni, è un uomo pio che recita il suo Rosario ogni giorno. La bella signora gli rivela: « Non temere... io sono Anna, Madre di MARIA. Di' al tuo rettore (cioè al parroco) che, nel pezzo di terra chiamato il Bocenno, c'è stata nel passato una cappella dedicata al mio nome... Desidero che venga ricostruita al più presto e che tu te ne prenda cura, perché Dio vuole che io vi sia onorata. » Il 7 marzo seguente, Nicolazic scopre nel campo indicato una statua di Sant'Anna, il che conferma l'autenticità dell'apparizione. 

sabato 23 maggio 2020

O tutto o niente!




Il 16 aprile 2016, alle 18.58, in Ecuador la terra ha tremato per una scossa di magnitudo 7.8 della scala Richter. Quasi 28.000 persone sono rimaste gravemente ferite e 663 hanno perso la vita, tra loro suor Clare Maria (33 anni) della comunità "Serve del Focolare della Madre". La missionaria irlandese lavorava nella missione di Playa Prieta, dove le suore gestiscono una scuola. Con lei anche 5 ragazze sono rimaste sepolte sotto le macerie.

Clare Crockett era nata il 14 novembre 1982 a Derry, nell'Irlanda del Nord. Cresciuta in una famiglia cattolica, aveva ricevuto il Battesimo, la Prima Comunione e la Cresima, ma lei stessa dichiarava: "Non capivo cosa avevo
ricevuto, non mi interessava, perché Dio non aveva importanza nella mia vita".
Clare raccontava di sé: "Sono sempre stata una bambina vivace e conosciuta a scuola come il clown della classe. Ero in grado di imitare i nostri insegnanti, ma non facevo mai i compiti. Durante le lezioni mostravo poco interesse, specialmente per le tematiche religiose. Andare in chiesa o recitare un rosario era semplicemente noioso per me. Parlavo ininterrottamente, così che una delle suore della scuola una volta mi ha detto: 'Un vaso vuoto fa molto rumore'. Allora non ho capito cosa intendesse. Ma lei aveva ragione. Non agivo per malizia, ma semplicemente perché vivevo nel mio mondo e avevo un unico obiettivo: diventare un'attrice famosa, e non solo in Irlanda, ma a livello mondiale.

venerdì 1 maggio 2020

Devono vedere Gesù, non me! - Uno sguardo pieno di amore




Devono vedere Gesù, non me!

Nel 2004 "La Passione di Cristo", del regista americano Mel Gibson, è diventato uno dei film di maggior successo di tutti i tempi. I frutti spirituali che ha prodotto, le molte conversioni in tutto il mondo, trovano la loro origine soprattutto nella preghiera costante e nella vita profondamente sacramentale, durante le riprese, dell'interprete di Gesù, Jim Caviezel.

Nel 2001 Jim Caviezel, attore cattolico statunitense con radici irlandesi e svizzero slovacche, era considerato uno dei talenti più promettenti di Hollywood. L'attore di 32 anni si trovava in Irlanda per le riprese di un film, quando la moglie Kerri gli telefonò da Medjugorje, dove era andata per la prima volta. Kerri gli annunciava che il veggente Ivan Dragicevic sarebbe presto venuto in Irlanda. Jim ha poi raccontato: "Io la interruppi: “Guarda, ho un lavoro veramente duro da fare qui. Non posso perdere tempo con veggenti”.... Per me era chiaro che non avrei avuto proprio tempo dal momento che dovevo lavorare ininterrottamente. Poi però all'improvviso ebbi un giorno libero e andai a questo incontro di preghiera, perché mia moglie lo voleva assolutamente... Durante l'apparizione ero inginocchiato accanto ad Ivan e in cuor mio dissi: “Okay, Maria, eccomi sono qui ... se ci sei, fammelo sapere, ma è abbastanza difficile da credere... Tuttavia sono pronto. Fai di me quello che vuoi”. Improvvisamente sentii nella mia anima come se qualcuno mi stesse sorridendo e toccasse il mio cuore in un modo bellissimo, un pezzo di Cielo. Quando mi alzai, le lacrime mi scendevano sul volto. Ivan disse: “Jim, si trova sempre tempo per ciò che si ama. Il motivo per cui la gente non trova tempo per Dio, è perché non lo ama”. Questo mi colpì. Poi disse: “Dio ti invita a pregare con il cuore”. In quel momento nel mio intimo vennero aperte delle porte. Fu per me come l'inizio di una missione. Nella dolce luce dell'amore che sentivo in me, cominciai a riconoscere dove ero realmente, quanto fossi debole e quanto severamente giudicassi le persone...

venerdì 17 aprile 2020

A CHI BUSSA SARÀ APERTO!



È accaduto a Lourdes nel 1984. In un modo del tutto inaspettato, con forza, ma dolcemente, la grazia ha agito nell'anima di un ateo convinto. Si trattava di Maurice Caillet, un chirurgo che all'epoca aveva 50 anni; da allora ha raccontato molte volte la sua esperienza in numerose conferenze e interviste.

Sono nato nel 1933 in Bretagna in una famiglia di medici che aveva rigettato la fede - senza religione e dichiaratamente anticlericale. Non sono stato battezzato e ho ricevuto la mia formazione in scuole laiciste; alcuni anni dopo gli studi di medicina ho trovato un impiego fisso in una grande clinica a Rennes come ginecologo e urologo. Come chirurgo effettuavo ogni tipo di contraccezione e sterilizzazione. Nella mia clinica in Bretagna ho perfino eseguito degli aborti, prima e dopo la legalizzazione. Sono stato addirittura il primo a farli e ho contribuito alla diffusione di questi metodi di "progresso e tolleranza", anche se come medico questa attività mi ha reso profondamente insicuro e mi ha sconvolto. Tuttavia ero sempre del tutto materialista, razionalista e scientista - un ateo.

venerdì 20 settembre 2019

Cardinale Louis-Henri-Joseph Luçon




Nel 1905, papa san Pio X designa il vescovo di Belley, mons. Luçon, a succedere al cardinale Langénieux, arcivescovo di Reims, recentemente deceduto. Il candidato oppone tutte le possibili obiezioni e corre a Roma per espone di persona la sua determinazione a declinare questo grande onore. Ritiene di non essere in grado di sostenere in modo adeguato l'onere di tale responsabilità. «Caro Figlio, gli dice con decisione il Santo Padre, non è solo all'onore che ti invio, ma a una croce, e non solo a una croce, ma a una moltitudine di croci.» Nulla predestinava Louis Luçon, un bambino timido, mingherlino, goffo e spesso malato, a una carica ecclesiastica tanto pesante quanto gloriosa. Eppure egli svolgerà questo incarico a lungo, facendo onore alla Santa Chiesa...

Louis Luçon è nato il 28 ottobre 1842, a Maulévrier, borgo del bocage (1) della Vandea, nei pressi di Cholet. Suo padre esercita la professione di tessitore. La famiglia vive poveramente nella fattoria del castello dei Colbert. Bambino pio e studioso, Louis manifesta un'intelligenza vivace. Dopo avergli fatto fare la prima Comunione, il suo parroco discerne in lui i segni di una vocazione. Il bambino viene iscritto al collegio municipale di Cholet, allora diretto da preti; nonostante la sua salute precaria e un regime di vita rigoroso, questi anni scolastici sono per lui proficui. Nel mese di ottobre del 1857, entra nel seminario minore di Montgazon (vicino ad Angers), dove porta a termine, non senza difficoltà, i suoi corsi di retorica e di filosofia, interrotti da frequenti soggiorni in infermeria o nella sua campagna nativa. Nel 1860, entra nel seminario maggiore di Angers. Il suo direttore spirituale lo sottopone a un regime di pasti, passeggiate e precauzioni adeguate che rimedia al suo carente stato di salute.
Valido in ogni tempo

lunedì 16 settembre 2019

“Nella mia vita Dio ha fatto tutto”



Nel libro autobiografico "Dio o niente", il Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, racconta in modo commovente come Gesù abbia potuto formarlo come cristiano e chiamare a diventare sacerdote, vescovo, e perfino cardinale, lui cresciuto in uno dei più piccoli villaggi della Guinea, Ourous. Per mediargli queste grazie, il Signore si è servito di uomini innamorati di Dio: "Indiscutibilmente la mia infanzia è stata molto felice. Sono cresciuto nella pace e nell'ingenuità innocente di un piccolo villaggio al centro del quale si trovava la missione degli spiritani". I primi tre missionari, Joseph Orcel, Antoine Reeb e Firmin Montels, erano arrivati nel 1912 nello sperduto villaggio africano, dove gli abitanti credevano in un dio creatore chiamato Ounou e celebravano dei riti funebri e d'iniziazione pagani, senza aver mai sentito parlare di Gesù. Il capo villaggio di allora li accolse a braccia aperte e diede generosamente dei terreni a loro disposizione. Sei mesi più tardi, padre Montels, sfinito fisicamente, se ne andò in Cielo, divenendo così la "pietra" di fondazione della missione. "Questi uomini di Dio dovettero compiere grandi sacrifici e accettare molte rinunce, senza mai lamentarsi, con una generosità inesauribile". I frutti della loro donazione sono del tutto visibili. Oggi il villaggio di 1000 abitanti è cristiano e la parrocchia ha dato alla Guinea il maggior numero di vocazioni.

martedì 23 luglio 2019

Mons. Alexandre-Antonin Taché – O.M.I - (23 July 1823 – 22 June 1894)




Il 25 agosto 1845, un giovane missionario, che non è ancora prete, e neppure diacono, si presentava a mons. Provencher, vescovo dei territori del Grande Nord, in Canada: «Suddiacono! Ma è di preti che ho bisogno! esclama il prelato... Mi mandano dei bambini, mi ci vogliono degli uomini!» Al "bambino" a cui rivolgeva questa accoglienza poco cordiale, mons. Provencher affiderà ben presto la sua immensa diocesi. Sarà l'inizio dell'evangelizzazione del Nord canadese da parte degli Oblati di MARIA Immacolata (OMI), nota con il nome di Epopea bianca.
Alexandre Antonin Taché è il terzo figlio di Charles Taché e di Louise de la Broquerie. Per parte di padre, discende dalla stirpe di Louis Joliette (1645-1700), l'esploratore del Missisippi; per parte di madre, è imparentato con la venerabile Marguerite d'Youville, fondatrice delle Suore Grigie, che furono la provvidenza degli orfani del Nord. Alessandro nasce il 23 luglio 1823 a Fraserville nel Québec e riceve il Battesimo il giorno stesso. Il signor Taché muore nel 1826, lasciando la moglie vedova a vent'otto anni. Quest'ultima non si risposa; alleva i suoi figli a Boucherville, presso i suoi genitori, con l'aiuto di un fratello celibe. Nel 1832, la famiglia si stabilisce nel maniero di Sabrevois. La signora Taché coltiva la sua grande cultura con lo studio regolare. Nello sfondo di una vita pacifica e pia, inizia i propri figli alla botanica, all'astronomia, alla storia e alla filosofia.
L'influenza di uno sguardo

lunedì 25 febbraio 2019

Antoni Gaudí Tema: Arte - Bellezza - Architettura - Basilica della Sagrada Familia a Barcellona (Spagna)


«Una chiesa è l’unica cosa degna di rappresentare il sentire di un popolo, poiché la religione è la cosa più elevata nell’uomo», pensava Antoni Gaudí, l’architetto della basilica della Sagrada Familia di Barcellona (Spagna). In occasione della dedicazione di questo monumento, il 7 novembre 2010, papa Benedetto XVI faceva notare: «In un’epoca nella quale l’uomo pretende di edificare la sua vita alle spalle di Dio, come se non avesse più niente da dirgli, la consacrazione di questa chiesa della “Sagrada Familia” è un avvenimento di grande significato. Gaudí, con la sua opera, ci mostra che Dio è la vera misura dell’uomo, che il segreto della vera originalità consiste, come egli diceva, nel tornare all’origine che è Dio. Lui stesso, aprendo in questo modo il suo spirito a Dio, è stato capace di creare in questa città uno spazio di bellezza, di fede e di speranza, che conduce l’uomo all’incontro con Colui che è la verità e la bellezza stessa.»
Antoni Gaudí è nato il 25 giugno 1852 a Reus (Provincia di Tarragona, Spagna), quinto figlio di Francesco Gaudí Serra e di Antonietta Cornet Bertran. Avrà il dolore di perdere prematuramente tutti i suoi fratelli e le sue sorelle. Il succedersi di questi lutti spiega probabilmente l’impronta di gravità propria del temperamento di Gaudí. Dal lato paterno, Antoni discende da un’antica famiglia di artigiani calderai. Vedere nella bottega paterna la lavorazione del rame dà al giovane Antoni l’abitudine di “pensare in tre dimensioni”. Fin dalla sua infanzia, Antoni soffre di reumatismi che non lo abbandoneranno mai. Questo male lo costringe a rimanere per lunghi periodi nella solitudine di una piccola proprietà di famiglia, a Riudoms, vicino a Reus. Qui, i suoi occhi captano la luce mediterranea e le più pure immagini delle rocce, delle piante e degli animali; egli ammirerà sempre la natura come una maestra meravigliosa. A scuola, Antoni non è un allievo particolarmente brillante, ma riceve una solida formazione spirituale presso i religiosi di san Giuseppe Calasanzio.

domenica 28 maggio 2017

Figlio Mio, appoggiati su di Me!


 
Anna Masarikovà, di Unin nell'ovest della Slovacchia, è un'infermiera che ha conosciuto molte situazioni dolorose e, con i suoi modi affettuosi, ha potuto trasmettere tanta consolazione. Ma ha scoperto il valore prezioso della sofferenza solo attraverso il marito Luboš, ateo prima del matrimonio.


Luboš era un appassionato giocatore di hockey su ghiaccio tanto da abbandonare gli studi per diventare professionista. Poi ha conosciuto Anna! E la vita del ventitreenne ha preso tutta un'altra direzione. “Dopo che l'ho conosciuta, ho sognato addirittura dei santini, perché questa ragazza mi parlava con grande entusiasmo della sua fede. Anche se non credente, questo non mi dava fastidio, perché ero innamorato! Perciò con Anna ho anche frequentato il corso di preparazione al matrimonio religioso, che allo stesso tempo era per me preparazione al battesimo e alla prima comunione. Dopo il matrimonio sono andato sì regolarmente alla Santa Messa, ma riguardo la vita di fede sono rimasto abbastanza superficiale. Avevo tante altre preoccupazioni e interessi. Le cose spirituali mi bastavano a gocce, fin quando la mia vita è cambiata radicalmente nel 2007. Mi hanno diagnosticato un cancro e il mondo si è capovolto completamente, come quando si gira una clessidra. Un tempo non comprendevo perché la via che ci conduce a Gesù passi attraverso la croce. Era incomprensibile per me perché Dio permettesse certi eventi. Ora, all'improvviso, la croce c'era ed era accanto a me! E ho trovato la forza di abbracciare Gesù affettuosamente e di tenerlo stretto”. 

mercoledì 18 novembre 2015

Una storia vera, commovente, una storia che muove la coscienza - Testimonianza di Tim Guénard





Abbandonato a tre anni, sulla strada, dalla madre, inchiodato per due anni a un letto di ospedale a causa delle botte ricevute dal padre: l'infanzia di Tim è un inferno di rabbia e di odio, in un alternarsi di riformatori, famiglie affidatarie e istituti. A 12 anni comincia a vivere sulla strada e lì è una lotta quotidiana contro la fame, il freddo, i cattivi incontri. Poi il pugilato, dove riesce a emergere e ad acquistare un po' di rispettabilità. Ma dentro di lui brucia l'odio e cresce il desiderio di vendetta contro il padre. Saranno l'incontro con un sacerdote e l'amore di una donna a cambiare radicalmente la sua vita. Un libro che contiene un grande messaggio di speranza e un forte richiamo alla forza dell'amore e del perdono.

lunedì 12 gennaio 2015

Adolfo Retté - Tema: Conversione - Discernimento degli spiriti


Questi sono i veri miracoli che Cristo continuamente compie, quando un cuore gli apre umilmente la porta della libertà. È il miracolo della Pasqua che si ripete nel tempo…(Mons. Angelo Comastri)

Nel 1907, veniva pubblicato a Parigi un libro dal titolo suggestivo: Dal diavolo a Dio. L'autore, Adolfo Retté, vi narra la sua conversione al cattolicesimo. L'opera ebbe un successo considerevole; ha contribuito alla conversione di numerose anime che vi hanno trovato luce e incoraggiamento per le proprie lotte spirituali.
Nato a Parigi il 25 luglio 1863, Adolfo Retté non conosce nell'infanzia la gioia di una famiglia. Suo padre vive in Russia, precettore dei figli di un granduca. Sua madre, musicista assorbita dalla sua arte, si occupa del figlio solo per capriccio, per sperimentare su di lui metodi di educazione contraddittori. Il piccolo riceve il battesimo per iniziativa della nonna, cattolica pia e praticante. Suo nonno, rettore dell'Università di Liegi, un anticlericale accanito, si oppone a qualsiasi istruzione religiosa.
Adolfo è un bambino sognatore, impressionabile, avido di letture e già amico della solitudine. A quattordici anni, viene messo in collegio. Suo padre esige che segua le pratiche del culto protestante: il ragazzo ne ricava unicamente una vaga credenza in Dio, ed una ripulsione per il cristianesimo. Ha diciotto anni, quando si arruola volontario per cinque anni nell'esercito. La vita militare gli insegna a frenare la sua natura imperiosa, ma si lascia andare alla dissolutezza. Se un amico propone: «Andiamo a far bisboccia», esclama: «Non andiamoci, corriamoci!» Dopo aver ottenuto il congedo militare, inizia una carriera letteraria. Si entusiasma per la natura, soprattutto per la foresta, e si indirizza inizialmente verso il panteismo (sistema che identifica Dio con il mondo).
Risparmi dilapidati
Nel 1894, si innamora di una ragazza, generosa e retta, cui impone un'unione puramente civile, ritenendo ipocrisia la richiesta della benedizione di una Chiesa in cui non credeva. Malgrado l'amore per la moglie, Adolfo, è un coniuge violento ed infedele. Un giorno, essa riesce a mettere da parte un po' di denaro per comprargli alcuni libri che egli desidera, nonchè un vestito per sè di cui ha bisogno. Quando egli lo viene a sapere, esige che essa gli rimetta la somma. Davanti al di lei rifiuto, gliela strappa brutalmente, e se ne va a dilapidarla con una donna di cattivi costumi. Vittima di numerose scene del genere, la Signora Retté muore prematuramente. Adolfo si mette allora in concubinaggio con una donna senza morale, che dilapida le loro magre risorse, moltiplicando litigi e ingiurie. Solo l'ascendente che la donna esercita sui suoi sensi pervertiti, trattiene Retté presso di lei, sempre più triste e disgustato, ma troppo debole per rompere.